Fondo sanitario, al Festival delle Regioni la Liguria con l’Abruzzo per rivedere i criteri di riparto

A Firenze Bucci e Nicolò chiedono che il riparto pesi la longevità della popolazione e la morfologia del territorio

Consiglio Regione Liguria

Firenze. «Sosteniamo la proposta avanzata dall’Abruzzo, che si fa portavoce delle esigenze delle Regioni medio-piccole, a condizione che venga mantenuta l’impostazione originaria in merito alla quota premiale, senza modifiche agli equilibri previsti». È la posizione che il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha portato alla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, riunita domenica a Firenze nel quinto Festival delle Regioni e delle Province autonome per discutere della revisione dei criteri con cui si distribuisce il Fondo sanitario nazionale. Con lui c’era l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò.

Per la Liguria, ha spiegato Bucci, è fondamentale che la ripartizione «tenga conto delle peculiarità del territorio: una popolazione tra le più anziane d’Italia e una conformazione geografica che va dal mare fino a oltre 1.800 metri di altitudine, con esigenze profondamente diverse. Non è una questione politica, ma si tratta di garantire criteri di ripartizione equi, capaci di riconoscere le specificità di ogni territorio». L’obiettivo indicato è arrivare a un accordo entro la fine di dicembre, «venendoci tutti incontro, per il bene dei territori di cui siamo responsabili».

La revisione dei criteri, ha aggiunto Nicolò, «consentirebbe a dodici Regioni, compresa la Liguria, di ottenere maggiori risorse»: il nuovo riparto dovrebbe riconoscere «le maggiori esigenze assistenziali legate all’invecchiamento della popolazione e alla conformazione geografica dei territori», e rappresenta per l’assessore «un’opportunità per correggere gli squilibri esistenti».

La partita è doppia. Da un lato c’è la quota indistinta del fabbisogno sanitario, che viene distribuita per il 98,5 per cento in base alla popolazione pesata per fasce d’età, con due quote dello 0,75 per cento ciascuna introdotte nel 2023 e legate alla mortalità sotto i 75 anni e a un indice di deprivazione costruito su povertà relativa, bassa istruzione e disoccupazione; gli indicatori epidemiologici territoriali, pure previsti, non sono mai stati attuati. È su questa parte che incidono i criteri di cui si discute a Firenze.

La quota premiale di cui parla Bucci è un’altra partita, e non sono risorse in più: viene ritagliata dentro lo stesso fabbisogno, a scapito della quota indistinta. La legge finanziaria per il 2010 l’aveva concepita come premio per le Regioni che istituiscono una centrale unica degli acquisti e garantiscono l’equilibrio di bilancio dei propri erogatori pubblici, ma quel meccanismo non è mai entrato in funzione: l’intesa sui criteri non è stata raggiunta e da allora la quota — per il 2025 lo 0,25 per cento del finanziamento ordinario, 341,3 milioni di euro — si ripartisce in via transitoria sulla base di un accordo politico fra le Regioni, che un decreto dei ministri della Salute e dell’Economia recepisce. Alla Liguria, in quell’ultimo riparto, sono andati 87,1 milioni, la cifra più alta fra tutte le Regioni: di qui la richiesta di non modificare gli equilibri raggiunti.

Non è la prima volta che la Regione pone la questione: a giugno, alla Commissione Salute riunita a Genova alla presenza del ministro della Salute Orazio Schillaci, la Liguria aveva chiesto che i criteri di riparto valorizzassero il fattore longevità, definendosi «terra di longevità» e rivendicando un aumento complessivo del Fondo.

Il tema è tornato ieri mattina nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, dove il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiuso la cerimonia di apertura del Festival chiedendo alle Regioni, «particolarmente quelle in ritardo rispetto a standard adeguati», di far funzionare le case di comunità finanziate dal Pnrr. «Le parole del Presidente Mattarella richiamano tutti noi a una responsabilità fondamentale: tutelare e rafforzare il Servizio sanitario nazionale», ha commentato Bucci, ricordando la riforma del sistema sanitario regionale approvata in Consiglio regionale lo scorso dicembre e aggiungendo che «per raggiungere questi obiettivi è però indispensabile anche un’equa distribuzione delle risorse».

Rigenerazione urbana, la richiesta di una legge nazionale

Nella prima giornata dei lavori, domenica, l’assessore Marco Scajola ha coordinato la Commissione Infrastrutture, Mobilità e Governo del Territorio, dedicata al ruolo delle Regioni in una strategia nazionale per la rigenerazione urbana. La riunione ha approvato un documento da sottoporre al Governo con quattro priorità: una legge nazionale sulla rigenerazione urbana che fissi principi comuni e procedure più semplici; finanziamenti strutturali e pluriennali che diano continuità agli investimenti oltre il Pnrr e i Pinqua, anche attraverso agevolazioni fiscali e partenariato pubblico-privato; una maggiore integrazione fra rigenerazione, contrasto al consumo di suolo, mitigazione del rischio idrogeologico ed efficientamento energetico; più risorse per l’edilizia residenziale pubblica.

È una richiesta che l’assessore porta da tempo nelle sedi nazionali: già nel febbraio 2024 indicava negli stessi termini la necessità di una legge nazionale e di certezze sulle risorse. A Firenze Scajola ha portato come esperienza ligure «260 interventi finanziati dal 2021 per complessivi 116,5 milioni di euro», oltre ai tre piani integrati di qualità dell’abitare di Begato a Genova, Pigna a Sanremo e Marinella di Sarzana, illustrati nel dicembre scorso al primo forum regionale sulla rigenerazione. Il confronto avviato a Firenze proseguirà il 1 febbraio 2027 a Genova, con gli Stati generali della rigenerazione urbana.

Dai sentieri all’intelligenza artificiale

Due panel, ieri mattina, hanno avuto la Liguria protagonista sul turismo. Nel primo, dedicato all’offerta fuori stagione, il direttore generale Turismo, Marketing territoriale e Sistemi informativi della Regione, Iacopo Avegno, ha illustrato il Sentiero Liguria — 675 chilometri in trenta tappe da Luni a Ventimiglia —, il progetto «La Liguria degli Anelli», i 440 chilometri dell’Alta Via dei Monti Liguri e i percorsi cicloturistici fra costa ed entroterra. «L’outdoor è una leva strategica per destagionalizzare i flussi, sostenere le imprese e creare nuove opportunità per le comunità dell’entroterra», ha dichiarato l’assessore al Turismo Luca Lombardi. La regione ha chiuso i primi otto mesi dell’anno con 16,3 milioni di presenze, in crescita del 4,1 per cento sul 2025.

Il secondo panel era dedicato a Reg4IA, il programma da 20 milioni di euro con cui il Dipartimento per la trasformazione digitale e le Regioni sperimentano l’intelligenza artificiale nei servizi pubblici, finanziato dal Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione. Dei quattro hub interregionali in cui è articolato, presentati a Genova in marzo, la Liguria guida quello su salute e turismo, con una dotazione di circa 6,6 milioni e sette amministrazioni partner: Piemonte, Lazio, Basilicata, Molise, Calabria, Sicilia e la Provincia autonoma di Trento. Gli obiettivi sono strumenti di analisi e previsione dei flussi turistici e assistenti digitali per i visitatori: «Prevedere i flussi significa programmare meglio, promuovere le destinazioni meno conosciute e migliorare l’accoglienza», ha osservato Lombardi.

Il Festival, che si chiude oggi, ha portato a Firenze anche il Villaggio delle Regioni, allestito sotto una grande cupola artificiale in piazza Duomo, alle spalle quella del Brunelleschi: allo stand ligure, inaugurato domenica, Bucci ha accompagnato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Nella giornata di ieri Bucci è intervenuto anche, all’Istituto universitario europeo, all’incontro sul ruolo delle Regioni nella nuova programmazione europea con il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, mentre gli assessori hanno partecipato alle riunioni delle rispettive commissioni: la vicepresidente Simona Ferro ha coordinato quella sulla Cultura, Claudia Morich quella su Affari istituzionali e Politiche del personale, Alessio Piana e Paolo Ripamonti hanno seguito Sviluppo economico ed Energia.

La partita delle risorse resta aperta anche nella giornata conclusiva: oggi, nel Salone dei Cinquecento, i panel di chiusura mettono allo stesso tavolo i presidenti di Regione e i ministri, fra cui quello della Salute Orazio Schillaci e, in videocollegamento, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Poi il passaggio di consegne dalla Toscana al Lazio, che ospiterà la sesta edizione nel 2027.

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