Dalla Commissione europea arriva la strategia 2026-2030 per la parità di genere

La nuova strategia europea mira a eliminare disparità di genere in diversi settori e coinvolge uomini e ragazzi nel cambiamento.

Politica / Diritti | La Commissione europea ha presentato il nuovo piano strategico per la parità di genere 2026-2030, un programma che intende integrare l’uguaglianza di genere in tutti gli ambiti della vita pubblica e privata, con particolare attenzione alle nuove sfide rappresentate dalla diffusione di tecnologie digitali e dai rischi connessi all’intelligenza artificiale.

Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, secondo le stime dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE) l’Unione europea impiegherebbe ancora circa 50 anni per raggiungere una piena parità effettiva, con significative differenze tra i vari Stati membri. La nuova strategia traduce in azioni concrete gli obiettivi contenuti nella Roadmap for Women’s Rights, adottata e approvata nel 2025 da tutti i Paesi dell’UE, e punta a rafforzare sia l’empowerment delle donne sia il coinvolgimento attivo di uomini e ragazzi nel percorso verso una società più equa.

Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutiva della Commissione per i Diritti sociali e le competenze, ha sottolineato: «Non posso accettare nel 2026 che i risultati scolastici, le opportunità di carriera, i trattamenti medici e la partecipazione politica dipendano ancora dal genere». Hadja Lahbib, commissaria per l’Uguaglianza, ha evidenziato che «la parità di genere è il motore di democrazie forti» e che «uomini e ragazzi non sono spettatori, ma partner in questo cambiamento».

Tra le priorità individuate figura la lotta alla violenza di genere, in particolare quella online, che colpisce in modo sproporzionato donne e ragazze. La Commissione intende contrastare fenomeni come i deepfake sessualmente espliciti e rafforzare la protezione delle vittime sul web attraverso un dialogo regolamentare continuo con le grandi piattaforme online, in linea con le norme del Digital Services Act. Parallelamente, si prevede il sostegno all’applicazione completa della direttiva contro la violenza sulle donne e l’attuazione di un Piano d’azione contro il cyberbullismo, varato nel febbraio 2026.

Per la prima volta la strategia dedica un’attenzione specifica al settore sanitario, proponendo un’iniziativa congiunta con l’Organizzazione mondiale della sanità per migliorare la qualità e l’accessibilità delle cure rivolte alle donne. Tra le nuove misure è prevista una collaborazione con l’Agenzia europea per i medicinali per introdurre controlli più sensibili alle differenze di genere nelle fasi di sviluppo, approvazione e somministrazione dei farmaci. Inoltre, la revisione della normativa sui trial clinici nel quadro del nuovo EU Biotech Act richiederà che le sperimentazioni riflettano la diversità della popolazione, includendo donne e gruppi vulnerabili.

Sul fronte economico, il piano punta a promuovere la partecipazione femminile in ambiti come ricerca, innovazione e startup, con un nuovo Action Plan dedicato, e a incentivare la presenza delle donne nelle carriere STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). Allo stesso tempo, si intende favorire l’ingresso degli uomini in settori tradizionalmente femminili, attraverso un approccio chiamato ‘Boys in HEAL’ (Health, Education, Administration, Literacy).

Affrontare le disparità salariali e pensionistiche è un altro obiettivo centrale [Leggi: Parità retributiva in Europa: sfide e impegni]. La Commissione si propone di sostenere gli Stati membri nell’applicazione della direttiva sulla trasparenza retributiva e di collaborare con la Banca europea per gli investimenti per facilitare l’accesso al credito delle imprenditrici e incrementare la rappresentanza femminile nel settore finanziario. Saranno inoltre promossi scambi di buone pratiche per contrastare la povertà legata a mestruazioni e menopausa.

Per quanto riguarda la partecipazione politica delle donne, è prevista un’aggiornamento delle misure adottate nei vari Paesi per favorire la presenza femminile in politica, pubblica amministrazione e parlamenti, oltre alla predisposizione di una Raccomandazione specifica sulla sicurezza in politica con un’attenzione particolare alle donne. Si intende inoltre contrastare la manipolazione dell’informazione e le interferenze online che alimentano la polarizzazione di genere. [Leggi: Un nuovo Scudo per la democrazia europea e la società civile].

Infine, la strategia conferma l’impegno europeo sulla scena internazionale, con la pianificazione di un nuovo Gender Action Plan IV per il periodo 2028-2034 e un Action Plan dedicato a Donne, Pace e Sicurezza. Tra le iniziative globali figura ‘SHIELD’, un progetto finalizzato a migliorare l’accesso alla salute sessuale e riproduttiva e a sostenere le vittime di violenza di genere nell’ambito degli aiuti umanitari.

(effe / Red. Corsara)

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