Idee e letture. Sovranità in evoluzione: una storia globale del potere

Sovranità: concetto fluido, globale e storico, tra legittimità, potere e sfide tra stato, impero e governance globale. (Moritz Mihatsch e Michael Mulligan, 2025)

effe — In rinascente clima di vago nazionalismo, per ragioni ideologiche e polemiche negli ultimi anni parole come sovranisti, sovranismo e simili si sono sempre più diffuse nel dibattito pubblico, ma il concetto che direttamente o indirettamente evocano – quello di sovranità – è tutt’altro che semplice o in sé evidente come spesso si pretenderebbe fosse. Moritz Mihatsch e Michael Mulligan, nel loro studio Shifting Sovereignties: A Global History of a Concept in Practice (De Gruyter, 2025), propongono un approccio storico-globale alla comprensione della sovranità, superando la tradizionale visione eurocentrica e normativa del concetto. Il libro si struttura in tre parti principali che analizzano rispettivamente le origini molteplici della sovranità, le sue incoerenze e compromessi pratici, e la sua trasformazione e resistenza nell’epoca contemporanea.

Nella prima parte, “Many Beginnings”, gli autori esplorano la sovranità antecedente al termine stesso, evidenziando come forme di legittimazione politica e organizzazione del potere si manifestassero già in antiche società, dalla Mesopotamia agli stati proto-moderni. Viene messo in luce che la sovranità, intesa come distribuzione legittima del potere, si è sviluppata in contesti molteplici e non lineari, contraddicendo la narrazione tradizionale che la colloca come esclusivo prodotto europeo. La riflessione sull’invenzione del concetto da parte di Bodin, Hobbes e altri teorici sottolinea la sua natura intrinsecamente ambigua e contestata fin dall’origine, e la necessità di un approccio procedurale che consideri la sovranità come un processo dinamico e contestuale, piuttosto che una categoria fissa.

La seconda parte, “Illusions of Coherence”, affronta la frammentazione pratica del concetto in ambito imperialistico, bellico e decoloniale. Mihatsch e Mulligan illustrano come la sovranità europea si sia intrecciata con pratiche imperialistiche che ne compromettevano la coerenza, attraverso la divisione e la delega di poteri a entità non statali o esterne, come nel caso delle concessioni coloniali e dei trattati asimmetrici. Inoltre, il rapporto tra sovranità e guerra viene analizzato come un terreno di tensione fra il diritto di esercitare il potere e le sue limitazioni concrete, specialmente durante le due guerre mondiali e nel tentativo di costruire un ordine di sistema tramite il Concerto europeo, la Società delle Nazioni e l’ONU. Infine, la decolonizzazione è vista come un momento di compromesso in cui la sovranità degli stati emergenti è stata formalmente riconosciuta ma sostanzialmente limitata da eredità imperialistiche, confini artificiali e dipendenze economiche.

Nella terza parte, “A Man in the Desert”, il focus si sposta sul periodo postbellico e contemporaneo, caratterizzato dalla contraddizione fra l’apparente proliferazione di stati sovrani e la loro effettiva limitazione dalla Guerra Fredda, dalla globalizzazione e dalle istituzioni sovranazionali. Gli autori discutono la crisi e la trasformazione della sovranità tradizionale, evidenziando come fenomeni quali la governance globale, l’integrazione europea e la competizione tra grandi potenze abbiano spostato la sovranità verso forme più frammentate e multilivello. Al contempo, emerge un ritorno della sovranità come strumento politico nei discorsi populisti e nazionalisti, nonché la comparsa di micro-sovranità e nuovi attori che contestano l’ordine costituito, dimostrando la persistenza della sovranità come “finzione potente” nonostante le sue contraddizioni.

Gli autori concludono proponendo una definizione procedurale di sovranità, concepita come un’organizzazione del potere che deve essere percepita come legittima e capace di affrontare le sfide storiche specifiche di ogni epoca. Tale definizione permette di cogliere la natura fluida e contestuale del concetto, superando le contraddizioni fra teoria e pratica. In particolare, sottolineano l’importanza della legittimità come elemento centrale e variabile, che riflette mutamenti normativi e culturali nel tempo e nello spazio. Inoltre, introducono i concetti di regimi di sovranità e sovranità di sistema per rendere conto delle gerarchie, delle esclusioni e delle interazioni fra diversi livelli e forme di sovranità globali e regionali.

Infine, lo studio evidenzia come la sovranità, pur essendo stata definita come in declino o superata dalla globalizzazione, continui a essere un fulcro cruciale nelle politiche contemporanee, soprattutto in relazione alle sfide globali come la pandemia e il cambiamento climatico. Gli autori suggeriscono che un equilibrio tra governance globale e principio di sussidiarietà sia essenziale per garantire la legittimità e l’efficacia della sovranità nel XXI secolo, riconoscendo le tensioni fra esigenze di cooperazione internazionale e aspirazioni di autonomia locale e nazionale. Questo approccio storico-globale permette di comprendere la sovranità non come un concetto statico o universale, ma come un fenomeno in continua trasformazione, di volta in volta modellato da sedimentazioni temporali e spaziali e da complesse dinamiche di potere e legittimazione.

*Il Taccuino blu di effe (Fabrizio Pinna) | 2025

IL LIBRO: Mihatsch, Moritz, e Michael Mulligan. Shifting Sovereignties: A Global History of a Concept in Practice. Berlin ; Boston : De Gruyter, 2025.

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