Savona. Una piattaforma di proposte in sette punti sul piano nazionale e due richieste alla Regione: è quanto Italia Viva-Casa Riformista per Savona mette per iscritto dopo l’incontro pubblico di lunedì nella Sala Rossa del palazzo comunale, al quale hanno partecipato la senatrice Annamaria Furlan, già segretaria generale della Cisl, l’assessora comunale Barbara Pasquali, personale medico e organizzazioni sindacali.
Sul piano nazionale la richiesta principale riguarda le risorse: portare il Fondo sanitario nazionale al 7,5 per cento del Pil, per avvicinare l’Italia alla media europea. Accanto, un nuovo piano di assunzioni di personale medico e sanitario accompagnato da un aumento delle retribuzioni, il rinnovo dei contratti delle professioni sanitarie — aggiornati, si chiede, alle trasformazioni organizzative, tecnologiche e scientifiche della medicina —, più fondi per la ricerca, incentivi economici per i medici che scelgono di lavorare nelle aree periferiche, nell’entroterra e nei territori con forti criticità sociali, un aumento delle borse di specializzazione e un’integrazione fra pubblico e privato che garantisca comunque la priorità del servizio pubblico.
Sul versante ligure le richieste sono due. La prima è la revisione della fase di attuazione della riforma sanitaria regionale approvata lo scorso dicembre, attraverso un confronto continuativo con i territori e con i sindaci: le scelte che incidono sull’organizzazione dei servizi, sostiene il partito, devono tenere conto delle caratteristiche delle comunità, delle distanze e dei collegamenti. La seconda è un piano di assunzioni di personale medico e sanitario, «indispensabile per evitare riduzioni delle prestazioni, difficoltà nell’accesso alle cure e chiusure di strutture essenziali».
Nel corso della serata Furlan ha insistito sul valore del lavoro, della contrattazione e della tutela delle professionalità; Pasquali ha portato la prospettiva amministrativa e le criticità che la riforma regionale sta producendo sulle comunità locali. Dagli interventi dei medici e dei sindacati sono emerse le carenze di organico e la richiesta di un riconoscimento adeguato di competenze e responsabilità, con le ricadute che le difficoltà organizzative hanno sull’assistenza.
«La sanità pubblica non può essere difesa soltanto a parole, ma richiede scelte politiche precise, risorse adeguate e un investimento strutturale sulle persone», afferma il presidente provinciale del partito Matteo Calcagno, che indica le proposte come base per proseguire il confronto con amministratori, professionisti, sindacati e associazioni. Il tema delle risorse è in queste settimane al centro anche del confronto fra le Regioni e il Governo: domenica, alla Commissione Salute del Festival delle Regioni, la Liguria ha chiesto di rivedere i criteri con cui il Fondo sanitario viene ripartito.
