Ortovero. L’amministrazione comunale promuove la costituzione del primo gruppo di controllo del vicinato in paese e convoca per mercoledì 21 ottobre alle 20.30, all’Enoteca comunale di viale Chiesa, un’assemblea aperta a tutta la cittadinanza per illustrarne le modalità operative.
All’incontro intervengono il maresciallo Sandro Marangoni, del comando stazione carabinieri di Villanova d’Albenga, e Ivan Suardi, comandante della polizia municipale di Ceriale, che opera in collaborazione con il Comune di Ortovero. Porteranno la propria testimonianza anche i promotori dei gruppi già attivi nelle vicine Campochiesa e Villanova d’Albenga, per condividere le buone pratiche maturate sul campo.
Il controllo del vicinato è un modello di prevenzione e cooperazione civica che punta ad aumentare la sicurezza percepita, a stimolare la coesione sociale e a garantire una rete di segnalazione a supporto delle autorità. «La sicurezza del nostro paese passa anche attraverso la collaborazione attiva e responsabile dei cittadini», sottolinea l’amministrazione comunale. «Non si tratta di addossarsi compiti di pattugliamento o intervento, che spettano unicamente ed esclusivamente alle forze dell’ordine, bensì di sviluppare un’attenzione partecipe al proprio quartiere e una comunicazione strutturata con le autorità». L’invito a partecipare è rivolto a residenti e commercianti.
È lo stesso schema andato in scena quattro mesi fa a Vadino, dove un incontro pubblico nei chiostri di San Bernardino ha portato alla nascita del comitato di quartiere con più di venti cittadini disponibili a fare da referenti: anche lì a raccontare la propria esperienza erano stati i comitati di Campochiesa e di Villanova d’Albenga.
Una rete che nel comprensorio ha quasi dieci anni
Ad Albenga il progetto è nato sotto l’amministrazione Cangiano e si è via via strutturato: i cartelli «zona sottoposta al controllo di vicinato» sono comparsi in viale Pontelungo nell’agosto 2019 e a Campochiesa nel gennaio successivo, la Prefettura ha dato il via libera ai nomi dei coordinatori nell’ottobre 2019 e nel febbraio 2021 si sono aggiunti San Fedele e Lusignano.
A Villanova d’Albenga la giunta guidata da Pietro Balestra ha approvato il protocollo d’intesa con la Prefettura nel marzo 2020, quando due zone — Coasco e il centro abitato lungo la statale 453 da una parte, via delle Ciappelle e via delle Violette dall’altra — avevano già consegnato gli elenchi dei volontari: una cinquantina di persone guidate da due coordinatori. Ad Alassio la misura è attiva dal 2019 e conta quattro gruppi — via Giotto, via Ferreri e via Piani Romani, centro storico e lungomare — sulla base di un protocollo d’intesa con la Prefettura di Savona. A Loano, dove la sperimentazione è partita nel 2017, i gruppi attivi sono saliti a venti proprio in questi giorni.
