Loano, Pfas nell’acqua: ordinanza per 35 utenze servite dai pozzi di Pietra Ligure

Il divieto di uso alimentare riguarda le vie Costino di Monte Carmelo e San Damiano. L'Acquedotto San Lazzaro ha installato una fontanella provvisoria; il sindaco Luca Lettieri: «Il provvedimento non riguarda indistintamente l'intera rete idrica di Loano»

Il sindaco Luca Lettieri con Stemma della città Loano
Il sindaco di Loano Luca Lettieri

Loano. Il sindaco Luca Lettieri ha firmato mercoledì l’ordinanza contingibile e urgente numero 276 che vieta l’uso alimentare dell’acqua della rete per un gruppo di utenze loanesi servite da pozzi che si trovano nel territorio di Pietra Ligure, dove è stato riscontrato il superamento dei limiti di legge per i Pfas. Le utenze interessate sono 35 e si trovano nelle vie Costino di Monte Carmelo e San Damiano; la notifica è avvenuta nel pomeriggio.

Per queste utenze è vietato utilizzare l’acqua della rete per bere, cucinare e per qualsiasi altro consumo alimentare, e l’ordinanza ribadisce che la bollitura non elimina i Pfas. Resta consentito l’utilizzo per scopi igienici — lavaggio della casa, scarico del wc — e per l’igiene personale. Il divieto vale fino al rientro della problematica e all’accertata conformità ai parametri di legge.

Il provvedimento nasce da quello adottato il giorno prima dal sindaco di Pietra Ligure, l’ordinanza numero 25 del 13 ottobre, a sua volta sollecitata da Servizi Ambientali spa, gestore del servizio idrico integrato pietrese, che aveva comunicato l’esito non conforme delle analisi. Le case loanesi coinvolte sono servite dall’Acquedotto San Lazzaro ma alimentate dai pozzi del Comune confinante: l’elenco delle utenze è allegato all’ordinanza ma non è stato pubblicato per ragioni di riservatezza.

La fontanella provvisoria e l’appello del sindaco

L’Acquedotto San Lazzaro ha installato una fontanella provvisoria in via Costino di Monte Carmelo. Lettieri rivolge «un appello al senso civico di tutti i loanesi»: «Chiedo a chi non si trova in questa situazione di lasciare la fontanella a disposizione delle famiglie interessate dall’ordinanza. Quell’acqua è stata messa a disposizione per chi, temporaneamente, non può utilizzare quella di casa per scopi alimentari».

Il sindaco precisa inoltre che «il provvedimento riguarda le specifiche utenze individuate nell’ordinanza, non indistintamente l’intera rete idrica di Loano», e annuncia che l’amministrazione manterrà i contatti con il gestore e con le autorità sanitarie. «Comprendo i disagi e le preoccupazioni delle famiglie coinvolte — aggiunge —. La tutela della salute pubblica richiede prudenza, informazioni corrette e interventi tempestivi».

Il caso dei Pfas nell’acquedotto di Borgio Verezzi e Pietra Ligure è arrivato martedì in Consiglio regionale; a Pietra Ligure sono attive tre autobotti per l’approvvigionamento alternativo.

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