Genova. Il caso dei Pfas nell’acqua potabile di Borgio Verezzi e Pietra Ligure è arrivato in Consiglio regionale con un’interrogazione della capogruppo della Lega Sara Foscolo, che ha chiesto alla Giunta un supporto regionale ai due Comuni per uscire dall’emergenza «in via definitiva».
A Borgio Verezzi un’ordinanza sindacale precauzionale vieta dallo scorso settembre l’utilizzo dell’acqua dell’acquedotto comunale per scopi alimentari e potabili; a Pietra Ligure il divieto è scattato martedì, con una nuova ordinanza. All’origine, in entrambi i casi, la comunicazione di Servizi Ambientali Spa sulla presenza di Pfas in alcuni pozzi.
«L’emergenza idrica delle acque potabili legata alla presenza di Pfas rappresenta un forte disagio e un problema sanitario per le famiglie, ma anche un grave danno per le attività economiche del nostro territorio — dichiara Foscolo —. Non si può più andare avanti così ed è necessario intervenire concretamente per risolvere la situazione nel più breve tempo possibile e in modo definitivo». I Comuni, osserva la capogruppo, si sono attivati con le autobotti, «ma ribadisco che è necessario intervenire rapidamente per risolvere in modo definitivo la situazione».
La risposta della Giunta
L’assessore alla Sanità Massimo Nicolò ha ricostruito il meccanismo dei controlli: li svolge il gestore idropotabile, che comunica gli sforamenti dei valori di parametro alla struttura complessa Igiene degli alimenti e della nutrizione di Ats Liguria. In caso di non conformità è l’azienda sanitaria a cercarne le cause, a valutare il potenziale pericolo per la salute e a proporre al sindaco i provvedimenti cautelativi, divieti e limitazioni d’uso compresi. Alla Regione compete invece il coordinamento dei controlli esterni svolti dall’azienda sanitaria.
Sul caso specifico, l’assessore ha riferito che dal 2 ottobre la documentazione è stata acquisita dagli uffici regionali, che si sono attivati convocando per il 12 ottobre un primo incontro con tutti i soggetti coinvolti. Ulteriori misure, fra cui un rafforzamento dei controlli esterni, potranno essere intraprese soltanto dopo la completa acquisizione della documentazione, la conferma degli esiti analitici e la valutazione del rischio sanitario da parte di Ats Liguria, nell’ambito del percorso avviato con quell’incontro.
