Villanova d’Albenga. Il sindaco Pietro Balestra ha firmato martedì 13 ottobre un’ordinanza contingibile e urgente che vieta l’uso dell’acqua della rete pubblica a scopo potabile e alimentare in tre zone del territorio comunale, dopo il riscontro di un superamento dei limiti di legge per i Pfas, le sostanze perfluoroalchiliche. Il provvedimento, il numero 18 del 2026, arriva dopo quelli adottati nei giorni scorsi a Pietra Ligure e Borgio Verezzi.
Il divieto riguarda il Capoluogo, nella zona compresa tra il torrente Arroscia, il torrente Lerrone, l’aeroporto e la zona della chiesa Madonna delle Grazie a partire dalla rotatoria del Nucleo elicotteri; la frazione Coasco, dal confine con il Comune di Ortovero alla chiesetta di San Marco; e la frazione Borgoverde. Tutte le altre frazioni e zone non menzionate, precisa l’ordinanza, risultano regolarmente servite e senza criticità analitiche.
Nelle tre aree è vietato utilizzare l’acqua per bere, per scopi alimentari e per la preparazione di alimenti; l’ordinanza avverte che l’ebollizione non elimina i Pfas. Resta invece possibile l’utilizzo per scopi igienici, come il lavaggio della casa e lo scarico del wc, e per l’igiene personale. Il divieto vale fino al rientro della problematica e all’accertata conformità ai parametri di legge.
Il caso di Borgio Verezzi e Pietra Ligure è arrivato nella stessa giornata in Consiglio regionale, con un’interrogazione della capogruppo della Lega Sara Foscolo. Sul resto del litorale, intanto, i sindaci di Albenga, Loano, Borghetto Santo Spirito e Finale Ligure hanno rassicurato martedì la cittadinanza: nei loro comuni, per il momento, dalle analisi non sono emerse criticità.
Il dato analitico e il perimetro del problema
I risultati dei controlli analitici ufficiali sono arrivati al Servizio sanitario il 13 ottobre dal laboratorio di analisi Arpal, con il rapporto di prova numero 20260019334. Il campione era stato prelevato il 14 settembre dal punto denominato «VI449 Fontana Capoluogo», nella zona di fornitura Liguria 406. Il valore riscontrato per la somma dei Pfas è di 0,05 microgrammi per litro, a fronte di un limite di legge di 0,02 microgrammi per litro: due volte e mezza il parametro di riferimento.
Sulla base della prescrizione tecnico-sanitaria trasmessa dal Dipartimento prevenzione di Ats Liguria – Area sociosanitaria locale 2 e della nota della società Sca Servizi Comunali Associati, gestore operativo del servizio idrico integrato, l’anomalia riguarda esclusivamente quel punto di presa, alimentato da un singolo pozzo. La restante parte della rete di distribuzione è alimentata da altri pozzi presenti nella zona, per i quali non si riscontrano problemi e la cui acqua risulta conforme ai parametri di legge.
Con lo stesso atto il sindaco ordina a Sca di informare in modo capillare la popolazione sulle limitazioni d’uso, di attivare immediatamente forniture alternative di acqua potabile – con autobotti o distribuzione di acqua confezionata – e di trasmettere entro dieci giorni ad Ats e al Comune un piano di intervento correttivo dettagliato, corredato di cronoprogramma, che individui le misure per risolvere definitivamente la contaminazione: dalla miscelazione delle acque alle interconnessioni di rete, fino alle tecnologie di trattamento e filtrazione. È richiesto anche un piano straordinario di monitoraggio sulla zona di fornitura interessata.
Cosa si può fare e cosa no, secondo la guida dell’Ats
All’ordinanza è allegata una guida pratica agli usi domestici predisposta dall’azienda sanitaria. Lavarsi, fare la doccia o il bagno è consentito in sicurezza, perché l’assorbimento cutaneo è considerato trascurabile. Per lavare i denti l’acqua può essere usata a condizione di non ingerirla e di risciacquare la bocca senza deglutire; per i bambini, a scopo precauzionale, la guida consiglia di utilizzare acqua minerale o altra acqua idonea, perché i più piccoli hanno maggiore probabilità di deglutire involontariamente e una maggiore sensibilità legata al rapporto tra peso ed esposizione.
È consentito il lavaggio di piatti, stoviglie e superfici domestiche, con la raccomandazione di lasciarle asciugare perfettamente all’aria prima di riutilizzarle, oppure di fare un risciacquo finale con acqua sicura per gli oggetti che entrano in contatto diretto con la bocca o con bevande calde, come tazzine e moka.
È invece tassativamente vietato l’uso dell’acqua per qualsiasi preparazione in cui entri a far parte del prodotto destinato al consumo: bevande, caffè, ghiaccio, impasti, lavaggio diretto degli alimenti. Non va usata nemmeno per risciacquare frutta e verdura, che assorbirebbero o tratterrebbero i residui.
Un punto riguarda chi ha in casa un sistema di filtrazione domestica: secondo la guida non è sufficiente a consentire il consumo, perché solo i sistemi a carboni attivi ad alte prestazioni o a osmosi inversa sono in grado di trattenere i Pfas. In mancanza di garanzie e certificazioni del produttore, accompagnate da una manutenzione rigorosa, l’uso di questi filtri non autorizza a derogare al divieto.
La lettera di Balestra ai cittadini
Contestualmente all’ordinanza il sindaco ha diffuso una lettera ai cittadini. «Abbiamo ricevuto oggi pomeriggio le analisi dell’Asl relative a un punto di prelievo nella fontana del Capoluogo, dove sono emerse minime criticità relativamente alla presenza di Pfas come accaduto nei giorni scorsi in altri Comuni della riviera — scrive Balestra —. Tali valori riscontrati dall’Asl, seppur lievemente superiori ai limiti di legge, ci impongono in via cautelativa di emettere ordinanza di non potabilità dell’acqua nelle zone servite dalla rete idrica del prelievo».
Il primo cittadino annuncia che nei prossimi giorni gli uffici comunali valuteranno nel dettaglio le aree interessate, mentre il Comune sta cercando di reperire fonti alternative per sostituire il pozzo oggetto della criticità. Le disposizioni, aggiunge, sono state prese in via cautelativa sulla base delle nuove normative e dei nuovi parametri tabellari di riferimento entrati in vigore recentemente, e l’amministrazione si è già attivata per ulteriori controlli e interventi sulle reti.
