Riforma organizzativa della Regione Liguria: accentramento o efficienza? (2)

Approvata riforma Liguria: nuova organizzazione, responsabile programma, 105 dirigenti; minoranza critica accentramento poteri.

Consiglio regionale Liguria

Il Consiglio regionale ha approvato con 18 voti il Disegno di Legge 79, che riorganizza l’amministrazione della Regione Liguria, introducendo nuove figure come il responsabile dell’attuazione del programma di governo e modificando il Comitato di direzione. La dotazione dirigenziale è fissata a 105 unità, con costi coperti da riallocazioni di bilancio. La minoranza ha criticato il provvedimento, definendolo un’accentramento di poteri e chiedendo una sospensione. L’assessore Ripamonti ha difeso la riforma, sottolineando l’assenza di ingerenze politiche nell’amministrazione regionale.

In Consiglio regionale con 18 voti a favore (maggioranza) è stato approvato il Disegno di Legge 79 Modifiche alla legge regionale 6 aprile 2022, n. 4 “Disciplina dell’organizzazione amministrativa e della dirigenza della Regione Liguria”. I gruppi di minoranza non hanno partecipato al voto.

Con il provvedimento viene introdotto un nuovo assetto organizzativo della Giunta: la struttura amministrativa sarà suddivisa tra il segretario generale, il capo di gabinetto del presidente della Giunta regionale, che non avrà funzioni gestionali, il direttore generale di coordinamento e le altre strutture dirigenziali complesse, che saranno definite con un successivo regolamento di organizzazione.

Il provvedimento prevede, inoltre, la possibilità di istituire la figura del responsabile dell’attuazione del programma di governo: lavorerà in diretta collaborazione con ilpresidente della Giunta regionale, non avrà funzioni gestionali, sarà compreso tra gli incarichidirigenziali o direttivi attribuiti nell’Ente, avrà la mansione di monitorare l’attuazione delprogramma di governo, tramite il controllo delle azioni realizzate dagli amministratori regionali, dal segretario generale, dal direttore generale di coordinamento e dai direttori generali e riferirà sull’esito del monitoraggio direttamente al presidente della Giunta regionale.

Viene, inoltre, riorganizzato il Comitato di direzione, che potrà essere convocato e presieduto dal segretario generale o dal direttore generale di coordinamento. L’assetto organizzativo delle strutture della Giunta regionale dovrà essere approvato entro centocinquanta giorni dalla data di insediamento della stessa Giunta. Vengono riformulate le limitazioni per i dirigenti neoassunti rispetto all’accesso alle posizioni dirigenziali che abbiano una graduazione superiore a quelle di livello iniziale. La dotazione organica del personale di area dirigenziale viene fissato in 105 unità. Gli oneri derivanti dall’attuazione della legge sono 307 mila 816 euro per l’anno 2025 e 1 milione e 846 mila euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027, che vengono recuperati attraverso la riallocazione di risorse da altri capitoli di bilancio.

Il dibattito in aula

Nella discussione generale sono intervenuti altri consiglieri, oltre quelli che hanno partecipato al dibattito nella seduta del mattino.

Jan Casella (Avs) ha dichiarato: «Questo provvedimento rivela il tentativo del presidente della Giunta di accentrare nelle sue mani il potere politico e amministrativo e questa decisione dimostra le sue difficoltà nel governare la Regione, ma – ha aggiunto – se c’è spirito di squadra non servono ulteriori controllori».

Davide Natale (Pd) ha criticato la recente istituzione del consigliere delegato e ha sottolineato, fra l’altro, il recente incremento della indennità del direttore generale: «Chiediamo alla maggioranza un supplemento di riflessione e di confronto su queste ulteriori modifiche che creano nuove poltrone».

Roberto Arboscello (Pd) è intervenuto nella discussione generale: «Mi risulta difficile capire come una norma così tecnica – ha detto – possa influenzare la vita dei cittadini liguri». Il consigliere ha ribadito la necessità di una indipendenza fra il ruolo amministrativo e quello politico nell’ente regionale.

Armando Sanna (Pd) ha dichiarato:«Oggi la maggioranza chiede di approvare una riforma che viene definita tecnica, ma, in realtà, esprime una volontà politica». Il consigliere ha stigmatizzato i costi della riforma, «ma oggi questi soldi – ha domandato – quanto potrebbero servire per assumere medici e incrementare i consultori?».

Sanna ha chiesto di sospendere la trattazione del disegno di legge e di riportarlo nella competente commissione consiliare. La proposta è stata respinta dalla maggioranza.

L’assessore all’organizzazione e personale regionale Paolo Ripamonti ha spiegato che il disegno di legge gode di invarianza finanziaria perché ci sono già le coperture economiche e ha precisato che le organizzazioni sindacali non hanno manifestato obiezioni sulla riforma. Ripamonti ha respinto con forza le critiche della minoranza e ha ribadito che il disegno di legge non è un attacco alla democrazia. Rispetto all’istituzione della figura del Capo di gabinetto, l’assessore ha precisato: «Ha una sua logica avere una persona di fiducia da parte del presidente» e ha assicurato: «Non ci sono ingerenze politiche sulla parte amministrativa dell’Ente». Ripamonti ha concluso: «Questo provvedimento è quanto abbiamo immaginato per fare in modo che tutto all’interno dell’amministrazione funzioni al meglio ed è questo il modo con cui vogliamo approcciare l’attività amministrativa per renderla sempre più performante».

I gruppi di minoranza hanno presentato unitariamente 55 emendamenti di cui 4 sono stati approvati: uno di questi, in particolare, prevede che sia sentita la commissione consiliare competente sul Regolamento di organizzazione che emanerà eventuali ulteriori disposizioni nell’organizzazione degli uffici.

I consiglieri di minoranza hanno fortemente criticato il parere, espresso dalla Giunta per il Regolamento durante una pausa della seduta, secondo il quale il Disegno di legge 80 viene considerato fra quelli del “Programma di governo” e, come tale, prevede il contingentamento dei tempi per la presentazione e il voto degli articoli e degli emendamenti collegati.

Nelle dichiarazioni di voto finali sono intervenuti Davide Natale (Pd), Federico Romeo (Pd), Selena Candia (Avs), Roberto Arboscello (Pd), Carola Baruzzo (Pd), Katia Piccardo (Pd), Simone D’Angelo (Pd), Angelo Vaccarezza (FI Berlusconi), Andrea Orlando (Pd), Armando Sanna (Pd), Rocco Invernizzi (FdI), Gianni Pastorino (Andrea Orlando Presidente), Federico Bogliolo (Vince Liguria Noi moderati), Sara Foscolo (Lega Liguria-Salvini) e Enrico Ioculano (Pd).

Il presidente della Giunta Marco Bucci ha dichiarato che il disegno è stato fatto dagli uffici, e poi condiviso da Giunta e presidente, mentre ha sottolineato che le persone che fanno parte del suo staff sono scelte direttamente e non hanno incarichi dirigenziali. Il presidente ha ricordato che anche i consiglieri regionali scelgono in autonomia le persone che vanno a far parte dei loro staff.

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