Idee e letture. Il lato più oscuro dei Social Media: psicologia, salute mentale e sfide contemporanee

Social media: impatti psicologici e sfide tra dipendenze, ansia, privacy e regolamentazione nel libro curato da Scheinbaum.

effe — Generazioni sempre più “social”, ma a quali costi? The Darker Side of Social Media: Consumer Psychology and Mental Health (Routledge) a cura di Angeline Close Scheinbaum, con la sua seconda edizione aggiornata al 2024 rappresenta un rinnovato contributo per comprendere più a fondo le implicazioni psicologiche e sanitarie legate all’uso dei social media. Il libro adotta un approccio scientifico e multidisciplinare, fondato su accreditate teorie psicologiche e mediologiche, per analizzare i comportamenti problematici dei “consumatori” nel contesto digitale e le conseguenze negative per il benessere mentale.

Il volume è articolato in quattro parti i cui temi principali approfonditi dagli studiosi sono la dipendenza e ansia da disconnessione (pp. 31-46), il ruolo della paura nell’agenda-setting (pp. 54-65), il confronto sociale e le problematiche di autostima e disturbi alimentari (pp. 104-147) e, infine, le sfide per la privacy e la regolamentazione (pp. 156-213). Il libro invita a una riflessione critica e propositiva, sottolineando la complessità di questi fenomeni e la necessità di ricerche integrate e multidisciplinari.

La prima parte (Mental Health and Dire Consequences: Addiction, Cyberbullying, Depression, Self-Harm, and Social Media) esamina le conseguenze più gravi legate all’uso compulsivo e disfunzionale dei social media, quali dipendenza, cyberbullismo, ansia, depressione e autolesionismo. Vengono presentati modelli che individuano fattori personali (come i tratti della personalità “dark”) e situazionali (tra cui le strategie algoritmiche di “nudging” e fenomeni come il “doomscrolling”) che contribuiscono a un uso compulsivo, con effetti di ansia da disconnessione. Gli autori sottolineano l’importanza di sviluppare soluzioni che favoriscano la consapevolezza e la regolazione autonoma degli utenti, oltre a suggerire interventi a livello istituzionale.

La seconda parte (Social Media–Fueled Fear and Anxiety: Social Media News and the Dark Web) si concentra sul ruolo delle emozioni, in particolare della paura, nel modellare i contenuti e la fruizione dell’informazione politica tramite piattaforme come Twitter (ora X). Attraverso l’analisi computazionale e la teoria dell’agenda-setting, gli autori dimostrano come la paura possa influenzare il flusso bidirezionale tra media e pubblico, contribuendo anche alla diffusione di contenuti negativi e polarizzanti. Si esplora inoltre il fenomeno del “dark web” e delle sue implicazioni criminologiche, con particolare riferimento ai comportamenti legati alla manipolazione finanziaria, incentivati da caratteristiche psicologiche quali “machiavellismo”, narcisismo e psicopatia.

La terza parte (Social Media Self-Discrepancies and Unhealthy Self-Comparisons) affronta le dinamiche psicologiche legate all’autopercezione e al confronto sociale nei social media, evidenziando come l’esposizione a immagini idealizzate, specialmente su Instagram, possa aggravare il senso di inadeguatezza, favorendo disturbi alimentari e problematiche legate all’immagine corporea. Viene presentato uno studio empirico che indaga l’effetto di diversi hashtag relativi al cibo sulla percezione del piacere alimentare tra consumatori con vari livelli di attenzione verso la salute, confermando un impatto differenziato a seconda della predisposizione individuale. Gli autori propongono strategie di “digital detox” (disintossicazione dai social) e promozione della consapevolezza per mitigare tali effetti.

La quarta e ultima parte (Privacy, Artificial Intelligence, and Vulnerable Children on Social Media) pone l’accento sulle problematiche relative alla privacy e alla sicurezza dei dati personali in un’epoca ormai dominata dall’intelligenza artificiale e dalle tecnologie indossabili. Vengono analizzate le sfide legate alla raccolta massiva di dati biometrici e comportamentali, i rischi di sorveglianza e la necessità di un quadro normativo più rigoroso, con particolare attenzione alla protezione dei minori. Attraverso uno studio di caso, si illustra l’interazione tra le politiche di Meta e la normativa europea GDPR, evidenziando le sanzioni e le controversie in corso. Si discute inoltre il ruolo di iniziative legislative emergenti negli Stati Uniti che tentano di colmare le lacune normative, specialmente per quanto riguarda la tutela dei bambini utenti di social media.

In breve, il volume curato da Scheinbaum fornisce una panoramica molto articolata e scientificamente aggiornata delle criticità correlate all’uso dei social media sotto il profilo psicologico e sociale, offrendo una base teorica ed empirica per ricercatori, professionisti e policy maker interessati a sviluppare soluzioni che bilancino i benefici dell’interazione digitale con la tutela della salute mentale e della privacy.

P.S.: Descrivere sinteticamente un libro scientifico di interesse generale che riguarda la vita quotidiana di tutti non è mai semplice; il rischio è sempre quello che il lettore lontano da alcune tradizioni di studio finita l’ultima riga si ritrovi ancora più confuso di prima, perso in molteplici termini tecnici o settoriali che gli appaiono più oscuri che chiarificatori. Pensando a questo, può forse essere utile il seguente piccolo Glossario dei termini tecnici e significativi.

  • Agenda-setting: teoria della comunicazione che descrive come i media influenzano l’importanza attribuita ai temi di attualità dal pubblico.
  • Algoritmi di nudging: strategie digitali progettate per influenzare il comportamento degli utenti in modo sottile e persuasivo. Prendono come modello la teoria dei nudge.
  • Ansia da disconnessione: stato di disagio causato dalla paura o incapacità di restare senza accesso ai social media o ai dispositivi digitali.
  • Biometrici: dati relativi alle caratteristiche fisiche o fisiologiche uniche di una persona, utilizzati per l’identificazione.
  • Cyberbullismo: uso di tecnologie digitali per molestare, intimidire o danneggiare altre persone.
  • Dark web: parte di internet non indicizzata dai motori di ricerca e spesso associata ad attività illecite.
  • Disturbi alimentari: condizioni psicologiche caratterizzate da comportamenti alimentari anomali che compromettono la salute fisica e mentale.
  • Doomscrolling: tendenza a scorrere compulsivamente notizie negative o allarmanti sui social media.
  • GDPR (General Data Protection Regulation): regolamento europeo per la protezione dei dati personali e della privacy.
  • Machiavellismo: tratto della personalità caratterizzato da manipolazione e cinismo.
  • Narcisismo: eccessiva attenzione e ammirazione verso se stessi.
  • Psicopatia: disturbo della personalità caratterizzato da mancanza di empatia e comportamenti antisociali.
  • Social detox (disintossicazione dai social): pratica di ridurre o eliminare temporaneamente l’uso dei social media per migliorare il benessere mentale.
  • Studio di caso (Case study): analisi approfondita e dettagliata di un singolo esempio, evento o situazione per comprendere fenomeni complessi e trarre insegnamenti applicabili ad altri contesti.
  • Teoria computazionale: approccio basato sull’analisi dati e algoritmi per studiare fenomeni complessi.
  • Tratti della personalità “dark”: caratteristiche della personalità che includono machiavellismo, narcisismo e psicopatia.

*Il Taccuino blu di effe (Fabrizio Pinna) | 2025

IL LIBRO. Angeline Close Scheinbaum (Edited By). The Darker Side of Social Media : Consumer Psychology and Mental Health (Second Edition). London ; New York : Routledge, 2024.

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