Idee e letture. Nazionalismo e internazionalismo tra specchi e intrecci

Storia europea dei concetti di nazionalismo e internazionalismo, tra idee, politica e discorsi dal XVIII secolo a oggi.

effe — Confini e orizzonti che sconfinano. Il volume Nationalism and Internationalism Intertwined: A European History of Concepts beyond the Nation State (Berghahn, 2022), curato da Pasi Ihalainen e Antero Holmila, rappresenta un originale contributo – importante e chiarificatore – alla storia concettuale europea, focalizzandosi sull’evoluzione semantica e politica dei concetti di nazionalismo e internazionalismo nel contesto europeo dalla fine del XVIII secolo fino ai nostri giorni. L’opera si inserisce nella notevole collana “European Conceptual History” e il libro si caratterizza per un particolare sguardo interdisciplinare e comparativo che sfrutta anche fonti parlamentari digitalizzate di vari paesi dell’Europa nord-occidentale, sebbene ancora parziali: «Il nostro focus è sui significati in evoluzione dei concetti utilizzati negli argomenti politici: integriamo metodi dagli studi sul discorso (discourse studies), dalla linguistica dei corpora (corpus linguistics) e dall’umanistica digitale (digital humanities) nello studio della storia degli internazionalismi, per ampliare il repertorio della storia concettuale oltre la semantica storica della Begriffsgeschichte o l’analisi di singoli atti linguistici da parte di pensatori canonici nella storia del pensiero politico.», p. 4).

Il punto di partenza del volume è la constatazione che, nonostante la predominanza degli stati-nazione nella storia moderna e contemporanea, le idee e le pratiche che trascendono i confini nazionali – come il cosmopolitismo, l’internazionalismo e l’universalismo – hanno radici altrettanto profonde e una storia complessa, spesso intrecciata con quella del nazionalismo stesso. Gli autori sottolineano come i concetti non siano meri sinonimi, ma “cluster semantici” polisemici e contrastati, la cui analisi richiede attenzione al contesto storico, politico e culturale in cui sono stati utilizzati.

Nel primo capitolo, Charlotta Wolff esplora il cosmopolitismo nell’Illuminismo, evidenziando come fosse inizialmente un’idea pragmatica e non ideologica di comunità oltre i confini nazionali, ma che fu progressivamente politicizzato e messo in tensione dal diffondersi del patriottismo e del nazionalismo. Nel capitolo successivo, Pestel e Ihalainen analizzano la Rivoluzione francese come momento cruciale in cui concetti quali fraternità, universalismo e cosmopolitismo vennero ridefiniti, spesso con valenze esclusive e conflittuali, riflettendo il complesso rapporto tra ideali universali e interessi nazionali.

L’analisi quantitativa condotta da Marjanen e Ros nel terzo capitolo mostra l’aumento dell’uso del termine “internazionale” a partire dalla seconda metà del XIX secolo, segnalando una prima “ondata” di internazionalismo che coesisteva con un rafforzamento degli stati-nazione. Questa prima ondata fu caratterizzata da una molteplicità di significati, che spaziavano dall’attività transnazionale neutra all’ideologia socialista. Kettunen, nel quarto capitolo, approfondisce il ruolo dell’internazionalismo socialista, che precedette e influenzò la nascita del nazionalismo come concetto ideologico, evidenziando le tensioni interne tra internazionalismo e patriottismo.

Il volume dedica particolare attenzione anche a forme di internazionalismo non socialiste, come il femminismo internazionale analizzato da Kinnunen, che sottolinea l’importanza dell’internazionalismo per l’emancipazione femminile e la costruzione di una solidarietà transnazionale basata su diritti umani e sociali. Ihalainen e Leonhard, nel sesto capitolo, descrivono la complessità degli internazionalismi prima e dopo la Prima Guerra Mondiale, mostrando come il concetto fosse attraversato da ambivalenze ideologiche e politiche, oscillando tra idealismo e nazionalismo estremo.

Schulz-Forberg approfondisce il concetto di “economia mondiale” e la sua evoluzione semantica e pratica, mentre van Eijnatten e Ihalainen analizzano il passaggio da un concetto di unità religiosa nazionale a uno ecumenico e internazionale nel dibattito parlamentare britannico, olandese e svedese. Holmila, nel capitolo dedicato al movimento olimpico, mostra come l’“olimpismo” incarnasse una forma concreta di internazionalismo praticato e idealizzato nel corso del XX secolo.

I capitoli successivi affrontano il tema dell’unità europea e delle sue tensioni con l’identità nazionale (Andrén e van Eijnatten), le ambivalenze dell’internazionalismo umanitario e di emergenza (Götz e Herrmann), le opposizioni internazionaliste negli ambienti studenteschi e della nuova sinistra negli anni ’60 (Saksholm), e le politiche climatiche internazionali e la loro articolazione tra giustizia globale e interessi nazionali (Kaarkoski). Infine, Ferenc, Laihonen e Saarinen analizzano i discorsi sull’internazionalizzazione e nazionalizzazione nell’istruzione superiore in Finlandia e Ungheria, evidenziando come anche in contesti accademici la dialettica tra nazionale e internazionale sia complessa e mutevole.

Il saggio introduttivo e la conclusione di Holmila e Ihalainen ricostruiscono un quadro di “onde” e trasformazioni del concetto di internazionalismo, evidenziando la sua natura polivoca e il suo intreccio inestricabile con il nazionalismo. L’internazionalismo non è mai stato un ideale monolitico, ma un campo di tensioni e negoziazioni tra aspirazioni universali e realtà nazionali, tra inclusione ed esclusione, tra idealismo e pragmatismo politico.

L’Afterword, la postfazione, di Glenda Sluga sottolinea l’importanza di questa storia concettuale per comprendere le sfide contemporanee all’ordine internazionale, evidenziando come i concetti di internazionalismo siano stati usati da attori molto diversi, da élite a movimenti marginali, e come il volume contribuisca a superare la narrazione eurocentrica e statocentrica della storia internazionale, aprendo la strada a una storia più inclusiva e globale.

In breve e brevissima sintesi, Nationalism and Internationalism Intertwined offre un’analisi molto approfondita e innovativa che lega la storia politica e sociale europea alla storia delle idee attraverso lo studio delle parole e dei loro usi, mettendo in luce la complessità delle relazioni tra nazionalismo e internazionalismo e fornendo affilati strumenti concettuali per comprendere meglio le sfide di un mondo sempre più interconnesso ma ancora profondamente segnato dalle identità nazionali, e nel quale noi tutti oggi viviamo.

*Il Taccuino blu di effe (Fabrizio Pinna) | 2025

IL LIBRO. Ihalainen, Pasi, and Antero Holmila (Edited by). Nationalism and internationalism intertwined : a european history of concepts beyond the nation state. New York ; Oxford : Berghahn, 2022.

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