Piano regolatore dei porti, chiusa la fase di ascolto: 65 incontri e un sito per leggere gli scenari

L'Autorità portuale apre al pubblico il sito portiinascolto.it

Matteo Paroli
Nella foto: Matteo Paroli, Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale

Savona. Si è chiusa il 3 novembre la prima fase del percorso di ascolto sul nuovo Piano regolatore portuale: due mesi esatti, aperti il 4 settembre, nei quali l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale ha tenuto 65 audizioni incontrando oltre 120 soggetti fra istituzioni, associazioni di categoria, operatori economici, sindacati e rappresentanze del territorio. Gli incontri hanno riguardato anche comitati cittadini, che la normativa non prevede fra i soggetti da consultare e che l’ente ha scelto di sentire comunque.

Da oggi è online portiinascolto.it, il sito dedicato al percorso. Vi si trovano gli obiettivi della pianificazione, l’iter autorizzativo, gli scenari di sviluppo e una sezione di risposte alle domande più frequenti: è il primo strumento che mette le ipotesi in discussione a disposizione di chiunque, e non soltanto dei soggetti convocati alle audizioni. Il sito chiarisce anche un punto che nel linguaggio corrente si perde: i piani sono due, uno per Genova e uno per Savona-Vado Ligure, e andranno a sostituire gli strumenti oggi vigenti, approvati rispettivamente nel 2001 e nel 2005. Quello savonese riguarda un arco costiero che interessa sei Comuni: Bergeggi, Vado Ligure, Savona e Albissola Marina sul mare, Quiliano e Albisola Superiore all’interno.

Gli ultimi incontri, il 2 e 3 novembre con Fim Cisl, Unem, Fermerci, Legacoop e Confindustria Nautica, hanno riguardato ferrovia, prodotti energetici e nautica. Sul fronte ferroviario il piano prevede interventi per rafforzare collegamenti e impianti al servizio degli scali; a Genova, in particolare, il potenziamento degli impianti di Sampierdarena a levante e a ponente. Ma dal confronto, riferisce l’Autorità, è emerso che le opere da sole non bastano: l’ente sta valutando di usare anche la leva concessoria, con meccanismi che premino gli operatori capaci di aumentare il ricorso al treno e che responsabilizzino i concessionari sugli impegni di intermodalità assunti. Nel bilancio 2027 dell’Autorità è previsto uno stanziamento di 500 mila euro per incentivare il trasporto ferroviario delle merci. È il primo numero associato all’ipotesi che il presidente aveva anticipato una settimana fa agli Stati generali della logistica, quando aveva indicato la quota di merce su ferro al 30 per cento a Savona e al 12,5 a Genova.

Sul capitolo energetico la pianificazione conferma il ruolo di Porto Petroli, mantenendone capacità operativa, livelli di movimentazione e tre accosti, e affronta la questione dei depositi chimici oggi a Multedo: l’Autorità si è impegnata a cercare aree portuali idonee a ospitarli senza compromettere né l’attività di Porto Petroli né lo sviluppo della cantieristica di Fincantieri. L’ultimo incontro, con Confindustria Nautica, ha riguardato il porto di Genova di levante, dove fra gli scenari figura una nuova darsena dedicata alla nautica insieme al potenziamento di cantieristica e refitting.

Per Savona e Vado gli scenari erano stati illustrati nel giro di incontri di settembre e di ottobre: nuove banchine e riorganizzazione degli spazi a Savona, con l’eliminazione di alcune sporgenze per agevolare l’ingresso delle navi da crociera; a Vado una diga foranea più estesa, più accosti e più superfici per i rotabili, aree energetiche riorganizzate e lo sviluppo di nautica e cantieristica a levante della piattaforma.

«Abbiamo scelto di illustrare gli scenari quando le scelte erano ancora in formazione, perché istituzioni, operatori, associazioni e comitati potessero entrare nel merito delle diverse ipotesi», dichiara il presidente dell’Autorità portuale Matteo Paroli. «Le 65 audizioni hanno dato a questo confronto un’ampiezza senza precedenti per il nostro sistema portuale». E sul seguito: «Spetta all’Autorità valutare i contributi raccolti e assumersi la responsabilità delle scelte finali».

Quelle scelte passeranno ora per un percorso lungo. L’Autorità deve completare gli schemi di piano e i rapporti ambientali preliminari, tenendo conto di quanto raccolto in questi due mesi, e sottoporli al Comitato di gestione per una prima approvazione. Si apre poi la valutazione ambientale strategica, articolata in tre fasi: prima la consultazione dei soggetti competenti in materia ambientale, poi — dopo l’adozione formale dei piani — la pubblicazione dei documenti, che consentirà a chiunque di presentare osservazioni, infine il pronunciamento conclusivo. Nel mezzo è previsto il parere dei Comuni e della Regione sulle aree contigue e retroportuali, quello tecnico del Consiglio superiore dei lavori pubblici e la verifica di coerenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per i soli passaggi di legge l’Autorità calcola 220 giorni, esclusi i tempi di redazione dei documenti.

Annuncio affiliato