Genova. Circa 230 milioni di euro per rafforzare le infrastrutture ferroviarie dei porti di Genova e Savona-Vado, collegando meglio le banchine alle grandi direttrici nazionali. È uno degli investimenti richiamati da Matteo Paroli, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, agli Stati Generali della Logistica del Nord-Ovest, che si sono svolti a Genova il 28 e 29 ottobre. La priorità indicata dal presidente è integrare le opere sul fronte marittimo con i collegamenti terrestri e l’organizzazione dei flussi di merci.
Le risorse ferroviarie riguardano adeguamenti tecnologici, apparecchiature di sicurezza ed elettrificazione delle aree di interscambio. Nel confronto, Paroli ha indicato una quota di trasporto su ferro intorno al 30% a Savona e al 12,5% a Genova: l’obiettivo è portare anche lo scalo genovese almeno al 30%, rendendo il treno più competitivo e riducendo la pressione sulla rete stradale.
Il collegamento fra le grandi opere è centrale nella strategia illustrata dal presidente. La nuova diga foranea di Genova, per un valore di circa 1,4 miliardi, permetterà di ampliare gli spazi di manovra e accogliere navi lunghe 400 metri anche nel porto storico. «Un’opera importante come questa deve innestarsi in un sistema logistico più ampio», sottolinea Paroli, richiamando il Terzo Valico. La nuova linea consentirà il transito di convogli lunghi fino a 750 metri e il traino di treni di peso fino a 1.750 tonnellate con un solo locomotore, migliorando capacità ed efficienza dei collegamenti con il Nord Italia e i mercati europei.
Accanto alle infrastrutture, l’AdSP sta studiando incentivi ai terminalisti per aumentare il ricorso alla ferrovia. È inoltre in corso un confronto con l’Agenzia delle Dogane e gli altri enti competenti per ampliare l’attuale fascia operativa, compresa fra le 6 e le 18. Il coordinamento con l’autotrasporto punta a distribuire meglio i flussi, ridurre i colli di bottiglia e limitare la congestione.
Sul fronte ambientale, Paroli ha richiamato gli interventi di elettrificazione delle banchine, per circa 70 milioni di euro, finanziati anche con risorse PNRR. Secondo l’Autorità, gli impianti sono stati completati ad agosto e sono in preparazione i bandi per individuare il fornitore di energia elettrica. L’alimentazione da terra consentirà alle navi collegate di spegnere i generatori diesel durante la sosta, con una riduzione delle emissioni locali e del rumore.
Il rapporto fra sviluppo portuale e qualità della vita nei territori entra anche nel percorso del nuovo Piano regolatore portuale. Prosegue il confronto con istituzioni, operatori, lavoratori e comitati dei cittadini, già avviato sugli scenari per Savona e Vado e sulle ipotesi di riorganizzazione del porto di Genova. Paroli ha richiamato inoltre lo studio epidemiologico per approfondire gli impatti delle attività portuali.
Il presidente ha ricordato il peso economico del sistema: secondo i dati da lui illustrati, gli scali sostengono 121mila posti di lavoro diretti e indiretti e contribuiscono per circa il 30% al gettito IVA riscosso sulle importazioni attraverso i porti italiani. A suo giudizio, la congestione dei grandi scali del Nord Europa e le difficoltà della navigazione fluviale legate ai bassi livelli idrici possono aprire ulteriori opportunità ai porti mediterranei.
L’incontro “Connessioni che muovono il futuro. Il Nord-Ovest in rete” è stato promosso dalla Regione Liguria con Lombardia e Piemonte. Alla sessione istituzionale hanno partecipato i presidenti Marco Bucci, Alberto Cirio e Attilio Fontana; le conclusioni sono state affidate al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
