In Consiglio è cominciato il dibattito sul disegno di legge 129 “Disposizioni per l’incremento dei fondi contrattuali delle aziende ed enti del servizio sanitario regionale”.
Marco Frascatore (Orgoglio Liguria – Bucci Presidente) ha illustrato la relazione di maggioranza, dicendo che si tratta di misure volte a «valorizzare il personale del Servizio sanitario, incrementando, all’interno del Fondo sanitario regionale, le risorse destinate alla contrattazione integrativa sia per il personale del comparto sanità, sia per la dirigenza dell’area di contrattazione collettiva sanità. L’intervento risponde alla duplice esigenza di riconoscere e valorizzare le competenze professionali, le responsabilità operative e le particolari condizioni di lavoro del personale sanitario e sociosanitario, e di promuovere un progressivo processo di armonizzazione e perequazione del trattamento economico accessorio dei dipendenti delle aziende ed enti del Servizio sanitario regionale».
Nella sua relazione di minoranza, Armando Sanna (Pd) ha lamentato il ritardo del provvedimento rispetto alla riforma sanitaria introdotta all’inizio dell’anno e ha aggiunto: «Il Presidente Bucci ha parlato di “una misura da 18 milioni, ma il testo che votiamo dice un’altra cosa. Il disegno di legge nasce dal Patto per la salute 2019-2021, che prevede che le Regioni possano destinare alla contrattazione integrativa risorse aggiuntive fino al 2 per cento del monte salari regionale del 2018, e in Liguria quel 2 per cento vale, secondo la relazione tecnico-finanziaria della Giunta, 18 milioni e 373 mila euro all’anno. È un tetto massimo, non uno stanziamento». Dopo avere ricordato i numeri relativi alle “fughe” sanitarie fuori regione e il disavanzo sanitario, Sanna ha paventato un aumento di queste spese entro la fine del 2026 e, a questo proposito, ha annunciato la presentazione di un emendamento al testo che impegna la Giunta a garantire l’erogazione del fondo, indipendentemente dalla situazione economica finanziaria della spesa sanitaria e ha avvertito: «Se passa il messaggio che l’adeguamento c’è solo quando i conti lo permettono, il personale andrà da altre parti». Il consigliere ha concluso la relazione con una richiesta: «La Giunta venga in Commissione con i conti economici delle aziende al 30 settembre e con la previsione di chiusura 2026 e dica come intende coprire i rinnovi contrattuali e garantire le risorse per l’integrativo nei prossimi tre anni. Senza questi numeri, votare una legge che dipende dall’equilibrio economico significa votare a scatola chiusa». Sanna ha chiesto qual è il futuro degli ospedali Evangelico e Galliera.
Nella relazione di minoranza Giovanni Battista Pastorino (Andrea Orlando Presidente) ha detto che si tratta di un provvedimento tardivo, che doveva essere pensato prima e ha criticato lo stato in cui versa il servizio sanitario a livello nazionale, anche per le scelte politiche del Governo, che, secondo il consigliere, investirebbe sul riarmo e taglierebbe su sanità, scuola e sociale. «Questo disegno di legge dimostra in maniera inequivocabile che per questa Giunta, per Bucci e Nicolò, il personale è l’ultimo dei problemi, nel senso che non è la vera risorsa, il vero motore di cambiamento. Dopodiché, nel merito, le organizzazioni sindacali hanno aspramente criticato questo metodo, ma hanno anche aspramente criticato il contenuto. Perché è evidente che i diciotto milioni previsti, se di diciotto milioni trattasi, che servirebbero per armonizzare i fondi, per aumentare i fondi contrattuali delle due aziende e armonizzare i trattamenti economici alla condizione più favorevole, non sembrerebbero essere sufficienti».
Pastorino ha ricordato che nessuno dell’opposizione era contrario ad affrontare una riforma del servizio sanitario ligure, ma ha criticato i tempi dell’operazione e lo scarso spazio lasciato al confronto.
Stefano Giordano (Mov5Stelle) ha presentato la relazione di minoranza e, dopo avere condiviso la necessità di armonizzare il trattamento economico accessorio dei lavoratori del comparto sanitario e sociosanitario e della dirigenza dell’Area Sanità, ha criticato che questa operazione non sia stata contestuale alla riorganizzazione del sistema sanitario avviata a gennaio scorso e che la cifra stanziata non sia sufficiente a coprire il fabbisogno stimato che – ha detto – sarebbe di 19,8 milioni di euro. «Secondo la quantificazione riportata nella relazione tecnico – ha spiegato – il finanziamento corrisponderebbe a 18 milioni e 373 mila euro annui, ma questo valore rappresenta un limite massimo, non uno stanziamento obbligatorio né una garanzia di finanziamento integrale». Secondo Giordano, inoltre, ci sarebbe un ulteriore problema, di natura contrattuale per cui le risorse aggiuntive non potrebbero essere automaticamente utilizzabili per finanziare indistintamente tutte le componenti del trattamento economico accessorio. Il consigliere, inoltre, ha manifestato la necessità di un «percorso strutturato» con le organizzazioni sindacali e ha rilevato che «il problema degli eventuali arretrati del 2026 non può essere rinviato o ignorato». Giordano, dunque, ha proposto l’istituzione, entro quindici giorni dall’entrata in vigore della legge, di un tavolo fra amministrazione, aziende sanitarie e sindacati che entro 90 giorni dovrà elaborare una relazione con la quantificazione complessiva del fabbisogno.
(NdR: Com. St. Consiglio regionale – Assemblea legislativa ligure)
[Aggiornamento: Leggi Consiglio, dibattito sul disegno di legge “Disposizioni per l’incremento dei fondi contrattuali delle aziende ed enti del servizio sanitario regionale” (2). Approvato]
