Artigianato, Bucci apre a un confronto periodico con Confartigianato

Il paradosso emerso al tavolo: le imprese cercano personale e gli strumenti per formarlo esistono, ma mancano i giovani interessati ai mestieri artigiani

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Genova. Rendere periodico il confronto fra Regione e Confartigianato: è l’impegno uscito dall’incontro fra il presidente Marco Bucci, l’assessore allo Sviluppo economico Alessio Piana, il presidente di Confartigianato Liguria Pino Pace e il segretario regionale Luca Costi. Sul tavolo le priorità del settore: attrarre i giovani verso i mestieri, sostenere le imprese dell’entroterra e rafforzare l’internazionalizzazione delle microimprese.

Il nodo dei giovani è emerso nella forma di un paradosso: le imprese cercano personale e gli strumenti per formarlo esistono – i percorsi di Match Point Plus, costruiti sulle figure richieste dalle aziende, e le competizioni WorldSkills, che danno visibilità alle professioni tecniche – ma mancano i candidati. Il divario, si è osservato al tavolo, nasce molto prima della scelta della scuola superiore: da qui l’intenzione di intervenire già dalla scuola primaria, per far conoscere competenze e tecnologie dei mestieri artigiani prima che si consolidino pregiudizi. Nella stessa direzione va la proposta di istituire un premio all’«intelligenza artigiana».

«Parliamo di mestieri moderni, nei quali manualità, esperienza e tecnologia lavorano insieme: computer e robot possono rendere le attività più efficienti e meno faticose, ma è sempre la persona a governare gli strumenti e a mettere la propria intelligenza nelle mani – dichiara Bucci –. Dobbiamo far conoscere questa realtà ai giovani e mostrare loro che l’artigianato può rappresentare una prima scelta professionale».

«Il primo obiettivo deve essere restituire ai mestieri artigiani la considerazione che meritano. Non sono un ripiego, ma una prima scelta capace di offrire lavoro, autonomia e realizzazione professionale – afferma Pace –. Dobbiamo far entrare i giovani nelle imprese, permettere loro di provare, osservare e comprendere quanta intelligenza sia necessaria per trasformare un materiale o realizzare un prodotto e un servizio di qualità».

Il comparto conta in Liguria circa 43mila imprese e 150mila addetti; nell’ultima rilevazione trimestrale le imprese artigiane registrate nel Savonese erano 8.106, con un saldo in crescita come nelle altre tre province.

Per l’entroterra, accanto agli incentivi già previsti dai bandi regionali, si è convenuto di lavorare a iniziative che inseriscano stabilmente le imprese artigiane nell’offerta turistica delle aree interne. Un altro impegno riguarda i fondi di coesione, perché la nuova programmazione riservi attenzione ai territori e alle microimprese, anche attraverso il confronto in Conferenza Stato-Regioni: sul tema il Consiglio regionale si è pronunciato all’unanimità lunedì, chiedendo che la coesione europea mantenga un bilancio vincolato e un ruolo effettivo delle Regioni.

«I bandi regionali hanno già offerto strumenti importanti e intendiamo proseguire su questa strada – dichiara Piana –, anche grazie al quotidiano confronto con la categoria che ci permetterà di aggiornare gli interventi in base alle esigenze del tessuto produttivo».

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