Economia | L’export agroalimentare ligure mantiene una sostanziale stabilità nonostante le tensioni sui mercati internazionali, ma Coldiretti Liguria avverte sulla necessità di accordi commerciali bilanciati e di una maggiore tutela delle denominazioni di origine protetta (DOP) e indicazioni geografiche protette (IGP).
Nel secondo trimestre del 2024, le esportazioni di prodotti agricoli e della pesca dalla Liguria hanno registrato un lieve calo dello 0,2%, segno che la qualità e la specializzazione produttiva rappresentano elementi fondamentali per la tenuta del settore anche in un contesto globale CHE SECON DO cOLDIRETTI è «segnato da concorrenza sleale e squilibri negli scambi commerciali».
Tra le eccellenze esportate figurano fiori e fronde fresche, olio extravergine di oliva, vini e prodotti alimentari trasformati, destinati principalmente a Francia, Germania, Paesi Bassi, Stati Uniti e Spagna. Questi cinque mercati assorbono circa il 47% del totale delle esportazioni agroalimentari liguri, con valori rispettivamente di 168 milioni, 159,3 milioni, 117,4 milioni, 96,5 milioni e 60,9 milioni di euro.
Il valore economico delle DOP e IGP rappresenta un patrimonio rilevante per la regione, comprendendo prodotti come il Basilico Genovese DOP, l’Olio EVO Riviera Ligure DOP, i vini DOP e IGP liguri, e le Acciughe sotto sale del Mar Ligure IGP, oltre a 302 Prodotti Agroalimentari Tradizionali. “Questo è il nostro export ed è su queste produzioni che la Liguria può e deve crescere”, ha sottolineato Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, ponendo l’accento sulla necessità di accordi commerciali equi.
Secondo Coldiretti, la tutela delle denominazioni di origine è essenziale per garantire la competitività e la sostenibilità del comparto. Boeri ha evidenziato che “servono riduzioni dei dazi, stop agli scontri commerciali e intese che riconoscano e tutelino davvero le DOP e le IGP, perché senza protezione dell’origine non c’è futuro per l’export di qualità”.
Sul fronte degli accordi internazionali, Bruno Rivarossa, delegato confederale di Coldiretti Liguria, ha evidenziato ancora una volta i rischi legati a intese come quella con il Mercosur, che potrebbero mettere in competizione prodotti locali di alta qualità con importazioni non soggette agli stessi standard ambientali, sociali e sanitari: “Siamo favorevoli agli scambi e agli accordi internazionali, ma solo se fondati sulla reciprocità delle regole e sulla tutela delle denominazioni di origine”.
Un’attenzione particolare viene dedicata al settore olivicolo, dove l’ingresso di oltre mezzo miliardo di chili di olio d’oliva dall’estero nel 2025 ha esercitato una pressione sui prezzi nazionali. Particolarmente significativa è l’importazione di olio tunisino, aumentata del 40% nei primi dieci mesi del 2025 e venduta a un prezzo medio di circa 3,5 euro al chilo, inferiore ai costi di produzione italiani. Coldiretti denuncia che questa dinamica, assimilabile a pratiche di dumping commerciale, costringe gli olivicoltori liguri a vendere a prezzi spesso inferiori ai costi sostenuti.
È comunque un mercato internazionale in movimento, come si è visto pure nei giorni scorsi nella firma di un accordo di libero scambio tra UE e India che se verrà confermato e adottato dai paesi membri nei prossimi anni porterebbe a un azzeramento dei dazi sull’olio d’oliva e ribassi significativi sui vini, aprendo così nuove prospettive verso l’Asia anche per la Liguria.
Ad ogni modo, oltre all’impatto sui prezzi, Coldiretti segnala come tali importazioni possano favorire pratiche commerciali poco trasparenti e ingannevoli nei confronti dei consumatori, indebolendo il valore delle produzioni certificate italiane. Boeri e Rivarossa concludono ribadendo la necessità di “accordi commerciali equi e misure che tutelino l’origine e la qualità, perché senza protezione dell’origine il valore del Made in Liguria non può crescere”.
(effe / Red. Corsara)
LA NOTIZIA IN BREVE:
L’export agroalimentare ligure resta stabile nonostante tensioni internazionali, con un calo dello 0,2% nel secondo trimestre 2024. Coldiretti Liguria sottolinea l’importanza di accordi commerciali equi e la tutela delle DOP e IGP, fondamentali per la competitività. Critiche emergono contro importazioni di olio d’oliva a basso costo, soprattutto tunisino, che danneggiano i produttori locali. Nuove opportunità arrivano dal possibile accordo UE-India, ma serve protezione dell’origine per valorizzare il Made in Liguria.
