Sovraffollamento carceri liguri, il Sappe chiede più agenti e un nuovo istituto in Valbormida

Il sindacato denuncia 280 detenuti per 216 posti disponibili a Sanremo e 77 per 53 a Imperia. Chiesti anche il ritorno del Provveditorato a Genova, investimenti e formazione.

sbarre carcere

Più agenti, un nuovo carcere in Valbormida e il ritorno di un Provveditorato penitenziario autonomo a Genova. Sono le richieste che il Sappe, Sindacato autonomo polizia penitenziaria, rivolge al Governo e all’Amministrazione penitenziaria denunciando il sovraffollamento e le difficoltà operative degli istituti liguri. A sostenere l’appello sono il segretario generale Donato Capece, il segretario per la Liguria Vincenzo Tristaino e il dirigente sindacale Giuseppe Giangrande.

I dati diffusi dal sindacato indicano 280 detenuti a Sanremo per 216 posti effettivamente disponibili e 77 a Imperia per 53 posti: un’occupazione pari, rispettivamente, a circa il 130 e il 145 per cento della capienza. «Non possiamo aspettare che gli istituti raggiungano il 150% per intervenire», afferma Giangrande, secondo il quale l’affollamento incide sulla sicurezza, sull’organizzazione del lavoro e sulla gestione quotidiana delle sezioni.

Il Sappe segnala inoltre una comunicazione che sarebbe stata diramata dall’Ufficio detenuti e trattamento del Provveditorato e che, nella ricostruzione del sindacato, consentirebbe i trasferimenti dagli istituti liguri soltanto al raggiungimento del 150 per cento della capienza.

All’affollamento si aggiungono gli eventi critici. Per le carceri della regione, il Sappe riferisce dall’inizio del 2026 700 atti di aggressione, 560 violazioni delle norme penali e 460 episodi di autolesionismo. Il bilancio riportato dal sindacato comprende anche 370 danneggiamenti di beni dell’Amministrazione, 280 invii urgenti in ospedale, 270 rinvenimenti di oggetti o sostanze non consentite, 220 infrazioni disciplinari e 184 manifestazioni di protesta.

«Le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria lavorano quotidianamente in condizioni di grande difficoltà, affrontando aggressioni, proteste, autolesionismo e situazioni di emergenza, spesso con organici insufficienti», dichiara Capece. Il segretario generale chiede una strategia specifica per la Liguria, più personale e interventi sulle strutture.

La richiesta di riaprire il Provveditorato a Genova punta a restituire alla Liguria una sede autonoma rispetto a quella di Torino, competente anche per Piemonte e Valle d’Aosta. Sul fronte degli spazi detentivi, Capece e Tristaino rilanciano la realizzazione di un istituto nella provincia di Savona, indicando le aree della Valbormida, per contribuire a ridurre il sovraffollamento regionale.

Tristaino sollecita anche investimenti e formazione per il personale. «La dignità dei detenuti e quella della Polizia Penitenziaria non sono in contrapposizione. Un carcere più umano è anche un carcere più sicuro», afferma il segretario ligure.

La richiesta di una nuova struttura nel Savonese si inserisce in una questione già affrontata dal Consiglio regionale: il 28 ottobre 2025 l’assemblea aveva approvato all’unanimità una mozione per sollecitare i ministeri competenti ad accelerarne la realizzazione e chiedere un tavolo con gli enti interessati.

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