Salari accessori della sanità, la Liguria approva la legge: fino a 18,4 milioni l’anno dal 2027

Il nodo Galliera: le misure scattano con l'ingresso del personale in Aom

Consiglio Regione Liguria

Genova. Il Consiglio regionale ha approvato ieri, con 17 voti a favore e 13 contrari, il disegno di legge 129 sull’incremento dei fondi contrattuali delle aziende e degli enti del Servizio sanitario regionale. È il provvedimento con cui la Giunta Bucci dà seguito alla promessa di armonizzare «verso l’alto» il trattamento economico accessorio del personale sanitario, dopo che la riforma di gennaio ha fatto confluire in nuovi enti dipendenti che arrivavano da ex Asl diverse, con contratti integrativi diversi.

Il meccanismo è questo: a partire dal 2027 la Giunta potrà autorizzare l’incremento dei fondi contrattuali integrativi fino a un massimo del 2 per cento del monte salari regionale del 2018, attingendo al Fondo sanitario regionale. Secondo la relazione tecnico-finanziaria quel 2 per cento vale 18 milioni e 373 mila euro all’anno: è il tetto di cui si discute da settimane. L’autorizzazione è annuale e può arrivare soltanto se risultano garantiti insieme il rispetto dei tetti di spesa per il personale, l’equilibrio economico e i livelli essenziali di assistenza.

Le risorse riguardano sia il comparto sanità sia la dirigenza dell’area sanità — medici, veterinari, dirigenti sanitari, professioni infermieristiche e ostetriche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione, del servizio sociale e operatori sociosanitari — e potranno essere ripartite in misura differenziata, per premiare chi lavora in zone o servizi disagiati, come le aree interne della strategia Snai, e nei contesti con maggiori carenze di organico.

Il verbo «può», e il nodo Galliera

Il punto su cui si è concentrato lo scontro è un verbo. L’articolo 2 dice che dal 2027 la Giunta «può autorizzare» l’aumento: l’emendamento di Davide Natale (Pd) che chiedeva di sostituirlo con «autorizza» è stato respinto. «Il testo fissa un tetto e non prevede alcuno stanziamento», ha sostenuto Jan Casella (Avs): «la relazione tecnico-finanziaria definisce i 18 milioni un limite massimo teorico ed è la stessa Giunta a decidere se usarli e in quale misura». È passato invece un emendamento di Armando Sanna (Pd) che sostituisce «sentite le organizzazioni sindacali» con «previo confronto regionale con le organizzazioni sindacali».

L’altro fronte è l’ospedale Galliera. Due emendamenti di Matteo Campora (Vince Liguria), approvati, stabiliscono che le misure valgono per il Galliera «dal momento dell’ingresso del personale in Aom», l’Azienda ospedaliera metropolitana. Il presidente Marco Bucci lo ha spiegato così: «Abbiamo parlato con il ministero della Sanità e col ministero dell’Economia: chi non fa parte di questa riorganizzazione non può ottenere i fondi per l’equiparazione delle retribuzioni. Di fronte a questo fatto, l’unica strada è quella già prevista nella riforma». Per Campora si tratta di valorizzare l’ospedale includendolo in Aom, come il piano prevedeva.

L’opposizione lo ha letto in modo opposto. «L’emendamento presentato dalla maggioranza è un ricatto: se il Galliera non entra a far parte di Aom, i dipendenti non otterranno alcun aumento», ha detto Enrico Ioculano (Pd); «o entrate in Aom o niente aumento», ha sintetizzato il capogruppo del Movimento 5 Stelle Stefano Giordano, che parla di «strumento di pressione per imporre il cambiamento del datore di lavoro» e osserva che i professionisti trasferiti continuerebbero poi a lavorare al Galliera in comando, «svolgendo le stesse attività nello stesso ospedale». Andrea Orlando (Pd) ha chiesto alla maggioranza di ritirare l’emendamento e di cercare altre strade, politiche, per portare il Galliera dentro la nuova organizzazione.

Quanto serve e quando arriva

Sulla capienza del tetto le opposizioni citano le audizioni: secondo Gianni Pastorino (Lista Andrea Orlando Presidente) e secondo Giordano i sindacati hanno indicato un fabbisogno di 19,8 milioni per il solo comparto, esclusa quindi la dirigenza. Casella ha richiamato una stima della Fp Cgil, riferita dalla stampa, di circa 25 milioni per portare tutto il personale al livello dei fondi più favorevoli, precisando però di non poterla verificare «perché i documenti non contengono i dati per farlo».

L’altra contestazione riguarda i tempi. Giordano rileva che il provvedimento «lascia scoperto il 2026 e rinvia gli incrementi al 2027, con il rischio che le somme legate alla premialità arrivino ai lavoratori soltanto nel 2028»; per Pastorino, «per come è stato illustrato il percorso, il rischio è che la piena armonizzazione produca benefici soltanto a metà del 2028, nella migliore delle ipotesi». Il suo emendamento per far decorrere gli effetti economici dal 1° gennaio 2026 è stato respinto.

La maggioranza ha difeso il provvedimento sul piano opposto. «Non c’è mai stata nella storia della Liguria una proposta come questa», ha replicato l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò, rivendicando l’aumento della parte variabile dello stipendio. Il relatore di maggioranza Marco Frascatore (Orgoglio Liguria-Bucci presidente) ha sostenuto che la misura andrà a beneficio di oltre ventunmila lavoratori e che «votare contro significa penalizzare tutte le persone che sono in attesa», aggiungendo che la riforma non è ancora completata e sta cominciando a dare risultati. Gianmarco Medusei (Gruppo misto) ha chiesto tempo per la riforma, mentre Katia Piccardo (Pd) e Selena Candia (Avs) hanno insistito sul disavanzo e sulla fretta con cui si è proceduto a gennaio.

Emendamenti e ordini del giorno

ProponenteChe cosa chiedevaEsito
Davide Natale (Pd)«Autorizza» al posto di «può autorizzare»Respinto
Matteo Campora (Vince Liguria)Galliera incluso dall’ingresso del personale in Aom (due emendamenti)Approvati
Matteo Campora (Vince Liguria)Precisazione sulle aziende ed enti destinatariApprovato
Armando Sanna (Pd)«Previo confronto regionale» con i sindacatiApprovato
Armando Sanna (Pd)Relazione annuale in commissione entro il 30 giugno su riparto, importi pro capite e carenze di organicoRespinto
Stefano Giordano (M5s)Confronto strutturato con i sindacatiRespinto
Stefano Giordano (M5s)Effetti economici dal 1° gennaio 2026Respinto
Stefano Giordano (M5s)Ricognizione preventiva dei fondi per comparto e dirigenzaRespinto
Stefano Giordano (M5s)Ripartizione sul livello più favorevoleRespinto
Stefano Giordano (M5s)Tavolo tecnico e relazione entro 90 giorniRespinto
Armando Sanna (Pd) – odg 475Chiedere al Governo il Fondo sanitario nazionale al 7% del PilRespinto
Stefano Giordano (M5s) – odg 476-479Trasparenza sugli stanziamenti, centralità della sanità pubblica, incremento strutturale del fondo nazionale, organici dei pronto soccorsoApprovati

Proprio su questo si appunta il commento di Giordano a cose fatte: «La maggioranza ha votato a favore degli ordini del giorno perché condividere un principio non la obbliga a modificare la legge. Ha votato contro gli emendamenti perché quei principi sarebbero diventati disposizioni legislative». I quattro gruppi di opposizione — Pd, Alleanza Verdi e Sinistra, Lista Orlando presidente e Movimento 5 Stelle — hanno annunciato il voto contrario con una nota congiunta in cui parlano di «risorse che non ci sono» e di un «disegno di smantellamento dell’ospedale Galliera». Sanna, che chiedeva anche l’innalzamento del Fondo sanitario nazionale, definisce la legge «un bluff».

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