Genova. Selena Candia, capogruppo regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, accusa la giunta Bucci di aver ridimensionato il ruolo di Arpal nelle valutazioni ambientali e chiede di rafforzarne il contributo tecnico e i controlli sulle attività inquinanti. Al centro della polemica ci sono due provvedimenti della Direzione generale Ambiente: le indicazioni operative per la verifica di assoggettabilità a VIA e la costituzione del nuovo Comitato istruttorio regionale per le valutazioni ambientali.
«I due provvedimenti puntano ad accentrare le valutazioni nelle stesse mani, ridimensionando il ruolo dell’ARPAL», afferma Candia. «Per noi invece bisognerebbe fare esattamente il contrario: aumentare i controlli sulle attività inquinanti e puntare maggiormente sulle autorità di vigilanza». Per Candia, affidare ai settori regionali la formulazione dei pareri in cui confluiscono i contributi di Arpal, limitarne il coinvolgimento ordinario per alcune componenti ambientali e non includerla tra i membri permanenti del Comitato significa indebolire il ruolo dell’agenzia e accentrare le valutazioni nella Regione.
Le indicazioni approvate con il decreto 6244, pubblicato il 31 agosto, riguardano lo screening ambientale: la procedura che stabilisce se un progetto debba essere sottoposto a una valutazione d’impatto ambientale completa. Per qualità dell’aria, rumore, campi elettromagnetici e interferenze con siti contaminati, l’istruttoria ordinaria è svolta direttamente dal Settore Ecologia della Regione.
In questi ambiti Arpal non viene coinvolta ordinariamente, ma interviene nei casi previsti dalle indicazioni: tra questi, modifiche di determinate attività già autorizzate, progetti con piani di monitoraggio per aria e rumore, oppure situazioni per le quali il responsabile del procedimento ritenga necessario un approfondimento specialistico. Il contributo dell’agenzia viene trasmesso al Settore Ecologia, che formula quello regionale da inviare al Settore VIA.
Il decreto presenta le nuove modalità come uno strumento di semplificazione e coordinamento, elaborato congiuntamente dagli uffici regionali e da Arpal e sottoposto a sperimentazione. Le indicazioni si applicano esclusivamente alla verifica di assoggettabilità: non disciplinano la ripartizione delle istruttorie nella VIA completa. Restano inoltre previsti contributi dell’agenzia per altre componenti ambientali, dalla biodiversità alle acque e alle terre e rocce da scavo.
Il secondo provvedimento, il decreto 7574 pubblicato il 26 ottobre, costituisce il nuovo Comitato istruttorio, chiamato a operare sia sullo screening sia sulla VIA di competenza regionale. I membri permanenti sono dipendenti regionali: vi sono rappresentate, tra le altre, le direzioni Ambiente, Territorio, Infrastrutture, Sviluppo economico, Protezione civile e Agricoltura. Arpal non figura tra i componenti permanenti. Il regolamento consente di integrare il Comitato con esperti esterni per casi complessi o per competenze mancanti; la loro partecipazione è consultiva e senza diritto di voto.
Candia contesta anche il criterio richiamato nel decreto, che prevede un’analisi comparativa tra il «sacrificio ambientale» e l’utilità socioeconomica del progetto, considerando le alternative possibili. Per la Direzione generale Ambiente, il Comitato deve favorire il coordinamento tra strutture coinvolte in procedimenti che richiedono di valutare anche implicazioni sociali, economiche e produttive. Per la capogruppo di Avs, l’impostazione scelta rischia invece di indebolire le garanzie ambientali.
La consigliera richiama infine l’inchiesta sui dragaggi portuali per sollecitare maggiore prudenza alla giunta Bucci e una diversa politica dei controlli. «Chiediamo una netta inversione di rotta», conclude.
(effe)
[Aggiornamento: leggi Arpal, la Regione replica a Candia: «Nessun depotenziamento»]
