Sanac, il Mimit autorizza la cessione: Vado Ligure resta nel pacchetto

I tre stabilimenti vanno a Erre Trading: 180 posti confermati e 15 assunzioni nel 2027

Sindacati Sanac Vado Ligure a Roma

Vado Ligure. Lo stabilimento vadese della Sanac resta dentro la cessione. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha autorizzato i commissari straordinari a vendere a Erre Trading i siti di Massa, Gattinara e Vado Ligure: l’operazione prevede la continuità produttiva dei tre impianti, il mantenimento dei 180 lavoratori complessivamente impiegati e altre quindici assunzioni nel 2027.

È l’esito che a Vado si attendeva da anni, e che fino a pochi mesi fa non era affatto scontato. Sanac, che produce materiali refrattari ed è l’ultima realtà del gruppo ex Ilva ancora in amministrazione straordinaria, ha alle spalle sette gare chiuse senza esito; nel maggio scorso l’unica offerta vincolante arrivata riguardava il solo sito di Massa, e il timore condiviso da sindacati, parlamentari liguri e consiglieri regionali era proprio lo «spacchettamento», con Vado Ligure estromessa dalla vendita. Nel sito vadese i lavoratori rimasti sono una cinquantina.

Erre Trading è una società con sede a Massa, fondata dall’imprenditore Emanuele Ricciardi, che opera nel commercio e nella lavorazione dei rottami ferrosi destinati all’industria siderurgica: non un produttore di refrattari, dunque, ma un operatore della filiera a monte: una caratteristica che in primavera era stata oggetto di rilievi da parte del Partito democratico.

Fuori dall’accordo resta per ora il quarto sito, quello di Assemini, in Sardegna, che pure era compreso nell’offerta iniziale. La decisione tiene conto della posizione della Regione, che attraverso l’assessore all’Industria Emanuele Cani ha espresso riserve sulla soluzione prevista per la gestione dei residui di lavorazione, che Erre Trading considera invece imprescindibile per la riconversione dell’impianto. La Regione Sardegna ha segnalato una nuova manifestazione di interesse, preliminare e non vincolante, ora al vaglio della terna commissariale per gli approfondimenti tecnici, amministrativi ed economici sulla fattibilità della riconversione e sulle prospettive occupazionali.

Il nodo, spiega il ministero, è stato di calendario: i tempi necessari ad approfondire la nuova ipotesi per Assemini non erano compatibili con la scadenza dell’offerta vincolante di Erre Trading, fissata al 27 ottobre. I commissari hanno perciò chiesto al Mimit l’autorizzazione a procedere senza ulteriori rinvii per gli altri tre stabilimenti, sui quali l’acquirente aveva confermato il proprio impegno, «evitando di mettere a rischio la soluzione industriale e occupazionale già raggiunta». L’impegno dichiarato dal ministero resta quello di trovare una prospettiva industriale a tutti i siti Sanac, proseguendo il lavoro su Assemini con l’esame della proposta alternativa sostenuta dalla Regione Sardegna.

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