Obesità, il M5S rilancia la proposta di legge regionale: rete di cura e farmaci accessibili in base all’Isee

Al convegno di oggi in Regione la discussione sul testo depositato in aprile dal capogruppo Stefano Giordano: percorso diagnostico unico, criteri di accesso ai farmaci modulati anche sull’Isee, standard e liste d’attesa per la chirurgia bariatrica, 500 mila euro per il primo anno. Assegnata a tre commissioni il giorno stesso, in sei mesi non è mai stata iscritta al loro ordine del giorno

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Genova. Una rete regionale che colleghi medici di famiglia, pediatri, Case della Comunità, ambulatori e ospedali; un percorso di cura uguale in tutta la Liguria; criteri di accesso ai farmaci innovativi modulati anche sulle condizioni economiche del paziente; 500 mila euro per partire. Sono i contenuti della proposta di legge sull’obesità depositata in aprile dal capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione, Stefano Giordano, e rilanciata questa mattina al convegno «Obesità, una priorità di salute pubblica», organizzato dal gruppo regionale nella Sala Colombo di via Fieschi con specialisti, associazioni di pazienti e rappresentanti istituzionali.

Il testo – la proposta di legge 106, depositata il 16 aprile a prima e unica firma di Giordano – istituisce una Rete regionale per la prevenzione e la cura dell’obesità, di cui fanno parte medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, Case della Comunità, ambulatori specialistici e centri ospedalieri di riferimento, compresi quelli autorizzati alla chirurgia bariatrica. Entro centoventi giorni dall’entrata in vigore la Giunta dovrebbe definirne i criteri organizzativi e approvare un percorso diagnostico terapeutico assistenziale regionale, con valutazione multidisciplinare, interventi nutrizionali e comportamentali, supporto psicologico, criteri clinici per l’accesso alle terapie e follow-up obbligatorio.

Il punto più delicato è l’articolo 4, sull’accesso alle terapie farmacologiche innovative: la Regione potrebbe attivare convenzioni per l’acquisto a prezzo calmierato, modelli di compartecipazione alla spesa e criteri di accesso modulati su parametri clinici e socio-economici, l’Isee compreso; l’accesso resterebbe comunque legato alla presa in carico nel percorso regionale. Sulla chirurgia bariatrica la proposta chiede alla Giunta di fissare standard minimi di attività per centro, obiettivi di riduzione delle liste d’attesa e criteri di distribuzione territoriale dell’offerta. Completano il testo le campagne di prevenzione e gli screening per le fasce a rischio in collaborazione con scuole, medicina territoriale e farmacie dei servizi, un sistema regionale di monitoraggio con relazione annuale al Consiglio e una clausola valutativa a due anni. La copertura, 500 mila euro per il primo anno, è presa dalle risorse del bilancio regionale destinate alla tutela della salute.

«Il cuore del provvedimento è l’accesso equo alle terapie farmacologiche innovative – dichiara Giordano –. Non possiamo ignorare che in Liguria le difficoltà delle singole famiglie incidono pesantemente sulla possibilità di curarsi: rinunciare a prevenzione e terapie significa spesso aggravare le patologie, con conseguenze pesanti e maggiori costi per il servizio sanitario regionale. Auspichiamo che la proposta venga esaminata rapidamente in Commissione, coinvolgendo professionisti e associazioni».

L’esame, per ora, non c’è stato. La banca dati del Consiglio regionale registra che la proposta è stata assegnata lo stesso 16 aprile a tre commissioni – la seconda per il merito, la prima per la compatibilità e la quinta per il parere di competenza – ma che in sei mesi non è mai stata iscritta al loro ordine del giorno.

Sul piano nazionale è intervenuto Luca Pirondini, capogruppo del Movimento al Senato, che ha definito la legge Pella – la legge 149 del 3 ottobre 2025, che per prima ha riconosciuto l’obesità come malattia – «un passo avanti», ma con risorse «insufficienti»: 700 mila euro nel 2025, 800 mila nel 2026 e 1,2 milioni annui dal 2027. Le cifre citate sono quelle destinate al programma nazionale di prevenzione e cura; la legge stanzia inoltre 400 mila euro l’anno per la formazione del personale sanitario e 100 mila per le campagne di informazione, per un totale che passa da 1,2 milioni nel 2025 a 1,7 milioni annui dal 2027.

«L’accesso ai farmaci innovativi è una questione di giustizia sociale – ha detto Andrea Weiss, chirurgo bariatrico dell’ospedale Galliera –. Parliamo di terapie costose, spesso a carico dei cittadini. Investire nella cura dell’obesità significa prevenire complicanze e ridurre i costi futuri per il servizio sanitario». Al convegno sono intervenuti anche Paolo Cremonesi, già primario del pronto soccorso del Galliera e oggi consulente per la sanità del Comune di Genova, e l’associazione dei pazienti «Amici Oltre il Peso».

Secondo i dati richiamati nella relazione alla proposta di legge, in Liguria circa il 40 per cento della popolazione adulta è in eccesso ponderale, condizione che comprende sovrappeso e obesità. Il tema era già arrivato in aula un anno fa: nel novembre 2025 il Consiglio regionale aveva approvato all’unanimità la mozione presentata da Rocco Invernizzi (Fratelli d’Italia), che impegna la Giunta a inserire l’obesità nel Piano sociosanitario regionale come patologia da prevenire e curare con strategie dedicate. È proprio quella mozione, richiamata nella relazione, il precedente su cui la proposta di legge si appoggia.

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