Fondi di coesione, Candia (Avs): «Difendiamo il ruolo delle Regioni, no al riarmo a scapito dei territori»

Il passaggio sulle spese militari, il più netto della nota, non fa parte degli impegni votati dall’Aula, che riguardano il bilancio vincolato della coesione e il ruolo delle Regioni nella programmazione 2028-2034

Selena Candia, primo piano
Nella foto: Selena Candia

Genova. Dopo il voto unanime con cui il Consiglio regionale ha approvato ieri la sua mozione sul Quadro finanziario europeo 2028-2034, Selena Candia, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, torna sul tema dei fondi di coesione e sul rischio che la loro programmazione venga accentrata nelle mani dei governi nazionali.

«I fondi europei sono fondamentali per sostenere le imprese, creare opportunità di lavoro e formazione, promuovere la transizione ecologica e rafforzare i servizi e l’inclusione sociale. Non sono semplici risorse da redistribuire dall’alto, ma strumenti per ridurre le disuguaglianze e rispondere ai bisogni concreti delle comunità – afferma –. Se le decisioni venissero accentrate a livello nazionale, le priorità dei territori rischierebbero di passare in secondo piano, penalizzando soprattutto le realtà più fragili».

La proposta della Commissione europea per il prossimo bilancio pluriennale prevede una riorganizzazione dei fondi in piani di partenariato nazionali e regionali: per Avs, osserva Candia, è decisivo che alle Regioni resti un ruolo effettivo nella programmazione, con obiettivi europei «chiari e verificabili» per la riduzione dei divari territoriali. La richiesta è che «la Liguria possa continuare a programmare investimenti sulla base delle proprie esigenze, sostenendo anche i piccoli Comuni, le aree interne, le attività produttive e i progetti sociali e ambientali». La capogruppo inquadra la mozione anche come sostegno al lavoro dell’eurodeputata di Avs Cristina Guarda sulla finalità originaria della politica di coesione.

Il passaggio più netto della nota riguarda una questione che il documento votato dall’Aula non tratta, quella delle spese militari. «Non basta difendere il ruolo delle Regioni: dobbiamo anche evitare che i fondi destinati alla coesione e all’agricoltura vengano progressivamente sacrificati per finanziare il riarmo – sostiene Candia –. La crescente centralità della difesa nel bilancio europeo e la maggiore flessibilità nell’utilizzo delle risorse sollevano interrogativi importanti sulle priorità future. Non contestiamo la necessità di affrontare le sfide della sicurezza, ma chiediamo che questo non avvenga a scapito del lavoro, del welfare, della transizione ecologica e del sostegno ai territori».

«La politica di coesione deve restare uno strumento di solidarietà e giustizia territoriale – conclude –. Difendere questi fondi significa difendere le opportunità delle persone, la vitalità delle nostre comunità e il futuro della Liguria».

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