Consiglio regionale, discussione sul Piano di dimensionamento della rete scolastica e offerta formativa (1)

Con le relazioni di maggioranza e di minoranza in Consiglio regionale è cominciata la discussione sul Piano di dimensionamento della rete scolastica e piano dell’offerta formativa 2026.

Consiglio regionale Liguria

Con le relazioni di maggioranza e di minoranza in Consiglio regionale è cominciata la discussione sul Piano di dimensionamento della rete scolastica e piano dell’offerta formativa 2026.

Il dibattito è cominciato con l’intervento di Veronica Russo (FdI), che, nella relazione di maggioranza, ha rimarcato come il provvedimento sia stato costruito attraverso il confronto con gli enti locali, le istituzioni scolastiche e i territori. «Si tratta – ha detto Russo – di un piano di dimensionamento scolastico che cerca di rispondere alle reali esigenze delle comunità liguri, mantenendo un equilibrio tra la necessaria razionalizzazione della rete e le legittime aspettative dei territori». Tra gli interventi citati da Russo, l’istituzione di una scuola secondaria di primo grado a Villanova d’Albenga, l’apertura di nuove scuole dell’infanzia nell’area genovese e nell’Imperiese e la riorganizzazione di alcune sedi scolastiche della Città metropolitana di Genova e dello Spezzino.

Svolgendo la relazione di minoranza Jan Casella (AVS) ha detto che il Piano si limita a prendere le proposte delle Province e approvarle: «Il rischio è che sia la somma delle richieste dei territori, manca un senso regionale, una visione». Casella ha inoltre evidenziato alcune lacune che, secondo il consigliere, sono particolarmente evidenti a Sestri Levante, dove è prevista l’unica dismissione di una scuola dell’infanzia di cui non è chiarita la ragione.

Critiche anche sulla mancanza di dati relativi all’istituzione di due licei del Made in Italy, a Genova e Imperia, di cui non è esplicitato quanti posti, quante classi e quanti docenti. Il provvedimento, secondo Casella, dichiara di non comportare oneri a carico del bilancio regionale, ma ha sicuramente costi per i comuni che devono organizzare nuove aperture e spostamenti.

Partendo dalle proteste dei giovani in corso in questi giorni anche in Italia, Stefano Giordano (Mov5Stelle) ha sottolineato: «Occorre ragionare sulla scuola non solo in termini numerici e amministrativi e codici meccanografici: dobbiamo ragionare del futuro dei giovani, perché occorre garantire edifici sicuri, servizi efficaci e percorsi formativi capaci di offrire opportunità reali.» Secondo Giordano occorre riflettere sul fatto che una scuola è un punto di riferimento della comunità e ogni volta che si chiude un plesso si perde molto più di un presidio formativo. Secondo il consigliere questo piano sarebbe un puro atto amministrativo, che non è stato orientato da un criterio di qualità, ma di quantità.

Giovanni Battista Pastorino (Andrea Orlando Presidente) ha detto «Riconosco lo sforzo complessivo che ha portatoaun pianocoordinato con il territorio, anche se permangono alcune difficoltà.» Pastorino ha ricordato la soppressione di due codici meccanografici che corrispondono a due scuole di Sestri Levanti e ha annunciato un ordine del giorno per mantenere i codici attivi ma “congelati”, nel caso in cui dovesse rendersi nuovamente necessaria l’apertura delle due scuole.

«La scuola – ha detto Simone D’Angelo (Pd) – riguarda il diritto all’istruzione, le opportunità per i giovani e la qualità dei servizi offerti in Liguria. Non è un atto amministrativo. Aggiornare un piano non è sufficiente, mentre è necessaria un’analisi dei cambiamenti profondi intervenuti che vanno compresi e governati a fronte dei tanti cambiamenti che riguardano il nostro territorio». D’Angelo ha citato i risultati dei test Invalsiricordando che la programmazionedeve tenere conto anchedi questo tipo di dato, così comedel patrimonio edilizio, ad esempio. In Liguria – riferisce D’Angelo – secondo i dati Istat solo il 30% delle scuole è privo di barriere fisiche. Secondo D’Angelo l’accessibilità non può essere considerata un elemento secondario, così come i trasporti, la sicurezza degli edifici e molti altri fattori. Il consigliere ha rimarcato che al Piano mancherebbero valutazioni approfondite e organiche.

L’assessore all’Istruzione e vicepresidente della Giunta regionale, Simona Ferro, ha detto: «La Regione ha realizzato un’importante opera di riordino scolastico. Il decreto interministeriale n. 118 del 2026 conferma 169 posizioni per gli anni scolastici 2027/2028 e 2028/2029 e ne prevede 168 per il 2029/2030. La Regione ha chiesto alla Città metropolitana di Genova e alle province di procedere all’analisi delle esigenze dei territori e alla presentazione di proposte, adesso la Regione non può intervenire sulle decisioni prese dai territori. La soppressione dei due codici meccanografici, corrispondenti a due plessi scolastici a Sestri Levante, è una richiesta espressa dal Comune e poi votata dalla Città Metropolitana: la Regione non può entrare in una decisione che oltretutto è stata ulteriormente approvata anche dal Cal. In linea di principio siamo d’accordo sul fatto che sia meglio non cancellare i codici meccanografici, ma oggi non possiamo entrare nella discrezionalità di enti che hanno già preso le loro decisioni. Oggi la Regione è chiamata a ratificare».

No all’emendamento Pd contro la soppressione dei codici meccanografici delle due scuole a Sestri Levante

Con 18 voti contrari (maggioranza) e 12 voti a favore (minoranza) è stato respinto l’emendamento presentato da Simone D’Angelo (Pd) che chiedeva di non procedere alla soppressione definitiva dei codici meccanografici di due plessi dell’istituto comprensivo di Sestri Levante: la scuola dell’infanzia Gianni Rodari e la scuola primaria San Giovanni Bosco.

Nel dibattito è intervenuto Angelo Vaccarezza (Forza Italia Berlusconi), ricordando che in veste di presidente della provincia stilava il piano che poi veniva recepito dalla Regione e ha detto che la Città metropolitana di Genova ha votato la soppressione. Sono intervenuti anche Rocco Invernizzi (FdI), annunciando voto contrario del gruppo, e Carola Baruzzo (Pd) che ha ricostruito ciò che è accaduto nel Comune di Sestri Levante, precisando che è stato proprio il Comune a votare la soppressione, non la Città Metropolitana. Andrea Orlando (Pd) e Armando Sanna (Pd) sono intervenuti contestando le accuse mosse alla Città Metropolitana di Genova e hanno proposto alla Giunta di discutere l’emendamento proposto.

Federico Bogliolo (Vince Liguria) ha ricordato che il calo demografico a Sestri Levante è costante e non ha senso discutere la decisione di sopprimere i codici meccanografici.

Lilli Lauro (FdI) ha affermato che è necessario dire la verità alle famiglie e che il sindaco ha il dovere di razionalizzare il luogo in cui i bambini studiano.

Simone D’Angelo (Pd) ha letto un articolo in cui anche due consiglieri comunali di centro destra a Sestri Levante hanno contestato la chiusura delle scuole.

Davide Natale (Pd) ha ricordato che il Consiglio regionale può votare, in autonomia, un emendamento, soprattutto qualora vada a migliorare un provvedimento.

Selena Candia (AVS) ha detto che nella legislatura precedente Marco Bucci non volle fare il piano di dimensionamento scolastico nella Città Metropolitana di Genova, accollando alle altre province lo sforzo.

(NdR: Com. St. Consiglio regionale – Assemblea legislativa ligure)

[Leggi aggiornamento: Approvato il piano scolastico regionale: a Villanova nasce la media, chiudono tre primarie nel Savonese]

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