di Roberto Ruaro – Albenga. Devo essere sincero, appena ho saputo che Sigfrido Ranucci, sarebbe venuto a Ottobre de André, sono rimasto un po’ perplesso. Le polemiche successive, infatti sono state piuttosto pesanti, sui social soprattutto.
La perplessità sull’evento però, combatteva con la curiosità di andare a ascoltarlo, e quindi eccomi all’Ambra e prima al museo della Fionda. E sono contento di esserci andato, e tra tutte le emozioni vissute ieri, due su tutte mi hanno colpito.
La prima, entrare in contatto con un uomo che vive perennemente sotto scorta. Il solito clima di allegria e spensieratezza di Ottobre de André, ieri, almeno nei primi momenti non c’era. L’imponente servizio di scorta, rendeva il clima particolare, inutile nasconderlo.
E pensavo anche alla vita di chi protegge, non è facile, quindi un abbraccio anche a loro. Poi una frase detta “Ogni persona che incontri nella tua vita, ti lascia qualcosa e ti porta via qualcosa”. Ed è proprio così, ieri è successo.
Sono stati toccati tanti temi nazionali e internazionali, che hanno fatto riflettere anche con immagini piuttosto crude, ma necessarie. Ovviamente ci sono altri aspetti del personaggio, che credo il tempo e le varie inchieste diranno e su questo non mi sento di giudicare. Certo che ieri le emozioni, come sempre, non sono mancate…











