Roma. Centinaia di persone partite dalla Liguria hanno partecipato oggi alla manifestazione nazionale «La Via Maestra, insieme per la Costituzione», promossa dalla Cgil insieme a oltre cento associazioni laiche e cattoliche. «Lavoratrici, lavoratori, pensionate, pensionati, cittadine e cittadini» hanno manifestato nella Capitale «insieme alle tante realtà associative impegnate nella difesa e nell’attuazione della Costituzione», riferisce la Cgil Liguria.
Il concentramento è stato alle 13.30 in piazza della Repubblica; da lì il corteo ha raggiunto piazza del Popolo, dove dalle 15 si sono alternati gli interventi dal palco, con le conclusioni affidate al segretario generale della Cgil Maurizio Landini.
La piattaforma della giornata chiede l’aumento di stipendi e pensioni e il superamento del lavoro povero e precario, un fisco più progressivo con la tassazione di extraprofitti, rendite e grandi ricchezze, il finanziamento della sanità pubblica al 7,5% del Pil e dell’istruzione al 5%, un piano casa fondato sull’offerta di alloggi pubblici e sociali, una politica industriale legata alla transizione ecologica, la difesa del diritto di manifestare con l’abrogazione delle norme dei decreti sicurezza e lo stop all’aumento della spesa militare verso il 5% del Pil.
Dal palco Landini ha rivendicato la partecipazione – «siamo in centomila», ha detto, con il corteo ancora in parte in strada durante il comizio – e ha annunciato una nuova mobilitazione: «La Cgil proclamerà lo sciopero generale per il 20 novembre. Ci mettiamo a disposizione di questo processo democratico di cambiamento che rimette al centro il lavoro, i diritti, la giustizia sociale». Nel suo intervento il segretario ha collegato il caro vita alle guerre e ha accusato il governo di voler «cancellare la nostra Costituzione» attraverso l’autonomia differenziata e la riforma della legge elettorale.
Sono temi che la Cgil Liguria riporta al territorio, «attraversato da importanti vertenze industriali e occupazionali, nel quale restano centrali le questioni legate alla qualità del lavoro, alla tenuta dei servizi pubblici, al potere d’acquisto di salari e pensioni e alle prospettive di sviluppo economico e sociale». La più pesante resta quella dell’ex Ilva, sulla quale a settembre il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno per la tutela occupazionale e il piano industriale, e che Landini ha citato dal palco come esempio di una piazza «che unisce i lavoratori e le lavoratrici dall’Ilva all’Electrolux». Nelle ultime settimane il sindacato è impegnato anche sul fronte di Ericsson, con i 131 esuberi ancora sul tavolo agli Erzelli, e su quello della sanità, dove Fp Cgil e Uil Fp hanno proclamato lo stato di agitazione del personale.
