Stabilimenti ex Ilva: Consiglio regionale compatto per la tutela occupazionale e il futuro piano industriale

È stato approvato un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la Giunta a proseguire l’interlocuzione col Governo

Consiglio regionale Liguria

Il Consiglio regionale si è aperto oggi con la discussione in aula sul futuro degli stabilimenti ex Ilva e la tutela dei posti di lavoro.

Andrea Orlando (Pd) ha lanciato un appello alla Giunta chiedendo fortemente una regia pubblica in funzione di salvare in extremis il Gruppo, come già richiesto da un ordine del giorno approvato all’unanimità. Secondo Orlando nessun gruppo privato, in questo momento, sarebbe in grado di salvare il ciclo integrato di Acciaierie d’Italia, ma mantenere questa funzione sarebbe fondamentale per l’autonomia strategica del Paese. Orlando ha ricordato che senza il ciclo integrato l’Italia dipenderebbe dalle importazioni, principalmente da Turchia e India. In secondo luogo il consigliere ha ricordato che mantenere la possibilità di produrre l’acciaio direttamente dalla fonte minerale è fondamentale per tenere i costi contenuti. Una terza motivazione riportata da Orlando sono i livelli occupazionali: «È del tutto evidente che senza il ciclo integrato non è possibile mantenere i posti di lavoro. Siamo convinti che la strada da seguire sia un pool di soggetti pubblici, come Invitalia e CDP, che guidi e conduca fuori da questa situazione il Gruppo. Una risposta d’insieme delle partecipate pubbliche può dare una garanzia di successo.» Secondo il consigliere l’abbandono della produzione a caldo, senza nessun soggetto responsabilizzato in fase di bonifica, non avrebbe vantaggi neanche per la tutela ambientale. La proposta del Pd è quindi lanciare al Governo un appello per assumere un’iniziativa pubblica e rafforzare la regia senza delegarla ai commissari.

Nel dibattito è intervenuto Rocco Invernizzi (FdI) confermando la volontà di tutelare lo stabilimento di Cornigliano, considerato strategico, e affermando che Genova deve continuare ad avere un ruolo nel futuro della siderurgia italiana. Secondo Invernizzi l’acciaio è strategico per l’economia nazionale e la Regione ha già assunto una posizione molto chiara insieme al Governo, ribadendo la necessità di mantenere lo stabilimento genovese, di tutelare l’occupazione e la produttività.

Anche Matteo Campora (Vince Liguria) ha ribadito la necessità di tutelare gli asset e ha ricordato che la Regione e il Governo mantengono una grande attenzione su questi temi. Secondo il consigliere solo salvaguardando l’asset è possibile salvaguardare i posti di lavoro e le aree.

Armando Sanna (Pd) ha ricordato gli ordini del giorno approvati dal Consiglio sul tema dell’ex Ilva e la necessità dell’intervento pubblico nella regia, senza contrapposizioni con i privati. Sanna ha precisato che dalla minoranza non c’è stato nessun attacco al Governo, perché oggi l’obiettivo è un’azione compatta.

Selena Candia (AVS) ha rimarcato la volontà di trovare un percorso condiviso. La consigliera ha ricordato come l’accordo di programma sulle aree, non sia stato sufficiente e ha detto che un commissario non basta: ci vuole un impegno diretto dello Stato. Candia ha affermato che si deve poter produrre sul territorio, perché la Liguria non può vivere di solo turismo: l’industria è necessaria. Il timore – secondo la consigliera AVS – è che, se le aree fossero vendute, diventerebbero soltanto un pezzo di retroporto, senza generare un numero consistente di posti di lavoro.

Nella replica della Giunta, l’assessore allo sviluppo economico Alessio Piana ha provato a delineare un perimetro di lavoro: «La priorità è mantenere la siderurgia e i livelli occupazionali in Liguria. Condividiamo gli interventi sull’autonomia strategica del Paese legati alla disponibilità di materie prime ed energia e condividiamo la questione della forza che una regia pubblica potrebbe garantire in questo percorso. Credo dovremmo continuare a lavorare insieme in questa direzione.» Piana ha ripercorso le più recenti tappe della vicenda giudiziaria e dei confronti con il Ministero, incentrati soprattutto sugli stabilimenti di Taranto. Piana ha detto che il Governo ha garantito a Liguria e Piemonte che saranno coinvolte. Piana ha detto che è doveroso prevedere strumenti emergenziali per affrontare l’eventuale calo del lavoro e che anche il tema dell’indotto è rilevante, ancora di più in Liguria con riferimento al caso di Sanac a Vado. L’assessore ha ricordato che, per la prima volta in 12 anni, esiste una proposta avanzata da un privato che prende in considerazione anche gli stabilimenti dislocati in altre regioni. Piana ha proposto ai consiglieri di comporre un unico documento e ha annunciato di voler rendere permanente un tavolo di confronto con il Piemonte sugli stabilimenti ex Ilva nelle due Regioni.

La seduta è stata temporaneamente sospesa per consentire ai capigruppo di elaborare un documento condiviso da votare in aula. Alla ripresa dei lavori all’unanimità è stato approvato un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la Giunta a proseguire l’interlocuzione col Governo affinché le misure nazionali di tutela occupazionale tengano conto anche delle ricadute sull’indotto collegato a Cornigliano.

Il documento impegna la Regione a istituire un tavolo di lavoro permanente per la gestione della situazione ligure relativa all’ex Ilva, definendone composizione, funzioni e cadenza delle riunioni, in raccordo con il tavolo nazionale.

In ultimo l’ordine del giorno chiede di farsi parte attiva, nell’interlocuzione con il Governo e con i soggetti industriali coinvolti nella procedura di gara, affinché il futuro piano industriale garantisca l’unitarietà dell’intero perimetro produttivo del gruppo, senza suddivisioni tra i diversi stabilimenti anche attraverso l’affiancamento dello stato in linea con quanto richiesto alle organizzazioni sindacali a supporto del rilancio industriale e del processo di risanamento ambientale.

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