Pfas, Benifei (Pd): «Le regole europee proteggono i cittadini, la Regione faccia la sua parte. Chi inquina paga»

«La normativa europea sui Pfas e sulla qualità dell'acqua è un presidio fondamentale: queste tutele non vanno indebolite». E sulle bonifiche: «I costi vanno attribuiti ai soggetti responsabili secondo la legge»

Brando Benifei, deputato europeo ligure del Partito Democratico
Nella foto: Brando Benifei

Genova. Sull’emergenza idrica del Ponente savonese interviene anche l’eurodeputato del Partito Democratico Brando Benifei, che rivendica il quadro normativo europeo e chiede alla Regione di farsi carico del coordinamento.

«Voglio esprimere la mia vicinanza alle cittadine e ai cittadini del Ponente ligure che in queste ore si trovano a fare i conti con la mancanza di acqua potabile nelle proprie case — afferma —. È un disagio concreto che coinvolge famiglie, persone anziane, bambini e attività economiche, e che richiede un impegno straordinario da parte di tutte le istituzioni, con soluzioni coraggiose e tempestive che consentano di superare l’emergenza, garantendo tempi certi per il ripristino del servizio e acqua sicura».

«La normativa europea sui Pfas e sulla qualità dell’acqua è un presidio fondamentale di tutela della salute — prosegue l’europarlamentare —. È il risultato di un lavoro politico e istituzionale che ha permesso di introdurre controlli più rigorosi, parametri specifici per queste sostanze e standard comuni a protezione di tutti i cittadini europei. Queste tutele non vanno indebolite: vanno applicate pienamente e rafforzate dove necessario».

Sul fronte delle responsabilità, Benifei richiama il principio «chi inquina paga»: «Occorre accertare le responsabilità lungo tutta la filiera, garantire che i costi degli interventi e delle bonifiche siano attribuiti ai soggetti responsabili secondo la legge e investire nella prevenzione. Allo stesso tempo dobbiamo accelerare il cambiamento dei processi produttivi e dei modelli di consumo più inquinanti, attraverso norme efficaci, innovazione e alternative più sicure».

Di qui la richiesta alla Regione Liguria, «di contribuire con determinazione alla soluzione dell’emergenza, sostenendo i Comuni e creando le condizioni per una regia comune, nel rispetto delle soluzioni specifiche già individuate nei singoli territori. La tutela della salute non può essere affidata a risposte provvisorie né dipendere dalla capacità dei singoli Comuni di affrontare da soli una contaminazione di questa portata».

La richiesta di una cabina di regia regionale era stata avanzata in giornata anche dal consigliere regionale Roberto Arboscello e dal deputato Alberto Pandolfo, dello stesso partito. I provvedimenti che vietano l’uso potabile dell’acqua riguardano finora Pietra Ligure, Borgio Verezzi, Villanova d’Albenga e Loano.

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