Genova. Circa 2 miliardi di euro di valore della produzione nel 2024, oltre 500 milioni di valore aggiunto e più di 10 mila occupati fra diretti e indiretti: sono le dimensioni della cantieristica e delle riparazioni navali e nautiche nei porti del Mar Ligure Occidentale, misurate per la prima volta dall’Osservatorio socioeconomico «Imprese, Lavoro, Valore», il cui primo rapporto è stato presentato oggi nella Sala del Capitano di Palazzo San Giorgio.
Lo strumento nasce da un protocollo d’intesa fra Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Confindustria Genova e Unione Industriali Savona, e ha l’obiettivo di rilevare e analizzare in modo continuativo le attività di costruzione e riparazione navale e nautica dei porti di Genova e Savona-Vado Ligure. L’indagine ha interessato 87 imprese, con 63 risposte — il 72 per cento — affiancando ai questionari le interviste alle principali imprese capocommessa.
Il polo savonese
A Savona-Vado Ligure il valore della produzione 2024 è di 56,6 milioni di euro, in crescita costante dal 2021, con una forte specializzazione nella costruzione nautica, che pesa per il 91,1 per cento, mentre la riparazione nautica si ferma all’8,5. Il valore aggiunto generato è di 18,3 milioni.
L’attività industriale nei due scali è svolta da sette aziende, su una superficie complessiva di 58.500 metri quadri — 50 mila a Savona e 8.500 a Vado — più 12.300 metri quadri di specchi acquei. I lavoratori sono 530: cento diretti e 430 indiretti.
| Genova | Savona-Vado | |
| Valore della produzione 2024 | 1,9 miliardi € | 56,6 milioni € |
| Valore aggiunto 2024 | 507 milioni € | 18,3 milioni € |
| Addetti diretti | 4.290 | 100 |
| Addetti indiretti | 5.610 | 430 |
| Totale lavoratori | 9.900 | 530 |
Genova e il distretto
Nel capoluogo il valore della produzione raggiunge 1,9 miliardi di euro, anch’esso in crescita dal 2021, e le proiezioni delle imprese capocommessa indicano per il 2025 un ulteriore più 16,2 per cento. L’incidenza dell’occupazione nella costruzione e riparazione navale e nautica è oltre nove volte superiore alla media nazionale.
Il sistema comprende grandi imprese capocommessa e una rete di aziende specializzate: oltre la metà di quelle che hanno risposto è di piccole dimensioni. Le specializzazioni professionali censite sono più di sessanta: accanto a carpentieri, saldatori, elettricisti e meccanici operano progettisti, tecnici e figure di coordinamento delle commesse.
Bacini saturi e personale che manca
Il rapporto registra due nodi. Il primo è infrastrutturale: i bacini di carenaggio hanno un elevato tasso di saturazione, con condizioni di occupazione pressoché permanente, a fronte di una domanda potenziale aggiuntiva che non trova risposta per i limiti di spazi e di capacità degli impianti. Aree operative, accosti e bacini adeguati alle dimensioni delle navi diventano quindi elementi centrali nel confronto sulle scelte di pianificazione portuale.
Il secondo riguarda il lavoro: dalle interviste emerge la difficoltà a reperire personale qualificato, soprattutto nei mestieri tecnici e artigianali, insieme a una domanda crescente di figure capaci di unire preparazione tecnica e capacità gestionali. Elettronica, nuovi impianti e tecnologie di bordo si affiancano alle professionalità tradizionali.
Le dichiarazioni
«Le cantieristica e le riparazioni navali e nautiche sono una parte importante dell’identità produttiva della Liguria e della capacità industriale italiana — afferma il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Matteo Paroli —. L’Osservatorio ci permetterà di seguirne i cambiamenti, riconoscere per tempo le difficoltà e le opportunità e lavorare insieme sulle condizioni che possono sostenerne la crescita».
«Appoggiamo anche noi questa iniziativa dell’Autorità di Sistema perché valorizza un comparto della blue economy, quello industriale della cantieristica, che costituisce una eccellenza italiana e un possibile asset di sviluppo per il contesto industriale del porto», dichiara la presidente dell’Unione Industriali Savona Caterina Sambin.
Per il presidente della Regione Marco Bucci l’Osservatorio «è uno strumento importante per delineare strategie e scelte future», mentre il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi collega i dati alla riforma dei porti: «La sfida è trasformare questo patrimonio di competenze in nuove opportunità di sviluppo, superando i limiti infrastrutturali e la carenza di professionalità specializzate».
Il vicesindaco di Genova Alessandro Terrile lega le prospettive del comparto al completamento delle infrastrutture e al nuovo piano regolatore portuale, che «consentirà di espandere il comparto delle riparazioni navali» nelle aree di Levante, e segnala come resti «da esaminare con grande attenzione la soluzione progettuale per l’uscita del tunnel subportuale, affinché non incida negativamente sull’area delle riparazioni».








