Nuovo piano regolatore dei porti, l’Autorità portuale apre il confronto con Dogane e forze di polizia

Nel nuovo Prp dei porti di Genova, Pra', Savona e Vado Ligure potrebbe entrare un principio generale sulla disponibilità di aree per i controlli doganali e di sicurezza, da tradurre poi negli atti concessori

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Genova. L’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale ha riunito l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la Guardia di finanza e la Polizia di frontiera di Genova e Savona nell’ambito del percorso di approfondimento sul nuovo Piano regolatore portuale. Tema del confronto: come prevedere, già in sede di pianificazione, spazi adeguati alle attività di controllo.

Il segretario generale Tito Vespasiani ha illustrato il percorso di adozione dei nuovi piani, a partire dal Documento di pianificazione strategica di sistema, e le ipotesi di sviluppo dei porti di Genova, Pra’, Savona e Vado Ligure.

Dall’incontro è emersa la possibilità di introdurre nel nuovo piano un principio generale sulla disponibilità di aree adeguate alle verifiche doganali e di sicurezza, da tradurre poi in indicazioni specifiche negli atti concessori: è l’elemento che l’Autorità portuale indica come innovativo nell’impostazione del Prp. Le amministrazioni hanno segnalato la necessità di spazi attrezzati per i controlli, in particolare sui traffici Ro-Ro e passeggeri, e l’opportunità di valutare una struttura centrale di servizi condivisa per coordinare le diverse verifiche, comprese quelle sanitarie. È stata inoltre indicata l’esigenza di individuare aree idonee ai controlli su particolari tipologie di merci, fra cui rifiuti, contenitori Imo e prodotti pericolosi.

Nel corso dell’incontro è stata illustrata anche l’evoluzione del Port Community System, il sistema digitale di gestione dei flussi informativi portuali, il cui utilizzo è stato uniformato ai quattro scali del sistema nel marzo 2026, superando la precedente separazione fra Genova e Savona-Vado. Fra gli aspetti da approfondire figura l’eventuale impiego di scanner e portali di controllo anche in ambito ferroviario.

La posizione dell’Autorità portuale

«Il nuovo Piano regolatore portuale deve tradurre le esigenze di sviluppo dei nostri scali in un’organizzazione più efficiente delle attività e dei servizi — dichiara il presidente Matteo Paroli —. L’incontro con Dogane e forze di polizia ha evidenziato la necessità di considerare fin dalla pianificazione spazi adeguati per i controlli doganali, sanitari e di sicurezza, demandandone la concreta applicazione ai successivi atti concessori, valutando anche soluzioni condivise che consentano alle amministrazioni di svolgere le proprie funzioni senza rallentamenti evitabili nelle operazioni portuali».

«I controlli sono una componente essenziale della competitività: garantiscono il rispetto delle norme, tutelano i consumatori e assicurano condizioni di accesso al mercato corrette — aggiunge Paroli —. È questo il senso del confronto avviato: integrare le esigenze delle amministrazioni nella pianificazione, affinché sicurezza, regolarità dei traffici ed efficienza operativa trovino riscontro nell’organizzazione quotidiana dei porti».

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