Consiglio regionale: dibattito sulla proposta di autonomia differenziata in Liguria (2). Approvata a maggioranza

Dopo l’approvazione in aula, il provvedimento sarà inviato nuovamente al Governo per i passaggi successivi.

Consiglio Regione Liguria

Con 17 voti a favore (maggioranza) e 12 voti contrari il Consiglio regionale ha approvato la proposta di delibera 29 della Giunta dal titolo “Autonomia differenziata ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione – Proposta al Consiglio Regionale di approvazione degli schemi di intesa definitivi tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Liguria nelle materie “protezione civile”, “professioni” e “previdenza complementare e integrativa”, nonché nella materia “tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica”.

Il provvedimento recepisce i contenuti di due schemi di intesa tra lo Stato e la Regione Liguria in materia di autonomia differenziata, redatti ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e della legge 86/2024 (Legge Calderoli).
Prima del voto in Consiglio regionale, il provvedimento è stato approvato dalla Giunta, trasmesso al Consiglio delle Autonomie Locali (Cal), che l’ha approvato, ed è stato esaminato dalla I Commissione regionale Affari generali, istituzionali e bilancio.
Dopo l’approvazione in aula, il provvedimento sarà inviato nuovamente al Governo per i passaggi successivi.

La discussione in aula

(Per gli interventi del mattino Leggi: Consiglio regionale: dibattito sulla proposta di autonomia differenziata in Liguria (1))

Andrea Orlando (Pd)

Andrea Orlando (Pd) ritiene il provvedimento anacronistico e ha ricordato che la Liguria, nel 2019, prendeva dallo stato centrale più di quanto dava, contrariamente a quanto avvenuto nelle altre tre Regioni che hanno o stanno adottando il provvedimento di autonomia differenziata, sottolineando la fragilità sia economica che sociale e demografica della Liguria. Secondo il consigliere, quindi, la Liguria si metterebbe in competizione con Regioni molto più forti e dietro la scelta di aderire a questo percorso ci sarebbero motivi di natura squisitamente politica.

Davide Natale (Pd)

Anche per Davide Natale (Pd) l’approvazione del provvedimento sarebbe una questione politica. Secondo il consigliere, il Governo sarebbe in difficoltà e si sarebbe quindi piegato a una richiesta della Lega. Nel merito, secondo Natale, le intese non apporterebbero effettivi benefici.

Sara Foscolo (Lega Liguria Salvini)

Sara Foscolo (Lega Liguria Salvini) ha sottolineato che la questione dell’autonomia in Italia, che il partito della Lega porta avanti da sempre, ha radici molto lontane. La consigliera ha ricordato che nel 2001 un governo di centro sinistra aveva varato la riforma che permetteva alle Regioni di ottenere una maggiore autonomia rispetto al Governo centrale. Rispetto al provvedimento, Foscolo ha ribadito la necessità da parte dell’amministrazione ligure di poter agire con maggiore tempestività in caso di calamità naturali sul territorio e, in relazione alle altre materie, ha sostenuto l’esigenza di avere maggiore autonomia.

Federico Bogliolo (Vince Liguria)

Federico Bogliolo (Vince Liguria) ha difeso il provvedimento, ripercorrendone la genesi e affermando che si tratta di una riforma che aumenterà le competenze della Liguria; nelle materie individuate dovranno essere definiti i livelli essenziali delle prestazioni e saranno attribuite risorse alle Regioni. Ad esempio sulle retribuzioni degli operatori sanitari, secondo Bogliolo, superare i limiti imposti dai contratti nazionali rappresenterebbe uno snellimento.

Federico Romeo (Pd)

Federico Romeo (Pd) ha dichiarato che il provvedimento complicherà il funzionamento amministrativo e si è domandato quale Paese il Governo voglia costruire. Secondo Romeo l’acquisizione di più competenze creerà problemi e aumenterà il divario fra i territori.
Romeo ha rilevato che in alcuni settori ci sono stati numerosi conflitti di competenze fra Stato e Regioni nelle materie dove vige la legislazione concorrente. Secondo il consigliere, dunque, occorre ricostruire uno Stato più efficiente dove ci siano le stesse garanzie di cura su tutto il territorio nazionale, al di là delle autonomie.

Katia Piccardo (Pd)

Katia Piccardo (Pd) ha detto che può essere utile che la Regione rivendichi l’esercizio su alcune funzioni specifiche, ma le intese recepite dal provvedimento sono schemi identici calati su 4 Regioni estremamente disomogenee. Secondo la consigliera, lo sforzo del Consiglio dovrebbe essere promuovere un’uguaglianza di risorse per la sanità con altre Regioni. Secondo Piccardo il provvedimento promuove disuguaglianze e competizioni.

Rocco Invernizzi (FdI)

Rocco Invernizzi (FdI) ha difeso la riforma. In particolare il consigliere ha rilevato che il provvedimento vuole costruire una nuova immagine di Regione, dando maggiore responsabilità e maggiore efficienza all’amministrazione ligure. Secondo Invernizzi le nuove funzioni attribuite alla Liguria riguardano materie fondamentali e ha rigettato con decisione la prospettiva che l’autonomia differenziata possa minare l’unità nazionale, ribadendo che i diritti dei cittadini non vengono intaccati, ma saranno semmai rafforzati.

Jan Casella (AVS)

Jan Casella (AVS) ha attaccato la Lega e ha detto che rispetto alle grandi promesse in tema di autonomie regionali il provvedimento in esame sarebbe poca cosa. Nel merito della tutela della salute, secondo il consigliere i sistemi sanitari regionali rischiano di diventare un “guazzabuglio” di sistemi diversi, privi di regia e disomogenei dal punto di vista delle risorse economiche e professionali. Casella ha ricordato che questo provvedimento, come già la riforma sanitaria, viene approvato senza la condivisione dei sindacati, quindi, a suo parere, contro i lavoratori.

Armando Biasi (Lega Liguria-Salvini)

Armando Biasi (Lega Liguria-Salvini) ha replicato alle critiche precisando che “differenziare” non vuol dire “dividere”. Il consigliere ha ricordato che l’autonomia differenziata è prevista nella Costituzione e che rappresenta una sfida per migliorare ulteriormente i servizi offerti al cittadino e accrescere una competitività positiva. Biasi ha ricordato che anche le organizzazioni sindacali si sono espresse a favore delle nuove opportunità che possono essere offerte dall’autonomia differenziata e, a questo proposito, ha sottolineato il parere positivo espresso da alcuni costituzionalisti.

Carola Baruzzo (Pd)

Secondo Carola Baruzzo (Pd) la minoranza sta cercando di difendere la Regione, perché ritiene il provvedimento dannoso. Il punto non è se le Regioni debbano avere più autonomia, ma il modo in cui questa viene realizzata e il fatto che non si è partiti dalle necessità reali dei territori. Secondo la consigliera, la riforma lascia indietro Regioni come la Liguria, che non ha i conti della sanità in equilibrio, e premia le Regioni con più forza economica. Anche Baruzzo ha sottolineato la necessità politica della maggioranza di approvare l’autonomia differenziata.

Gianmarco Medusei (Gruppo misto)

Gianmarco Medusei (Gruppo misto) ha rilevato che l’Italia non è un gruppo monolitico, ma un mosaico di storia e tradizioni dove l’identità nazionale e quella locale non sono contrapposte. Il consigliere ha sottolineato l’importanza della specificità territoriale precisando che l’autonomia ha senso solo se è guidata da una responsabilizzazione della classe dirigente locale per avere servizi migliori destinati ai cittadini. Medusei ha, dunque, annunciato il proprio voto favorevole come atto di fiducia verso la comunità locale e per senso di responsabilità precisando, però, che il risultato concreto è ancora lontano dalle aspettative: secondo il consigliere, infatti, il provvedimento appare più un compromesso politico e sarebbe stato auspicabile un intervento più incisivo.

Simone D’Angelo (Pd)

Simone D’Angelo (Pd) ha sottolineato chenessuno della maggioranza è stato in grado di spiegare quali sono i dati che giustificano i contenuti di questo provvedimento. Secondo D’Angelo, questa forma di autonomia porterà un regionalismo competitivo e una maggiore frammentazione e creerà disparità fra cittadini di diverse Regioni. D’Angelo ha ricordato che l’autonomia regionale era nata come una riforma, teorizzata dal prof. Miglio, per macroregioni, mentre oggi la proposta della Lega si può riassumere con uno slogan: “Si salvi chi può (o meglio, si salvi chi ha i soldi)”.

Angelo Vaccarezza (FI)

Angelo Vaccarezza (FI) ha annunciato il voto favorevole del gruppo al provvedimento sull’autonomia differenziata sottolineando la necessità di avere una maggiore autonomia, in particolare sugli interventi di protezione civile. Il consigliere ha replicato alle critiche ricordando che il Consiglio delle autonomie locali (Cal) ha approvato a maggioranza il provvedimento e che il voto contrario è stato espresso dai rappresentanti del Partito democratico, sottolineando, in tal modo, la natura politica e non tecnica delle opposizioni.

Armando Sanna (Pd)

Armando Sanna (Pd) ha deplorato le parole di Vaccarezza sui voti espressi dal Cal, paragonandole a una lista di proscrizione. Sanna ha rimarcato che non è noto l’impatto che l’autonomia porterà nei diversi settori, soprattutto dal punto di vista economico e finanziario. Se non ci sono i dati, mancano, secondo il capogruppo del Pd, le basi minime per una discussione e i danni che questo provvedimento causerà saranno pagati dai cittadini liguri.

Marco Frascatore (Orgoglio Liguria-Bucci presidente)

Marco Frascatore (Orgoglio Liguria-Bucci presidente) ha accusato la minoranza di non avere accettato la sconfitta alle elezioni e, per questo, di fare polemiche sterili, senza entrare nel merito delle questioni o fare proposte, e di cercare lo scontro fine a sé stesso.

L’assessore alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone

L’assessore alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone ha replicato dicendo che è necessario restare nel merito dell’intesa, che avrà un lungo iter governativo. L’assessore ha letto in aula alcuni passaggi del testo dell’intesa e ha ricordato che spesso è proprio la minoranza a chiedere deroghe al Governo per avere maggiore autonomia. Secondo Giampedrone, per quanto riguarda la Protezione Civile, la riforma apporta grandi vantaggi su problemi puntuali, ad esempio anticipare risorse ai Comuni grazie a contabilità dedicate. Anche accreditare gli operatori di protezione civile e poterli formare in modo autonomo sono cose importanti che recepiscono reiterate richieste del mondo del volontariato. Stesso dicasi per l’equiparazione dei mezzi di trasporto di protezione civile ai mezzi delle forze dell’ordine.

L’assessore alla sanità Massimo Nicolò

L’assessore alla sanità Massimo Nicolò ha illustrato gli aspetti più importanti del provvedimento in materia sanitaria rilevando che le misure previste nel provvedimento di autonomia differenziata in materia sanitaria non sono sostitutive ma, semmai, integrative e ha assicurato che la rete di assistenza del servizio sanitario regionale non subirà limitazioni.
Nicolò ha detto che la capacità di assumere decisioni più rapide è fondamentale per migliorare i servizi, proprio per le esigenze specifiche della Liguria e che autonomia significa anche avere la possibilità di adattare le politiche sanitarie alle esigenze del territorio: cittadini anziani, aree interne, carenze di personale, liste di attesa. Nicolò ha affermato che non si mette in discussione l’universalità del servizio sanitario nazionale.

Tra gli altri, per le dichiarazioni di voto, è intervenuto Matteo Campora (Vince Liguria).
Al termine della seduta è intervenuto per fatto personale il consigliere Gianmarco Medusei (Gruppo Misto) annunciando che, in seguito alla sua adesione a Futuro Nazionale (NDR il consigliere è passato al Gruppo misto), lascia il ruolo di vice presidente della V Commissione Controlli, Verifica attuazione delle leggi, Pari opportunità.

Il provvedimento in sintesi

Le due intese recepite dalla proposta di delibera 29 “Autonomia differenziata ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione – Proposta al Consiglio Regionale di approvazione degli schemi di intesa definitivi tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Liguria nelle materie “protezione civile”, “professioni” e “previdenza complementare e integrativa”, nonché nella materia “tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica” non prevedono nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e possono durare dieci anni, con rinnovo automatico (salva diversa decisione delle parti). Il provvedimento prevede anche che dopo l’approvazione, il presidente della Giunta possa fare ulteriori modifiche e poi comunicarle al Consiglio.
Nel dettaglio, il provvedimento riguarda quattro materie:

Protezione Civile

Il Presidente della Regione può emanare ordinanze, in deroga alle leggi statali, per emergenze locali (durata massima 2 anni), previa autorizzazione o successiva ratifica del Consiglio dei Ministri. È prevista anche la facoltà di aprire contabilità speciali presso la tesoreria dello Stato. Per emergenze di rilievo nazionale limitate al territorio regionale, il Presidente della Regione (o un suo delegato) assume le funzioni di commissario delegato.
In deroga ai tetti di spesa e ai vincoli per le assunzioni ordinarie, Regione, Province e Città Metropolitana sono autorizzate a procedure d’urgenza per reclutare personale a tempo determinato, con una sessione contrattuale apposita.
La Regione ha nuove competenze sulla formazione e l’accreditamento degli operatori di protezione civile e l’equiparazione dei mezzi di Protezione Civile ai veicoli delle forze armate.

Professioni

La Regione ottiene poteri normativi e amministrativi per regolamentare “professioni di rilievo regionale”, legate a specificità economiche e territoriali. Sono escluse le professioni sanitarie e quelle già regolamentate da ordini e albi nazionali. Viene istituito un apposito elenco regionale e si attribuisce alla Regione la competenza sul riconoscimento delle qualifiche professionali estere o UE.

Previdenza complementare e integrativa

La Regione può promuovere e disciplinare il funzionamento organizzativo di fondi pensione territoriali integrativi. Viene riconosciuta all’ente regionale la rappresentanza negoziale per la stipula di accordi collettivi di adesione ai fondi destinati ai dipendenti regionali, degli enti locali e del Servizio Sanitario Regionale.

Tutela della Salute nel rispetto dei Lea

Previa intesa con i Ministeri della Salute e dell’Economia, la Regione può stabilire tariffe di rimborso e remunerazione delle prestazioni sanitarie diverse rispetto a quelle nazionali, con oneri a proprio carico.
La Regione ha autonomia nella gestione diretta delle risorse statali destinate all’edilizia sanitaria e all’ammodernamento tecnologico delle aziende sanitarie.
La Regione acquisisce la possibilità di istituire fondi sanitari integrativi regionali e di destinare risorse proprie straordinarie all’assunzione di personale sanitario o al finanziamento di prestazioni aggiuntive.
Ha la facoltà di riallocare su altri capitoli della spesa sanitaria regionale i fondi statali vincolati rimasti inutilizzati a seguito di efficientamenti, previo soddisfacimento e verifica dei target assegnati.
L’efficacia dell’intesa sanitaria rimane comunque subordinata al costante rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e all’equilibrio economico-finanziario, monitorati annualmente da un’apposita Commissione paritetica e dai tavoli tecnici ministeriali.

(NdR: Com. St. Regione Liguria)

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