Il mondo del gioco pubblico legate in Italia se la sta passando bene e i numeri derivanti da uno dei più recenti aggiornamenti del Libro Blu dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il testo di riferimento più importante per il settore, non fanno altro che confermare tutto ciò.
Secondo i dati usciti nel corso del 2024, la raccolta complessiva (ovvero il volume totale delle giocate) ha raggiunto quota 157,39 miliardi di euro; di questi 135,84 miliardi sono stati restituiti ai giocatori sotto forma di vincite; per lo stato queste cifre significano oltre 11,56 miliardi di euro di ricavi, una cifra tutt’altro che marginale nello specifico periodo di delicata finanza pubblica in cui troviamo in questo momento.
Numeri, tendenze e contributi fiscali se analizzati con attenzione permettono di comprendere in che direzione si sta spostando il settore e che cosa aspettarsi dal futuro: vediamolo insieme.
Il settore cresce e continua a farlo
Da un punto di vista finanziario, i volumi del comparto evidenziano una crescita della raccolta e delle vincite restituite ai giocatori; tale crescita è inoltre proporzionalmente superiore rispetto al semplice incremento della spesa effettiva. Anche dall’analisi del payout i valori in gioco parlano di una struttura perfettamente in salute: quest’ultimo infatti si attesta intorno all’86,3%, un valore molto superiore rispetto a quanto era standard di settore giusto qualche anno fa.
Le modifiche burocratiche e normative hanno però rallentato la flessione del gettito fiscale destinato all’erario a causa di diverse strutture di tassazione che sono state applicate ai vari comparti di gioco pubblico. L’apporto fiscale complessivo è pari a 11.56 miliardi di euro, sebbene la ripartizione sia molto sbilanciato verso AWP e VLT per quasi metà del totale, mentre il mondo del blackjack online porta nelle casse dello stato una quota d’assoluta minoranza.
Rete fisica contro gioco a distanza: due mondi sempre più distanti
I dati raccolti dall’ADM confermano però un dato molto importante: c’è un’evoluzione praticamente strutturale all’interno dei canali di accesso al gioco pubblico; l’ultimo report infatti segnala come la rete fisica, dopo il calo registrato durante il corso del periodo pandemico, sia tornata a crescere trainata da una combinazione di lotteria, scommesse sportive e apparecchi da intrattenimento tradizionali.
Ciò che è davvero in crescita è il mondo dei casinò online, ovvero il cosiddetto “gioco a distanza” che rispetto al precedente report presenta una crescita fissa a doppia cifra (più del 10%): il segmento è diventato il fulcro di intere aziende specializzate e in Italia ha visto anche l’arrivo di grandi colossi internazionali del settore. Resta evidente la prevalenza dell’utenza digitale italiana verso le scommesse sportive: sono quasi una conferma del livello di rispetto che la popolazione ha nei confronti dello sport, da sempre un elemento culturale importante per chi cresce in Italia.
Decine di milioni, infine, sono i conti di gioco aperti proprio attraverso i canali a distanza: c’è una grande distribuzione anagrafica degli stessi ma nel corso degli ultimi anni il trend sembra essersi spostato sempre di più verso le fasce più giovani delle popolazioni, quasi a significare l’efficacia del marketing trasversale nei loro confronti.
