Terreni Creativi Festival 2026 “Fuoriclasse”: prima e seconda serata

di Alfredo Sgarlato – Giunto alla 17° edizione il festival Terreni Creativi compie una scelta radicale: lasciare le serre e ambientare gli spettacoli nel cortile del liceo dove la compagnia Kronoteatro, ideatrice del Festival, è nata. Un’edizione che coinvolge nuove partnership, con una serie di spettacoli vincitori o finalisti di premi.

Si inizia con “Carnet erotico”, di e con Francesca Zaccaria. Una performance fisica che esplora il ruolo della donna soprattutto in quanto corpo, che come tale viene demonizzato, erotizzato, punito, sfruttato, a seconda delle epoche e delle culture. Nonostante la drammaticità dell’argomento l’autrice evita lo shock o la provocazione, tanto di moda al giorno d’oggi, ma mette in scena una performance di grande eleganza, con uso di costumi e maschere, oltre a nudi non gratuiti, e un geniale effetto finale. Chi mi legge abitualmente sa che il vostro cronista non è esperto di questo tipo di espressione artistica, ma comunque ho apprezzato la performance per la bravura dell’interprete e le ottime musiche di Edmondo Romano e Alessandra Ravizza, con un sapiente uso degli strumento a fiato da parte del polistrumentista genovese.

Secondo set con “L’isola dei ciccioni felici”, di e con Andrea Mattei, Premio Scenario Periferie 2025. Uno spettacolo che spiazza lo spettatore, per gran parte molto divertente, per poi avere una svolta drammatica nel finale. Il protagonista ha una fisicità importante, che pure gestisce con grazia, e su questa costruisce il suo monologo, con continuo entrare e uscire dal personaggio e coinvolgimento dello spettatore (“la rottura della quarta parete” scriverebbe un teorico), tra cronaca, autobiografia, satira, e tocco di surrealismo. Uno spettacolo molto riuscito, soprattutto per la bravura di Mattei, talento da seguire.

La seconda serata si apre con “Concerto per uno sconosciuto”, Premio Alessandra Belledi per la sfida artistica 2025, ideato e interpretato da Pietro Cerchiello, che lo ha scritto e diretto insieme a Tommaso Imperiali, anche autore delle musiche. È la storia di un cammino, reale, fantasticato, esagerato nel racconto, compiuto dall’autore in Svezia in condizioni atmosferiche pessime e con compagni di viaggio improbabili. Testo molto ben scritto e molto divertente, ottimamente interpretato da Cerchiello con l’ausilio di due bravi musicisti, Giacomo Tamburini e Vittorio Simonetto a tromba, chitarra e loop station, che ha scatenato molti applausi del pubblico. Il vostro cronista è colpito da come sia in questo spettacolo che nel precedente appaia come personaggio citato il Presidente della Repubblica, visto sia come figura pop che autorevole, e questo meriterebbe una riflessione.

Segue “Si son fatte le due”, di e con Chiara Fenizi e Julieta Marocco. Due donne in abiti e acconciatura anni ’50 vanno a una festa: si perdono, fanno incontri strani, flirtano, ballano, e soprattutto dialogano. Spesso parlano all’unisono, con giochi di parole, molto divertenti quando associano l’uso dello ǝ al dialetto napoletano (la pronuncia è uguale!), uso di tormentoni e luoghi comuni. Anche questo spettacolo è divertente, forse da stringere un po’ nel finale, e ottimamente recitato. Chi pensa che il teatro di ricerca sia opprimente e punitivo per lo spettatore grazie a spettacoli come quelli visti in queste serate si ricrederebbe, ma è dura battere i luoghi comuni, e anche in questo caso si dovrebbe prendere spunto da questi autori e interpreti che li sanno usare molto bene. Come sanno fare i Quotidiana.com che vedremo questa sera

*foto promozionali cortesia di Terreni Creativi Festival

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