Dietro le quinte del pianoforte: intervista al maestro Alessandro Collina.

Di Cloe Sofì Freire Jimenez – Lo scorso febbraio (2025), ho conosciuto  Alessandro Collina, il rinomato pianista, che si è reso disponibile ad incontrarmi per un’ intervista. L’incontro è stato piacevole ed il maestro è stato molto disponibile a rispondere alle mie numerose domande.

Alessandro Collina è nato ad Albenga ed ha vissuto ad Alassio perché la  sua mamma era alassina, della famiglia dei maestri di musica Giardini. Il nonno insegnava musica e anche gli zii; Aldo e Ubaldo. Lo zio Ubaldo, in particolare, è stato molto importante per la formazione musicale del maestro. Mi hanno colpito i suoi ricordi legati alla casa dei nonni, piena di strumenti di ogni genere e di musica, di vivacità; questo gli ha regalato un sogno: suonare! Questo sogno è anche il mio, desidero diventare una brava pianista, ecco perché ci tenevo tanto a questa intervista.

Il maestro ci ha raccontato ( ero accompagnata da mia madre e dalla maestra Stefania) che quando era molto piccolo, lo zio Ubaldo gli regalò un violino ma che sua madre non era d’accordo, però aveva consentito all’insegnamento del pianoforte. A 9 anni iniziò a studiare il pianoforte,  proseguendo fino al decimo con il diploma di classica al conservatorio ,anche se a 13 anni già suonava in un’ orchestra di amici. Il Maestro Collina mi ha raccontato che quando era all’ottavo anno, c’era una prova chiamata “delle 24 ore” che richiedeva di studiare un brano in 24 ore, per poi eseguirlo ed essere valutati.

Gli studenti che partecipavano, provavano per tutta la notte, per eseguirli il giorno seguente di fronte ai professori del conservatorio. Per non disturbare troppo i vicini di casa, con la madre avevano sistemato un  materasso sul pianoforte; per fortuna questa prova non viene più eseguita , ci ha detto il maestro. Quando Alessandro era piccolo ed andava a lezione dallo zio Ubaldo, lo studio del solfeggio era noioso e pesante, ma lo zio  al termine di ogni lezione gli regalava un gioco di carta  pensato e costruito solo per lui, lo zio è stata una persona fondamentale nella sua formazione. Il pensiero di questi bellissimi “regali” lo invogliava a studiare; ancora oggi ringrazia di aver approfondito il solfeggio, che gli ha permesso di diventare un ottimo pianista.

Lo zio Ubaldo non era una persona facile ma aveva alle spalle una storia difficile.  A 16 anni era stato deportato in un campo di concentramento e non si sa come si era salvato. Fu la nonna a spiegare ad Alessandro la storia e solo ora , da adulto, capisce certi momenti bui dello zio. Fin da piccolo lo zio  registrava le sue esecuzioni per correggere i suoi errori e migliorare in continuazione.Raccontò anche, che quando lui era piccolo suo papà aveva costruito una bella baita in montagna, dove ha vissuto dei momenti indimenticabili, che porterà per sempre nella sua memoria. Lì, passeggiando nel bosco, in mezzo alla natura, nel silenzio, poteva riflettere e ripensare ai fatti che viveva e  aveva condiviso con gli amici.

Alessandro ci ha parlato di sua nonna, che ogni volta che andava a Genova gli comprava dei dischi, così già da piccolo ha potuto apprezzare tanti generi di musica. Il maestro ricorda con dolcezza tutta la sua famiglia e ci ha commosso quando ha detto che sente forte la loro mancanza.  Alessandro Collina  ci ha fatto  anche  ridere raccontando: ”Quando mia mamma mi chiamava per l’ora di cena io le dicevo, arrivo!” ma in realtà non arrivava mai e continuava a suonare, e la madre lo sgridava tantissimo. Altri maestri fondamentali sono stati: Gian Maria Bonino che insegna al Conservatorio di Alessandria ed il maestro Franco Trabucco del Conservatorio di Genova.

 Inoltre, è  stata fondamentale l’esperienza al conservatorio di Nizza, dove oltre ad un dipartimento dedicato al jazz, c’erano molte proposte per suonare e fare esperienza e dove ha incontrato molti amici. Fra i suoi tanti compagni di studio, il migliore per lui è stato Vincent Peirani, che con la sua fisarmonica gira ancora oggi per tutto il mondo ed è diventato famosissimo, a livello mondiale. Talvolta con Alessandro si scrivono: ” Ma allora in che aeroporto ci incrociamo?”. Tutte le persone incontrate sembrano aver contribuito  alla sua maturazione come artista, uomo e pianista.

Il maestro vorrebbe che in Italia ci fosse più amore per la musica, che a suo parere è  andato un pò perso. Alessandro ci ha raccontato che quando era scoppiata la guerra in Ucraina, lesse un giornale, dove si raccontava che un direttore d’orchestra era in casa e ad un certo punto, dei soldati russi erano entrati; questi gli  dissero che doveva dirigere l’orchestra per i festeggiamenti della vittoria della Russia. Il direttore si oppose, quindi lo uccisero.  Allora Alessandro Collina compose un brano con la giovane cantante Cecilia Barra per ricordarlo e celebrarlo. Il nome del direttore era Yuriy Kerpatenko,  il brano si trova all’interno dell’album New way,  e si intitola: ”M. Kerpatenko” .

Collina ci ha detto che quando ha conosciuto Marco Vezzoso, un caro amico musicista, lui gli aveva chiesto se componeva e quando capì che non lo stava ancora facendo in modo serio ma solo per diletto, Marco gli disse: “ Eh si, bisogna scrivere!” Da quel momento il maestro Alessandro ha iniziato a comporre i suoi brani. Il maestro, quando decide di creare un brano, recupera idee armoniche, prese come appunti durante i viaggi e le rielabora. Prima iniziò a studiare la musica classica e poi di seguito il Jazz. Ad Alessandro piace il Jazz perché è basato sull’improvvisazione, e insieme abbiamo scoperto che sia a me che al maestro piace tantissimo Bach, perché i suoi brani danno proprio il senso e l’idea dell’improvvisazione. Tra le cose che ci ha raccontato, ricordo con simpatia quando andava a suonare con i suoi amici della prima band, a 13 anni, alla sagra di Upega a Ferragosto.

Una volta durante l’esibizione, il chitarrista stava sussurrando ad Alessandro:” Stai attento!”  Perché c’èra un ragno che scendeva da un ramo in alto e si stava per posare sulla tastiera del pianoforte vicino alle mani di Alessandro, lui cercava di allontanare le mani dal ragno, ma allo stesso tempo di suonare. Ci ha confidato che spesso, quando compone un pezzo gli da un titolo ispirato al luogo dove l’ha scritto, ad esempio il disco “ Italian Spirit”  è stato ispirato dalla tournée in Giappone, oppure “Travel” in cui i brani portano i nomi delle città in cui ha suonato con la sua band. Ci ha parlato anche dei viaggi per le tournée, quando era all’estero, lui parlava con le persone, ma poi non capiva perché  non gli rispondevano. Alessandro non capiva perché era convinto di : “Eh… perché io so parlare l’inglese!” Mentre non era così, però in un certo senso ci si diverte a viaggiare e comunicare”.

 Collina ci raccontò che lui,  le quattro ore al giorno  di lavoro sul pianoforte,  le sfrutta molto bene e anche che se gli si dà un libro pieno di brani, lui ci si mette sopra e ci lavora volentieri per giorni. In questo modo è riuscito a farsi conoscere nel mondo come pianista e con i suoi brani, con la passione dello studio e il desiderio di suonare. Leggendo gli articoli sul Jazz, il maestro Alessandro Collina, divenne un appassionato di questa musica; perché fino ad allora lo Zio Ubaldo gli aveva solo spiegato e insegnato la musica classica… quindi, quando Alessandro ascoltò per la prima volta un brano jazz si disse: ”Ma che musica strana, sembra davvero sbagliata!”, pensava il maestro tra sé e se. A vent’anni Alessandro capì veramente che il Jazz avrebbe portato un cambiamento nella sua vita , e che gli avrebbe permesso di esprimersi e da lì che  è  partito  il suo cammino per diventare un grande jazzista. Ci ha raccontato del legame fortissimo che c’era tra lui e suo zio Ubaldo, grazie a lui Alessandro diventò un pianista eccellente.

Il Maestro Alessandro mi ha fatto i complimenti per una mia domanda che gli è piaciuta in particolare: ”Come gestisce gli errori durante un’esibizione in pubblico?” Il maestro mi ha risposto dicendomi che il jazz ha la fortuna di essere basato su delle irregolarità e quindi non esiste l’errore a differenza della classica, la nota sbagliata puo’ diventare la più interessante!

Tra i suoi album ci sono:

Kind of Vasco

Italian Spirit

Michel on air

Travel

Guarda che luna…Again

Alto Monk

Rome to Paris

5 A.M.

Japan Live tour

Tutti Album che rappresentano molto i viaggi che Alessandro ha fatto suonando in giro per il mondo. Ringrazio il maestro Alessandro Collina per la sua disponibilità e per aver condiviso i suoi ricordi più belli e intimi. Ringrazio per la bellissima intervista, piena di risposte vere e ricca di storie.  Non avrei mai immaginato di poter intervistare un pianista famoso, ed ora è realtà .

*Foto di Manrica Caponi

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