Bandiere Blu 2026: la Liguria resta prima in Italia, la Provincia di Savona pesa più di tutte

Sono 35 i comuni liguri premiati dalla FEE, con due nuovi ingressi: Andora e Taggia. Nel Savonese le Bandiere Blu salgono a 15 località costiere, ma il riconoscimento non misura solo la qualità del mare: dentro ci sono depurazione, servizi, accessibilità, gestione ambientale e programmazione.

La bandiera blu sventolante

Ambiente e Turismo | La Liguria resta in testa alla classifica italiana delle Bandiere Blu. Nel 2026 i comuni premiati dalla Foundation for Environmental Education sono 35, due in più rispetto all’anno precedente. Il dato regionale si inserisce in un quadro nazionale in crescita, presentato oggi a Roma: in Italia le località riconosciute salgono a 257, con 14 nuovi ingressi e 3 comuni non confermati; le spiagge premiate sono complessivamente 525, mentre gli approdi turistici arrivano a 87.

Per la Liguria la novità ha due nomi: Andora, in provincia di Savona, e Taggia, in provincia di Imperia, che aveva perso il vessillo nel 2024. Sono loro i due nuovi ingressi liguri del 2026, in una graduatoria nazionale che vede la regione davanti a Puglia e Calabria. Non è un dettaglio marginale: con Andora il Savonese rafforza ulteriormente il proprio peso dentro il primato ligure.

La Provincia di Savona è infatti la più rappresentata in Liguria: 15 comuni Bandiera Blu su 35 regionali. L’elenco 2026 comprende Andora, Laigueglia, Borghetto Santo Spirito, Loano, Pietra Ligure, Borgio Verezzi, Finale Ligure, Noli, Spotorno, Bergeggi, Savona, Albissola Marina, Albisola Superiore, Celle Ligure e Varazze. Seguono Imperia e Genova con 8 comuni ciascuna, mentre La Spezia ne conta 4.

Il dato savonese va letto con attenzione. La Bandiera Blu non fotografa semplicemente la bellezza di una spiaggia, né coincide con una classifica estetica del litorale. Il riconoscimento valuta un sistema più ampio: qualità delle acque, depurazione, gestione dei rifiuti, sicurezza, accessibilità, servizi, informazione ai bagnanti, educazione ambientale e gestione sostenibile del territorio. Regione Liguria ricorda che la qualità delle acque di balneazione è un criterio imperativo: solo le località con acque risultate eccellenti possono presentare la candidatura.

È proprio questo il punto politico-amministrativo del 2026. Nel Savonese la Bandiera Blu non certifica un singolo stabilimento balneare, ma un modello di gestione costiera che tiene insieme Comuni, depurazione, raccolta differenziata, accessibilità, servizi di salvamento, informazione ambientale e manutenzione dello spazio pubblico. In un territorio turistico molto frammentato, dove pochi chilometri separano località con profili diversi — città capoluogo, borghi costieri, spiagge familiari, porti turistici, aree naturalistiche — la continuità del riconoscimento diventa anche un indicatore di capacità amministrativa.

La nuova Bandiera Blu di Andora è il fatto più rilevante per la provincia. Le spiagge indicate nell’elenco 2026 sono Colombina, Foce Rio Mezza’acqua e Trinacria. Il riconoscimento riporta Andora nel gruppo delle località balneari certificate e amplia verso ponente la catena savonese delle Bandiere Blu, già forte tra Laigueglia, Loano, Finale Ligure, Noli, Bergeggi, Savona, Albisole, Celle e Varazze.

Il caso savonese mostra anche un’altra cosa: alcune località centrali del turismo balneare provinciale non compaiono nell’elenco delle spiagge Bandiera Blu 2026. Alassio, per esempio, non è tra i comuni premiati per le spiagge, mentre figura nel circuito degli approdi turistici con la Marina di Alassio-Porto Luca Ferrari; Albenga e Ceriale restano fuori dall’elenco delle spiagge Bandiera Blu 2026. È un elemento da non leggere in modo semplicistico: l’assenza dalla lista non significa automaticamente mare non balneabile o turismo debole, ma indica che il percorso FEE, con i suoi requisiti, non ha prodotto quel riconoscimento per la stagione 2026.

Sul fronte degli approdi turistici, il Savonese conferma una presenza forte: risultano riconfermati Marina di Alassio, Marina di Varazze, Marina di Loano, Cala Cravieu di Celle Ligure e Vecchia Darsena di Savona, con il riferimento anche alla Marina di Andora. A livello nazionale, i nuovi approdi premiati nel 2026 sono tre: Portomaran di Marano Lagunare, Marina del Fezzano a Porto Venere e Porto Carlo Riva a Rapallo.

La forza ligure resta comunque legata a un dato di base: la qualità delle acque. Per la stagione balneare 2026 ARPAL monitora 380 punti di campionamento lungo circa 370 chilometri di costa balneabile. La valutazione si fonda sui parametri microbiologici Escherichia coli ed enterococchi intestinali, indicatori di contaminazione fecale; i risultati sono disponibili dopo circa 24 ore dal prelievo.

La Bandiera Blu, però, richiede qualcosa in più rispetto al solo monitoraggio sanitario. La FEE valuta anche gestione ambientale, informazione, educazione, sicurezza, accessibilità e servizi. Per il secondo anno, secondo quanto riportato dalle cronache dell’assegnazione 2026, i Comuni coinvolti nel percorso hanno presentato anche un Piano di Azione per la Sostenibilità da realizzare e monitorare nel triennio 2025-2027, con obiettivi legati a mobilità sostenibile, comunità sostenibili, tutela degli ecosistemi terrestri e marini e contrasto al cambiamento climatico.

Per la Provincia di Savona il tema vero è qui: trasformare il riconoscimento in manutenzione ordinaria della qualità. Una Bandiera Blu non risolve da sola i problemi della costa: erosione, pressione turistica, accessibilità reale, traffico estivo, gestione dei rifiuti, depurazione, convivenza tra spiagge libere e stabilimenti, fragilità delle aree naturali. Ma obbliga i Comuni a stare dentro una griglia di requisiti verificabili. Questo spiega perché il marchio abbia un valore che non è solo promozionale.

Il primato ligure ha anche un risvolto competitivo. In una stagione turistica in cui le destinazioni costiere non si giocano più soltanto sulla bellezza del paesaggio, ma sulla qualità dei servizi e sulla sostenibilità dichiarata e misurabile, la Bandiera Blu diventa un argomento di posizionamento. Per il Savonese, che concentra quasi metà delle Bandiere Blu liguri, il vantaggio è evidente: la Riviera delle Palme si presenta come un tratto di costa ad alta densità di certificazioni. Ma proprio per questo il riconoscimento alza l’asticella: chi espone la Bandiera Blu deve poi renderla credibile ogni giorno, sulla spiaggia, nei servizi, nei controlli, nella pulizia, nell’accesso al mare.

La fotografia del 2026 dice quindi due cose. La prima: la Liguria conserva il primo posto nazionale e lo rafforza con Andora e Taggia. La seconda: la Provincia di Savona è il cuore numerico di questo risultato, con 15 comuni premiati e una rete di approdi turistici riconosciuti. Il punto, ora, è evitare che la Bandiera Blu resti soltanto una bandiera da issare a inizio stagione. Per un territorio che vive di mare, turismo e qualità ambientale, il riconoscimento conta davvero solo se diventa standard permanente di gestione della costa. [Leggi: Bucci: la Liguria si conferma anche nel 2026 regina italiana delle bandiere blu]

Red. Corsara

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