Attualità | Il Consiglio Comunale di Albenga ha approvato all’unanimità la mozione presentata dall’opposizione, a prima firma del Consigliere Comunale Guido Lugani, per l’adozione e la promozione del neologismo “atefano”.
«Albenga ha scelto di essere il primo Comune a adottare formalmente il termine “atefano”, perché da qui nasce questa proposta e perché sentiamo forte la responsabilità di darle voce. Per questo rivolgiamo un invito a tutti gli amministratori pubblici: portate questa mozione nei vostri Consigli comunali e contribuite alla diffusione di un termine che rappresenta un riconoscimento umano, sociale e culturale fondamentale per tanti genitori. Dare un nome a questa condizione significa non lasciarla più nell’ombra» dichiara il consigliere Guido Lugani.
La proposta nasce con l’obiettivo di colmare un vuoto linguistico e culturale della lingua italiana: l’assenza di un termine specifico per indicare il genitore che ha perso un figlio. Il vocabolo “atefano” definisce infatti questa condizione, riconoscendo dignità e visibilità a un dolore profondo spesso privo di una precisa identificazione.
Il neologismo ha origine ad Albenga, grazie all’impegno dell’associazione “Rachele Franchelli – Uno Sguardo Senza Confini APS”, nata in memoria di Rachele, giovane ingauna prematuramente scomparsa. Proprio per questo forte legame umano e territoriale, Albenga ha voluto essere il primo Comune in Italia a adottare formalmente questo termine, facendosi promotore della sua diffusione.
Il neologismo è già stato riconosciuto a livello istituzionale con l’approvazione all’unanimità della mozione n. 35 da parte del Consiglio Regionale della Liguria.
Con questo voto unanime, il Comune di Albenga si impegna a promuovere il termine “atefano” attraverso i propri canali istituzionali, negli atti pubblici e in occasione di eventi e iniziative dedicate ai temi della famiglia, della sanità e del sociale, facendosi inoltre portavoce della proposta presso altre istituzioni.
(C.S.)

