Polemica tra Lega e Pd sul progetto dell’impianto per la gestione dei rifiuti in Val Bormida

La discussione politica si concentra su trasparenza della procedura e impatto territoriale in Liguria

Politica | La discussione sul futuro impianto per la chiusura del ciclo dei rifiuti in Liguria e la possibile collocazione di un termovalorizzatore in Val Bormida continua a suscitare tensioni tra le forze politiche liguri, con accuse incrociate tra Lega e Partito Democratico (PD) riguardo alla trasparenza e alla strategia adottata.

Secondo il gruppo Lega in Regione Liguria, nelle settimane scorse si sarebbe diffusa tra i residenti della Val Bormida la convinzione, alimentata dal PD, che la localizzazione dell’impianto fosse già stata decisa e che sarebbe stato realizzato nelle loro immediate vicinanze. La Lega contesta in particolare la gestione della fase di manifestazione di interesse, ancora aperta al momento di alcune dichiarazioni, sostenendo che non fosse stata adeguatamente comunicata la presenza di più proposte. «Ora che la fase della manifestazione di interesse si è chiusa – spiegano i consiglieri leghisti – risultano in realtà arrivate ben sei diverse comunicazioni». Sottolineano inoltre che la mancata risposta alla manifestazione non esclude la presentazione di ulteriori progetti né la partecipazione di nuove aziende alla successiva fase di gara ufficiale. [Leggi: Regione Liguria avvia la selezione per l’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti].

La Lega afferma che non è stato ancora deciso nulla riguardo alla collocazione dell’impianto, ma che la Regione intende realizzare un impianto «sicuro, pulito e indispensabile» per completare il ciclo di gestione dei rifiuti, con l’obiettivo di ridurre i costi di smaltimento e, indirettamente, le bollette dei cittadini liguri. I rappresentanti leghisti accusano il PD di aver diffuso informazioni fuorvianti senza assumersi la responsabilità di correggere gli errori e di “scusarsi”.

Dall’altra parte, i consiglieri regionali del PD Davide Natale e Roberto Arboscello replicano alle accuse definendo la posizione della Lega come «propaganda e zero risposte». I rappresentanti dem difendono la loro contrarietà all’ipotesi di un termovalorizzatore in Val Bormida, motivata dalla volontà di tutelare un territorio che, a loro avviso, ha già subito «prezzi altissimi» in termini ambientali e sociali. Chiedono un confronto più ampio, coinvolgendo anche le regioni confinanti per gestire il ciclo dei rifiuti in modo coordinato, evitando duplicazioni e ulteriore pressione su aree già compromesse. Natale e Arboscello sottolineano che la loro richiesta di un dialogo serio è un atto di responsabilità e non un allarmismo.

I consiglieri PD contestano inoltre la gestione della manifestazione di interesse da parte della maggioranza che sostiene il presidente Marco Bucci, sostenendo che si sia imposto un requisito di parere favorevole da parte del Comune interessato ma che in realtà non se ne stia tenendo conto, e accusano la Lega di mancanza di una strategia coerente. «Avete promesso energia a basso costo per le imprese senza uno straccio di dato, avete parlato di riduzione della Tari senza spiegare come, ora sventolate generici posti di lavoro senza dire quali e quanti», affermano Natale e Arboscello. Invitano a interrompere le polemiche e ad avviare un tavolo di confronto reale per ripensare la pianificazione delle infrastrutture legate alla gestione dei rifiuti, ribadendo la disponibilità del PD a presentare le proprie proposte.

La vicenda si inserisce in un contesto regionale complesso, segnato dalla necessità di gestire in modo efficiente e sostenibile il ciclo dei rifiuti, bilanciando esigenze ambientali, economiche e sociali, e dalla crescente attenzione delle comunità locali alle scelte che riguardano il loro territorio. Il confronto politico si concentra molto su due aspetti principali: da un lato, la gestione e la trasparenza della procedura per la realizzazione dell’impianto; dall’altro, la visione futura per la Val Bormida e per la gestione del ciclo dei rifiuti in Liguria. E su questi punti il dibattito resta aperto.

(effe / Red. Corsara)

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