Politica | La Federazione di Savona del Partito Comunista Italiano (PCI) ha ribadito con un comunicato la propria contrarietà alla realizzazione di un termovalorizzatore in Valbormida, sottolineando come prioritaria la tutela della salute pubblica rispetto a qualsiasi interesse economico. La presa di posizione arriva in seguito alla visita del presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, avvenuta lunedì scorso nella provincia di Savona, durante la quale si sono registrate manifestazioni di protesta da parte dei comitati locali contrari all’impianto. [Leggi: Regione Liguria avvia la selezione per l’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti].
I comitati della Valbormida si oppongono da tempo alla costruzione di un termovalorizzatore, ritenuto pericoloso per l’ambiente e la salute dei residenti, soprattutto in una zona già gravata da livelli elevati di inquinamento. Le proteste hanno messo in evidenza la preoccupazione per l’impatto che un impianto di questo tipo potrebbe avere, considerata anche la nota incidenza di malattie gravi collegata all’inquinamento ambientale nella zona. Secondo il PCI, le dichiarazioni del presidente Bucci, che ha parlato di “sei manifestazioni di interesse da parte di grandi colossi dell’energia italiana” e della possibilità di localizzare l’impianto a Cairo Montenotte o Cengio, non forniscono certezze e alimentano il timore di una decisione presa senza un adeguato coinvolgimento della popolazione.
Nel comunicato, il PCI contesta apertamente la visione regionale, definita “orientata al business” e priva di attenzione per la salute dei cittadini liguri. Il presidente Bucci è citato con queste parole: “Vedremo quale sarà l’area migliore e quale progetto avrà il migliore rendimento per i cittadini, perché quello che conta è l’abbassamento della Tari”. Il partito risponde che “quello che conta è la salute dei cittadini”, opponendosi a qualsiasi scelta che privilegi gli aspetti economici rispetto alla sicurezza ambientale e sanitaria.
Il PCI si basa su studi scientifici che evidenziano come i termovalorizzatori, in realtà inceneritori di rifiuti, siano fonti di emissioni di sostanze tossiche, composti cancerogeni, mutageni e interferenti endocrini. Questi fattori sono associati a un aumento delle malattie respiratorie, cardiovascolari, tumori maligni, nascite premature e aborti spontanei. Viene ricordato inoltre che tali impianti inquinano non solo l’aria ma anche acqua e suolo, con sostanze resistenti alla degradazione che si accumulano nell’ambiente e nella catena alimentare. Il PCI cita anche la posizione della Commissione Europea, che si è espressa contro la costruzione di nuovi termovalorizzatori, e fa riferimento a paesi come la Danimarca, impegnati nella riduzione progressiva di questi impianti.
Dal punto di vista delle alternative, il Partito Comunista indica nella diffusione di buone pratiche di riduzione e riciclo dei rifiuti – l’economia circolare – una soluzione valida e sostenibile, già adottata con successo in diversi paesi europei. Viene sottolineato come i comuni della Valbormida siano tra i più attenti alla raccolta differenziata, e che dunque la costruzione di un inceneritore in quella zona rappresenterebbe una contraddizione rispetto agli sforzi compiuti dalla cittadinanza. Inoltre, il PCI suggerisce l’uso di biodigestori e altri impianti per il trattamento biologico dei rifiuti come alternative che possono trasformare la frazione organica in combustibili rinnovabili e fertilizzanti.
Nel comunicato si esprime inoltre solidarietà alle mobilitazioni dei comitati locali e si denuncia ciò che il PCI definisce “logiche affaristiche” alla base delle scelte della Regione Liguria in materia di gestione dei rifiuti. A sostegno della protesta, viene citato lo slogan dei comitati della Valbormida: “Con l’ospedale si vive, con il termovalorizzatore si muore”, in riferimento anche alla difesa dell’ospedale San Giuseppe di Cairo Montenotte.
Il PCI conclude il suo intervento con un appello chiaro: “No al termovalorizzatore, sì a un modello sostenibile di gestione del ciclo dei rifiuti”.
(Red. Corsara)
