Politica | La commissione Ambiente della Regione Liguria ha esaminato oggi il progetto per la realizzazione di un termovalorizzatore in Liguria per la chiusura del ciclo dei rifiuti e dei criteri che hanno portato a indicare la Val Bormida come una delle possibili sedi della sua collocazione, ma dalla seduta “non sono emerse risposte risolutive sul piano tecnico né sulla localizzazione dell’impianto”, suscitando nuove preoccupazioni tra i consiglieri regionali del Partito Democratico.
Il progetto, destinato a chiudere il ciclo di gestione dei rifiuti secondo le indicazioni della giunta Bucci, è stato oggetto di un confronto che ha evidenziato criticità soprattutto relative al metodo con cui sono state condotte le scelte finora, è stato detto. Secondo i consiglieri Roberto Arboscello, Simone D’Angelo e Katia Piccardo, membri della commissione, non sono mai stati coinvolti “soggetti istituzionali e organismi rappresentativi dei territori” nella definizione del progetto, fatto che solleva dubbi sul processo decisionale e sul ruolo delle strutture tecniche incaricate.
Tra i nodi emersi, la partecipazione di Rina, società incaricata di fornire supporto tecnico, è stata giudicata insoddisfacente: i suoi rappresentanti hanno affermato che i criteri per la selezione dell’area sono stati indicati dalla Regione, ma senza fornire approfondimenti o assumersi responsabilità tecniche precise. Parallelamente, il presidente della Provincia di Savona, Pierangelo Olivieri, non ha chiarito la sua posizione, nonostante in passato, da sindaco, avesse firmato un documento con altri diciotto sindaci contrari all’installazione del termovalorizzatore.
Un altro punto critico secondo i consiglieri è la mancata chiarezza sulle motivazioni tecniche che hanno portato al dimensionamento dell’impianto e alla scelta della localizzazione. I tecnici coinvolti non hanno fornito dettagli sul legame tra le dimensioni dell’impianto e l’area indicata, né sulla sostenibilità complessiva del progetto. Arboscello, D’Angelo e Piccardo hanno sottolineato che “non vi sono certezze né sulla genesi delle scelte progettuali né sulle motivazioni tecniche che hanno portato a definire localizzazione e dimensionamento”.
Il territorio della Val Bormida è già sottoposto a una situazione ambientale e sanitaria delicata, e le amministrazioni locali, insieme ai cittadini, hanno espresso forti preoccupazioni circa l’impatto di un impianto di tali dimensioni. Tra le questioni ancora aperte, i consiglieri PD richiedono che venga chiarito se nell’individuazione della Val Bormida siano stati considerati i problemi di trasporto, la mobilità e le carenze infrastrutturali, elementi che potrebbero incidere significativamente sulla fattibilità e sull’efficacia del progetto.
Infine, i rappresentanti del Partito Democratico hanno chiesto trasparenza sull’intero iter che ha portato alla proposta dell’impianto, auspicando la pubblicazione di dati e documenti completi. Hanno inoltre sollecitato un chiarimento politico rispetto a eventuali cambi di posizione da parte dei sindaci che in precedenza si erano detti contrari, inclusa quella del presidente della Provincia di Savona. “Se vi è stato un ripensamento, è necessario che questo venga detto con chiarezza e alla luce del sole”, hanno concluso i consiglieri.
La discussione odierna ribadisce dunque la forte opposizione di una parte significativa del territorio e della sua rappresentanza politica alla realizzazione del termovalorizzatore in Val Bormida, con la richiesta di un confronto più approfondito e trasparente. [Leggi: Commissione regionale e termovalorizzatore in Valbormida, Olivieri: “i progetti saranno esaminati con la dovuta attenzione”].
(Red. Corsara)
LA NOTIZIA IN BREVE:
La commissione Ambiente della Regione Liguria ha esaminato il progetto di un termovalorizzatore e la possibile collocazione in Val Bormida. Non sono state fornire risposte tecniche chiare dicono i consiglieri PD che criticano la mancanza di coinvolgimento dei territori e trasparenza sulle scelte, evidenziando preoccupazioni ambientali e infrastrutturali. Chiedono chiarezza politica e pubblicazione dei dati, ribadendo l’opposizione al progetto e sollecitando un confronto più aperto e trasparente.
