25 anni di negoziati non bastano, bloccato l’accordo Ue-Mercosur; Coldiretti Liguria: “segnale politico forte e necessario”

Politica / Economia | Le lobby agricole segnano il punto. Prima che oggi scattasse nel Consiglio europeo l’escamotage del ricorso alla Corte di giustizia, il significato politico dell’accordo Ue-Mercosur siglato qualche giorno fa ad Asunción, è stato ribadito in maniera molto semplice e chiara da António Costa nella sua comunicazione in apertura della seduta plenaria: «Questo accordo – ha ricordato il presidente del Consiglio – non ha solo un valore economico, ha una decisiva importanza geopolitica in questo momento. Questo accordo invia un messaggio potente al mondo: invece dei dazi, l’Unione Europea offre partenariati. Invece di sfere di influenza, stiamo creando sfere di prosperità condivisa. La firma dell’accordo UE-Mercosur è arrivata dopo più di due decenni di negoziati. Durante questo periodo sono stati ascoltati attentamente tutti i punti di vista, compresi quelli espressi in questa sede, e su cui si è agito. Per esempio, il mese scorso sono state introdotte misure aggiuntive e garanzie significative.». Negoziati ritenuti adeguati dal governo italiano, che nonostante i malumori aveva dato il via libera all’accordo, ma sempre contestato da associazioni di categoria agricole, come Coldiretti che dà una sua versione del voto di oggi in un Comunicato stampa che riportiamo integralmente. (effe / Red. Corsara)

«Il rinvio dell’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia dell’Unione europea deciso dal Parlamento europeo rappresenta un segnale politico forte e necessario. Una presa di posizione che argina una deriva decisionale che avrebbe escluso il ruolo democratico dell’Europarlamento, concentrando scelte strategiche nelle mani di pochi tecnocrati di Bruxelles.

Un accordo di questa portata non può essere imposto senza confronto e senza garanzie, soprattutto quando sono in gioco la sicurezza alimentare, la tutela dell’agricoltura europea e il futuro delle politiche comunitarie, a partire dalla Pac. Fondamentale ora è che il Parlamento europeo prosegua il proprio lavoro per rafforzare il principio di reciprocità, impedendo l’ingresso di prodotti provenienti da Paesi terzi che non rispettano gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali richiesti agli agricoltori europei.

“Questo voto è il risultato di un percorso di mobilitazione e pressione che Coldiretti porta avanti da tempo anche a livello europeo. È un primo passo importante che riafferma il ruolo centrale del Parlamento e mette un argine a forzature pericolose che avrebbero penalizzato le nostre imprese agricole e i consumatori”, dichiara Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria.

Aggiunge Bruno Rivarossa, delegato confederatale: “Se l’accordo fosse passato con queste modalità, si sarebbe aperto un precedente gravissimo, con un Parlamento svuotato delle proprie prerogative e ridotto a semplice ratificatore. Il rinvio alla Corte di Giustizia restituisce dignità al processo democratico europeo e rafforza la battaglia per regole uguali per tutti.”

Concludono Boeri e Rivarossa: “Come Coldiretti continueremo a vigilare e a mobilitarci affinché ogni accordo commerciale sia fondato su trasparenza, reciprocità e tutela del modello agricolo europeo.”

Genova, 21 gennaio 2026» (Comunicato stampa Coldiretti Liguria)

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