L’Accordo Ue – Mercosur nelle dichiarazioni ufficiali

L’intesa apre la più ampia area di libero scambio tra stati con oltre 700 milioni di potenziali beneficiari

Attualità | Dopo un negoziato durato oltre venticinque anni, l’Unione europea e il Mercosur hanno firmato ad Asunción l’Accordo di Partenariato (Empa) e l’Accordo ad interim di commercio (iTA), aprendo una nuova fase nelle relazioni tra le due regioni. L’intesa, sottoscritta il 17 gennaio 2026 con una cerimonia simbolica di alto livello, punta a rafforzare gli scambi economici, il coordinamento politico e la cooperazione, inserendosi in un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni commerciali e geopolitiche.

Secondo la Commissione europea, l’accordo dà vita alla più ampia area di libero scambio mai realizzata, con un mercato potenziale di circa 700 milioni di persone. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha sottolineato che l’intesa «crea un partenariato basato su regole condivise» e consente di «sbloccare il livello successivo» delle relazioni economiche tra le due sponde dell’Atlantico. Bruxelles stima che le esportazioni europee verso il Mercosur possano aumentare fino a 50 miliardi di euro, mentre quelle del blocco sudamericano verso l’UE potrebbero crescere di circa 9 miliardi.

Dal punto di vista europeo, l’accordo prevede l’eliminazione di miliardi di euro in dazi doganali, l’apertura dei mercati degli appalti pubblici e procedure doganali semplificate. La Commissione evidenzia benefici diretti per circa 60 mila imprese europee che già esportano nei Paesi del Mercosur, metà delle quali piccole e medie aziende, con risparmi stimati in circa 4 miliardi di euro l’anno sui dazi. Particolare attenzione viene riservata al settore agricolo: Bruxelles parla di «robuste salvaguardie» per i comparti più sensibili e della tutela di 350 indicazioni geografiche europee (tra le quali sono circa 57 quelle italiane), un numero senza precedenti in un accordo commerciale dell’UE.

Accanto alla dimensione economica, le istituzioni europee insistono sul valore politico dell’intesa. Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha definito l’accordo «una scelta a favore del commercio libero basato su regole, del multilateralismo e del diritto internazionale», aggiungendo che «può arrivare tardi, ma arriva nel momento giusto». In un passaggio del suo intervento, Costa ha chiarito che l’obiettivo non è «creare zone di influenza», bensì «spazi di prosperità condivisa fondati sulla fiducia, sulla cooperazione e sul rispetto della sovranità delle democrazie».

Anche i Paesi del Mercosur descrivono l’intesa come un passaggio chiave per il futuro del blocco. Nel comunicato congiunto firmato ieri da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, l’accordo viene presentato come «un quadro integrale ed equilibrato» che promuove commercio, investimenti e sviluppo economico. Per il Mercosur, l’UE rappresenta la terza economia mondiale, con circa 450 milioni di consumatori e quasi il 15% del PIL globale. In base ai testi concordati, Bruxelles eliminerà i dazi sul 92% delle esportazioni del Mercosur, per un valore stimato di 61 miliardi di dollari, e concederà accesso preferenziale a un ulteriore 7,5%.

Il presidente del Paraguay, Santiago Peña, che esercita la presidenza pro tempore del Mercosur, ha parlato di «una conquista della diplomazia regionale» e di «un’affermazione della vocazione integratrice» del blocco. Secondo Peña, i principali beneficiari saranno «i milioni di cittadini europei e latino-americani» che potranno vedere miglioramenti concreti nelle loro condizioni di vita con l’attuazione dell’accordo.

Dalle altre capitali sudamericane emergono accenti in parte diversi ma convergenti sull’importanza strategica dell’intesa. Il presidente argentino Javier Milei l’ha definita «la maggiore realizzazione del blocco dalla sua creazione», chiedendo che «lo spirito di quanto negoziato sia preservato nella fase di attuazione». Il presidente uruguaiano Yamandú Orsi ha osservato che l’accordo «scommette sulle regole in tempi di volatilità» e rappresenta al tempo stesso una sfida per il Mercosur, chiamato a modernizzare la propria agenda esterna.

Il Brasile, attraverso il ministro degli Esteri Mauro Vieira, ha insistito sui «guadagni tangibili» attesi in termini di occupazione, investimenti, integrazione produttiva e accesso a beni e servizi di qualità, in un quadro orientato allo sviluppo sostenibile. Anche la Bolivia, in fase di adeguamento normativo per diventare membro a pieno titolo del Mercosur, ha ribadito per voce del suo presidente Rodrigo Paz la volontà di completare il percorso di adesione, mentre Panama ha ricordato il proprio status di Stato associato al blocco, con il presidente panamense José Raúl Mulino che ha giudicato ieri l’accordo «un passo avanti verso la libertà e la riduzione della burocrazia»

Sul fronte ambientale e sociale, l’UE mette in evidenza gli impegni giuridicamente vincolanti inclusi nell’accordo, che riguardano la transizione verde, la tutela dei diritti dei lavoratori e l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050. Bruxelles presenta questi capitoli come una risposta alle aspettative dei cittadini europei e latino-americani e come un elemento distintivo rispetto ad altri accordi commerciali.

L’attenzione ora si sposta sulle fasi di ratifica e di attuazione nei rispettivi ordinamenti. Sia le istituzioni europee sia i governi del Mercosur sottolineano la necessità di spiegare i contenuti dell’intesa e di predisporre gli strumenti necessari affinché imprese e cittadini possano beneficiarne in tempi rapidi. La firma ad Asunción segna quindi l’avvio di un percorso operativo che, nelle intenzioni dei firmatari, dovrebbe tradurre in risultati concreti una delle intese più articolate mai concluse tra due grandi aree regionali.

(effe / Red. Corsara)

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