Politica / Sanità | Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha commentato con soddisfazione l’approvazione in Consiglio regionale della riforma del Servizio Sanitario Regionale, definendola un passaggio storico per il territorio. Secondo Bucci, l’obiettivo principale della riforma è “utilizzare meglio le risorse e incrementare quelle a disposizione della cura, dei territori, dei servizi ai malati e ai cittadini”.
Il presidente ha sottolineato come la scelta sia quella di unificare funzioni amministrative e di supporto, il cosiddetto back office, per eliminare frammentazioni inutili e inefficienze. Al contrario, ha spiegato Bucci, “avviciniamo e rafforziamo i servizi alle persone: presìdi, distretti, medicina di base, cure domiciliari e presa in carico dei pazienti cronici restano dove devono stare, vicini alle persone e alle comunità”.
Questa riorganizzazione, ha aggiunto, consente di adottare “una regia unica, per standardizzare i processi, ridurre sprechi, liberare energie professionali e reinvestire risorse nell’assistenza, per una sanità più efficiente e quindi più equa e sempre di più al servizio delle persone”.
Bucci ha evidenziato i rischi derivanti dalla frammentazione attuale: “Cinque aziende sanitarie rischiano di generare frammentazione, duplicazioni, diseguaglianze e costi amministrativi che sottraggono risorse ai servizi”. La creazione di un’unica Asl, invece, permette di avere “un sistema sanitario più semplice da governare, con condizioni e retribuzioni uniformate al rialzo a livello regionale” e di assicurare un modello operativo più vicino alle persone, con cure territoriali rafforzate e alta specialità ospedaliera competitiva.
Con queste parole, Bucci ha ribadito la sua visione strategica della riforma, che punta a un sistema sanitario moderno, integrato e capace di rispondere alle sfide di un territorio tra i più anziani d’Europa, con crescenti esigenze di assistenza. La riforma, ha concluso, “rimette al centro la persona e il diritto alla salute”, guardando al futuro della Liguria con un Servizio sanitario “più sostenibile, più efficiente e realmente vicino a chi ogni giorno chiede assistenza e attenzione”.
(Red. Corsara)
