Politica / Sanità | Riforma della sanità in Liguria: nella seduta del Consiglio regionale dopo la presentazione delle relazioni di maggioranza e minoranza sul Disegno di legge 85 c’è stato il dibattito sul provvedimento con interventi critici e difese da parte di consiglieri di maggioranza e opposizione. Per la giunta ha infine replicato l’assessore alla sanità Massimo Nicolò. La riforma, da lui definita “coraggiosa” e “ambiziosa”, affronta la sfida di garantire una sanità pubblica di qualità in una regione “che sta invecchiando, che cambia e chiede più cure, più continuità e più prossimità”. Nicolò ha sottolineato come l’attuale sistema basato su cinque aziende autonome sia “frammentato, disomogeneo” e con “duplicazioni amministrative” che causano ingiustizie sociali e non valorizzano le eccellenze regionali.
Il fulcro della riforma — ha detto l’assessore – è la creazione dell’Azienda Tutela Salute Liguria (ATS Liguria), che avrà il compito di semplificare, unificare, ridurre sprechi e garantire qualità, senza accentrare potere. Verranno mantenute cinque aree sociosanitarie locali per garantire prossimità e responsabilità nella presa in carico dei cittadini, mantenendo un dialogo efficace tra sanità e servizi sociali attraverso il nuovo modello del Distretto sociosanitario. Tra le innovazioni, è prevista l’unificazione dei piani sociosanitario e sociale integrato in un unico testo, oltre a un maggior uso della telemedicina e delle piattaforme interoperabili.
Al termine dell’intervento di Nicolò sono iniziate le votazioni sugli articoli e gli emendamenti del disegno di legge 85. Finora sono stati approvati 7 articoli, con voto contrario della minoranza, e un emendamento presentato da Gianni Pastorino e sottoscritto da altri gruppi. Le votazioni proseguiranno nel a seduta a oltranza di domani (mercoledì 10 dicembre).
(Red. Corsara)
La replica dell’assessore alla sanità Massimo Nicolò
L’assessore alla sanità Massimo Nicolò ha illustrato i fondamenti della riforma e le sue finalità. «Oggi, dopo quasi venti anni – ha esordito – presentiamo una riforma che tocca un tema decisivo per tutti noi, la salute di tutti i cittadini liguri. Certamente è una riforma coraggiosa, una riforma ambiziosa, non facile che nasce, però, da una domanda semplice, ma alla quale dobbiamo dare una risposta precisa, cioè come garantire una sanità pubblica e di qualità oggi e nei prossimi decenni a una Regione che sta invecchiando, che cambia e chiede più cure, più continuità e più prossimità». Secondo l’assessore l’attuale assetto sanitario, costruito su cinque aziende autonome «appare non più adeguato, è un sistema frammentato, disomogeneo, che presenta duplicazioni, quintuplicazioni amministrative con differenze territoriali importanti che rischiano, e in parte lo stanno già facendo, di tradursi da un lato in ingiustizia sociale e, dall’altro, non valorizzano quelle tante eccellenze che sono presenti in Liguria». Nicolò ha aggiunto: «L’Azienda Tutela Salute Liguria (ATS Liguria) con una regia chiara, moderna, coordinata, nasce non per accentrare potere, ma per semplificare, unificare, ridurre sprechi e garantire qualità». Secondo l’assessore questa riforma permetterà di «liberare energie per i servizi». L’assessore ha illustrato alcuni degli aspetti della nuova struttura prevista dalla riforma: l’ ATS e le cinque aree sociosanitarie locali, «che mantengono la prossimità, la responsabilità della presa in carico, del rapporto con i sindaci, del rapporto con le comunità e con i servizi sociali». Proprio rispetto ai servizi sociali e sociosanitari l’assessore ha spiegato che il centro della riforma è il nuovo modello del Distretto sociosanitario «che diventa il luogo dove la persona incontra il sistema, dove viene preso in carico in modo unitario e dove la sanità e il sociale dialogano finalmente senza barriere». Nicolò ha annunciato una innovazione decisiva che riguarda l’assetto sanitario: «L’unificazione che abbiamo previsto, e che dovremmo attuare in un secondo momento, dei tre momenti importanti declinati all’interno del Piano sociosanitario e del Piano sociale integrato regionale, questi due Piani – ha precisato – andranno uniformati in un Testo Unico, un unico Piano e non più in strumenti separati». L’assessore ha aggiunto: «La telemedicina, le piattaforme interoperabili e il potenziamento del fascicolo sanitario elettronico diventano strumenti ordinari del sistema». «Questa riforma – ha concluso – non è un semplice riordino amministrativo, ma una scelta di responsabilità verso tutta la Liguria, che guarda al presente, ma soprattutto al futuro per un sistema sanitario più semplice da governare, più vicino ai cittadini, ai territori, più moderno nelle alte specialità».
Inizio della votazione degli articoli e degli emendamenti
Al termine dell’intervento dell’assessore Nicolò è iniziata la votazione degli articoli: sono stati approvati, con il voto contrario della minoranza, 7 dei 37 articoli del disegno di legge. Sono stati presentati 30 emendamenti: 19 da tutti i gruppi di minoranza (primo firmatario Enrico Ioculano del Pd), 8 da Gianni Pastorino (Andrea Orlando Presidente) e sottoscritto da Sanna e Piccardo del Pd, 2 da Marco Frascatore (Orgoglio Liguria-Bucci Presidente) e 1 da Gianmarco Medusei (FdI) e sottoscritto da tutto il gruppo. Sono stati presentati anche 6 ordini del giorno (primo firmatario Enrico Ioculano). Nella prima parte della votazione è stato approvato uno degli emendamenti presentati da Gianni Pastorino (Andrea Orlando Presidente) e sottoscritto da Sanna e Piccardo del Pd. Nella seduta di domani proseguiranno le votazioni.
