Politica / Sanità | Riforma della sanità in Liguria: nella seduta del Consiglio regionale dopo la presentazione delle relazioni di maggioranza e minoranza sul Disegno di legge 85 è iniziato il dibattito sul provvedimento con interventi critici e difese da parte di consiglieri di maggioranza e opposizione. Armando Sanna (Pd) ha denunciato che la riforma “non darà risposte alle esigenze della sanità ligure” e ha criticato “l’accentramento dei poteri gestionali in un’unica struttura e in un unico dirigente”. Selena Candia (Avs) ha sottolineato la profonda crisi del sistema sanitario pubblico, evidenziando che “la riforma non affronta e risolve nessuna di queste criticità”.
Roberto Arboscello (Pd) ha definito la riforma una misura che “interviene solo sulla governance, non rispondendo ai bisogni reali dei cittadini”, mentre Davide Natale (Pd) ha denunciato la mancanza di confronto con il territorio. Katia Piccardo (Pd) ha aggiunto che la riforma è “sbagliata, sia nel merito che nel metodo” e che vi è stata un’“accelerazione dettata da necessità di risparmio”.
Dall’altra parte, Gianmarco Medusei (FdI) ha risposto che “sono mancate obiezioni articolate” dalla minoranza e ha assicurato che “la territorialità dei servizi sarà mantenuta”. Armando Biasi (Lega) ha ringraziato la Giunta per il lavoro svolto e ha definito la riforma “economicamene sostenibile”.
Andrea Orlando (Pd) ha espresso dubbi sulle scelte della Giunta, mentre Carlo Bagnasco (FI) ha evidenziato la “forte sintonia dell’amministrazione con i cittadini liguri” e ha condiviso l’accelerazione del provvedimento. Walter Sorriento (Orgoglio Liguria) ha parlato di un “passaggio significativo per il risanamento dell’assistenza sanitaria”, e Federico Bogliolo (Vince Liguria) ha sottolineato che “sulla sanità non ci saranno risparmi”.
Simone D’Angelo (Pd) ha evidenziato che la riforma “non tutela i territori” e favorisce “l’ingresso della sanità privata nel sistema pubblico”, mentre Carola Baruzzo (Pd) ha criticato la mancanza di integrazione tra assistenza sociale e sanitaria. Alessandro Bozzano (Vince Liguria) ha invece definito la riforma “equilibrata” e attenta al territorio.
(Red. Corsara)
Gli interventi in aula
Armando Sanna (Pd) ha criticato il provvedimento rilevando che la riforma non darà risposte alle esigenze della sanità ligure. Secondo il consigliere, infatti, il disegno di legge contiene promesse che non potranno essere realizzate e, in particolare, Sanna ha criticato l’accentramento dei poteri gestionali in un’unica struttura e in un unico dirigente.
Selena Candia (Avs) ha rilevato la necessità di tutelare il sistema sanitario pubblico e che questo sistema sta attraversando una profonda crisi perché non riesce a garantire l’assistenza a tutti i cittadini ed è carente anche sotto il profilo della prevenzione. Tuttavia, secondo la consigliera la riforma non affronta e risolve nessuna di queste criticità.
Roberto Arboscello (Pd) ha avanzato critiche di natura più politica che tecnica, rilevando che non si tratta di una riforma che risolve i problemi dell’assistenza, ma interviene solo sulla governance non rispondendo ai bisogni reali dei cittadini e, al contrario, non avvicina l’assistenza agli utenti ma attua un accentramento della gestione.
Davide Natale (Pd) ha rilevato che è mancato il confronto con il territorio e con le categorie economiche nell’elaborazione del disegno di legge. Secondo il consigliere, inoltre, durante la campagna elettorale il candidato presidente della Giunta e l’attuale maggioranza non hanno mai manifestato l’intenzione di creare un’unica azienda sanitaria.
Katia Piccardo (Pd) ha dichiarato che la riforma è sbagliata, sia nel merito che nel metodo, in quanto sono mancati l’ascolto e la condivisione da parte della Giunta rispetto alle misure proposte. Secondo la consigliera ci sarebbe stata una accelerazione dettata da necessità di risparmio che, in realtà, sarebbe irrilevante.
Gianmarco Medusei (FdI) ha replicato dichiarando che dai consiglieri di minoranza sono mancate obiezioni articolate e che sono state espresse solo sentenze che negano qualsiasi mediazione. Il consigliere ha aggiunto che, grazie al disegno di legge, le risorse saranno spese meglio e ha assicurato che la territorialità dei servizi sarà mantenuta.
Armando Biasi (Lega Liguria-Salvini) ha ringraziato il presidente della Giunta Bucci, l’assessore alla sanità Nicolò e il presidente della II Commissione Frascatore per il lavoro svolto e ha accusato la minoranza di rifiutare ogni possibilità di collaborazione. Il consigliere ha sottolineato la necessità che le riforme siano economicamente sostenibili.
Secondo Andrea Orlando (Pd) la Giunta si era trovata ad un bivio: attribuire la responsabilità del deficit sanitario alla precedente amministrazione o aprire una vertenza nazionale sulla distribuzione dei fondi. Per Orlando, la Giunta non ha percorso nessuna di queste due strade e, così, la riforma rischia di avere pesanti effetti sull’assistenza.
Carlo Bagnasco (FI Berlusconi) ha replicato alle critiche dei consiglieri di minoranza rilevando la forte sintonia dell’amministrazione con i cittadini liguri e ha spiegato che lo scopo della riforma è migliorare i servizi sanitari e ha condiviso l’accelerazione imposta dalla Giunta al provvedimento.
Walter Sorriento (Orgoglio Liguria-Bucci presidente) ha condiviso le opinioni espresse da Bagnasco, in particolare sulla necessità di intervenire sul sistema sanitario per migliorarne l’efficienza. Sorriento ha dichiarato che la riforma rappresenta un passaggio significativo per il risanamento dell’assistenza sanitaria.
Federico Bogliolo (Vince Liguria-Noi Moderati) ha precisato è il provvedimento ha basi concrete, ha assicurato che sulla sanità non ci saranno risparmi e ha sottolineato che il disegno di legge ha la funzione di riorganizzare la governance per definire gli strumenti e la struttura che costruiranno i futuri interventi nel settore sanitario.
Simone D’Angelo (Pd) ha rilevato la specificità della Liguria rispetto ad altre regioni limitrofe dichiarando che la riforma non tutela i territori e ha ricordato le perplessità espresse anche da sindaci che guidano coalizioni di centro destra. Secondo il consigliere viene agevolato ulteriormente l’ingresso della sanità privata nel sistema pubblico.
Carola Baruzzo (Pd) ha sottolineato che nella riforma manca l’integrazione fra assistenza sociale e sanitaria, che non sono poste sullo stesso livello. La consigliere ha rilevato la necessità di coinvolgimento dei Comuni nella gestione della rete sociale, un coinvolgimento che sarebbe messa a rischio dal provvedimento.
Alessandro Bozzano (Vince Liguria-Noi Moderati) ha condiviso le opinioni espresse dai colleghi di maggioranza sulla riforma sanitaria che, secondo il consigliere, ha richiesto un coraggio politico e amministrativo ed è equilibrata negli atti e tiene nella giusta considerazione il territorio.
Sono seguite le repliche dei relatori Marco Frascatore (Orgoglio Liguria-Bucci presidente), Enrico Ioculano (Pd), Jan Casella (Avs) e Gianni Pastorino (Andrea Orlando Presidente).
