Politica / Clima | È iniziata ieri, 6 novembre, a Belém in Brasile la conferenza COP30, la trentesima dedicata al cambiamento climatico, con la presenza di leader mondiali e rappresentanti dell’Unione Europea. Dopo il primo summit previsto il 6-7 novembre, dal 10 a 21 novembre si troveranno riuniti i paesi membri della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), compresi l’Unione Europea e i suoi stati membri, per discutere e promuovere azioni globali contro i cambiamenti climatici, con particolare attenzione al raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi e alla protezione di oceani, biodiversità e transizione energetica giusta.
Apertura dei lavori. Un richiamo alla responsabilità comune | Il vertice inaugurale ieri ha visto interventi di rilievo, tra cui quello del presidente del Consiglio europeo António Costa, che ha sottolineato la rapidità con cui si sta chiudendo la finestra d’azione per evitare conseguenze irreversibili. Costa ha ricordato che «la minaccia esistenziale rappresentata dalle alterazioni climatiche sostiene il nostro impegno con l’Accordo di Parigi», aggiungendo che l’Unione Europea mantiene la dedizione alla sua ambizione e al multilateralismo necessario per raggiungere gli obiettivi fissati. Tra i dati citati, ha evidenziato che, dal 1990 al 2023, l’UE ha ridotto le proprie emissioni nette del 37% pur crescendo economicamente del 68%. Ha inoltre annunciato che la nuova Contribuzione Nazionalmente Determinata (NDC) assunta nei giorni scorsi dall’UE per COP30 prevede una riduzione tra il 66% e il 72% rispetto ai livelli del 1990.
Il ruolo dell’Unione Europea. Impegni e strategie | La presenza europea è stata marcata anche dal discorso di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, che ha posto l’accento sulla necessità di mantenere il riscaldamento globale entro 1,5°C, rafforzando gli sforzi sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica. Von der Leyen ha illustrato il percorso dell’UE verso gli obiettivi 2030 e 2040, definendo la strategia europea come «ferma e coerente» e sottolineando che sarà fondamentale sostenere i paesi più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico. Tra le iniziative citate figurano la sottoscrizione di oltre quaranta partenariati bilaterali per la transizione ecologica, l’incremento della finanza climatica pubblica a oltre 34 miliardi di dollari nel 2024 e il supporto a sistemi di scambio delle emissioni tramite il Carbon Pricing Task Force. (Leggi: COP30 a Belém: L’UE guida la sfida climatica globale)
Foreste e oceani. Priorità ambientali e multilateralismo | Ci si si è poi focalizzati sulle risorse naturali fondamentali per il clima. Nel suo discorso il presidente António Costa ha posto in rilievo la centralità delle foreste e degli oceani come elementi chiave per la stabilità climatica, richiamando l’urgenza di una cooperazione internazionale più efficace. Ha fatto presente che «la salute degli oceani è una causa comune dell’umanità» e ha lodato l’imminente entrata in vigore del Trattato dell’Alto Mare, che mira a proteggere la biodiversità marina. Costa ha inoltre evidenziato la drammaticità degli incendi boschivi, particolarmente intensi in Europa nel 2025, e ha indicato nella piantumazione di tre miliardi di alberi entro il 2030 un obiettivo ambizioso per il continente. Riguardo alle foreste tropicali, ha segnalato il lancio del Fondo Floresta Tropical para Sempre, un’iniziativa innovativa che combina finanziamenti pubblici e privati per la conservazione e l’uso sostenibile.
Finanza climatica e cooperazione globale. Strumenti e prospettive | A Belém ieri si è riaffermato il ruolo cruciale dell’Unione Europea come principale donatore mondiale di finanziamenti per il clima, impegnata a mobilitare ulteriori risorse attraverso riforme del sistema finanziario internazionale e sinergie tra settore pubblico e privato. L’attenzione si concentra anche sull’importanza del multilateralismo per sostenere azioni efficaci, con la promozione di accordi che rafforzino i meccanismi delle Nazioni Unite e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. La COP30 si presenta così come un’occasione per rinsaldare alleanze e chiudere i divari ancora esistenti nella lotta globale al cambiamento climatico.
(effe / Red. Corsara)
