Social Media e informazione | effe — Per quanto parziale e provvisorio, il recente sondaggio commissionato dal Parlamento europeo (“Social Media Survey 2025”) offre un’interessante panoramica sulle dinamiche in corso, anche generazionali, nell’uso dei social media più diffusi. In Italia la televisione rimane una fonte primaria per seguire le notizie sociali e politiche, con una quota di utilizzo superiore al 70% nelle diverse fasce d’età, come rileva il sondaggio, tuttavia i social media si confermano una risorsa centrale, soprattutto fra i più giovani. In questo settore sempre più invasivo nella nostra quotidianità, nella fruizione di notizie sociali e politiche per il momento Instagram, Facebook e YouTube si confermano i canali principali, mentre le preferenze di formato variano significativamente con l’età. La presenza degli influencer, apparentemente in crescita, è marcata soprattutto fra i più giovani.
Preferenze social per informarsi | In Italia, la fonte privilegiata per le notizie su temi sociali e politici resta Instagram, citato dal 74% dei 15-24enni, seguito da Facebook che si mantiene rilevante soprattutto tra le fasce più adulte, con un picco del 65% tra i 55 anni e oltre. YouTube si colloca stabilmente tra le prime piattaforme per i segmenti di età centrali, a testimonianza di una fruizione multicanale. È interessante notare come TikTok, pur non figurando tra le prime cinque risposte, acquisisca una presenza crescente tra i più giovani, segnalando un mutamento in atto nelle modalità di accesso alle informazioni.
Formati preferiti per l’informazione politica | La scelta del formato comunicativo rispecchia le abitudini generazionali: i post brevi di testo e immagini raccolgono il 46% delle preferenze complessive, particolarmente apprezzati dagli utenti più maturi. I video di media durata (1-5 minuti) ottengono un consenso simile, mentre i video molto brevi, tipici di TikTok e Instagram Reels, risultano più graditi tra i giovani. Questi dati suggeriscono una frammentazione delle modalità di consumo, che si adattano alle diverse capacità di attenzione e ai tempi di fruizione degli utenti.
Il ruolo degli influencer e dei content creator | Circa il 37% degli italiani che utilizzano social media per informarsi segue influencer o creatori di contenuti, con una maggiore incidenza nelle fasce d’età più giovani. Come evidenziato nel sondaggio, «il 74% dei 15-24enni» dichiara di seguire tali figure, mentre la percentuale scende progressivamente con l’età. Questa dinamica conferma il ruolo crescente delle personalità digitali nella formazione dell’opinione pubblica, soprattutto tra chi si affida meno ai media tradizionali.
Distribuzione dell’uso dei social media | Facebook rimane il canale più utilizzato per informarsi, con oltre il 60% degli utenti tra i 40 e i 54 anni che lo preferiscono. Instagram, invece, domina tra i giovani adulti e adolescenti, mentre YouTube ha un ruolo trasversale, forte in tutte le fasce di età ma in particolare tra i 25-39enni. WhatsApp e TikTok, pur meno utilizzati per la ricerca di informazioni politiche, mostrano una presenza significativa nel panorama complessivo, suggerendo un uso più informale o di condivisione privata delle notizie.
Implicazioni e qualche considerazione | La segmentazione per età e formato rivela un panorama frammentato, che richiede attenzione da parte di chi opera nella comunicazione istituzionale o giornalistica. La moltiplicazione delle piattaforme e dei formati obbliga a strategie diversificate per raggiungere efficacemente un pubblico eterogeneo. La crescente influenza degli “influencer” – passi l’apparente tautologia — sottolinea inoltre la necessità di monitorare le dinamiche di fiducia e autorevolezza in un’epoca in cui la linea tra informazione e intrattenimento si fa sempre più sottile e il vecchio termine di “infotainment” sembra ormai aver perso quasi del tutto le sue connotazioni caratterizzanti.
*Il Taccuino blu di effe (Fabrizio Pinna) | 2025
