Politica e Opinione Pubblica | È stato pubblicato a metà ottobre il nuovo sondaggio dell’Eurobarometro che offre uno sguardo approfondito sulle opinioni dei cittadini europei riguardo ai social media. Intitolato “Social Media Survey 2025”, il sondaggio analizza diversi aspetti come le abitudini informative, i modelli di utilizzo dei social media, l’esposizione alla disinformazione e il coinvolgimento con i contenuti degli influencer. Lo studio evidenzia come i giovani utilizzino i media in modo diverso rispetto alle generazioni precedenti, orientandosi sempre più verso fonti digitali. Attraverso un’indagine online condotta nel giugno 2025, il sondaggio esplora anche le preferenze sui formati e i contenuti politici sui social, mostrando un panorama vario e in evoluzione nel modo in cui gli europei si informano e interagiscono con le notizie. Il “Social Media Survey 2025” è stato realizzato per il Parlamento Europeo da Ipsos European Public Affairs (consultabile qui: https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3592). Vediamo più da vicino il quadro d’insieme che dal sondaggio emerge per l’Italia, dove sembra manifestarsi un interesse significativo verso le questioni sociali e politiche con una particolare attenzione all’informazione tradizionale e digitale. La fiducia nelle fonti e l’atteggiamento verso l’Unione Europea riflettono dinamiche complesse, mentre l’uso dei social media per gli italiani si conferma centrale nell’accesso e nell’interazione con i contenuti politici.
Discussioni e interessi sociali | In Italia il 50% degli intervistati dichiara di discutere frequentemente di temi sociali e politici con amici e parenti, una quota elevata rispetto alla media europea. Tra i temi di maggiore attenzione figurano la salute pubblica (66%), le questioni climatiche (49%) e l’economia (43%). Questi dati delineano una popolazione che segue con interesse le dinamiche nazionali e internazionali, pur mantenendo una propensione a confrontarsi in ambito familiare e amicale.
Abitudini di informazione e fonti privilegiate | Il mezzo televisivo rimane la fonte principale d’informazione per il 75% degli italiani, una leadership affiancata da una diffusione crescente di social media e piattaforme digitali, utilizzate dal 39% della popolazione per seguire notizie sociali e politiche. L’uso di motori di ricerca come Google raggiunge il 44%, mentre podcast e chatbot rivestono un ruolo più marginale. Stando a quanto afferma il sondaggio, il 52% ritiene che la TV sia diventata più importante nell’ultimo anno, seguita da un significativo 25% che attribuisce un peso crescente ai social network.
Social media e modalità di consumo | Facebook e YouTube sono le piattaforme più utilizzate per informarsi sui temi politici, rispettivamente dal 61% e 55% degli utenti italiani, seguite da Instagram al 52%. L’indagine evidenzia una duplice modalità di fruizione: circa il 57% degli utenti ricerca attivamente le informazioni politiche sui social, mentre il 78% si imbatte in contenuti di questo tipo casualmente durante la navigazione. L’interazione si manifesta prevalentemente attraverso la visualizzazione e la reazione ai post, con il 41% che si limita a leggere o guardare e il 39% che esprime un apprezzamento mediante like o reazioni.
Esposizione e riconoscimento della disinformazione | Oltre un terzo degli italiani ammette di essere stato frequentemente esposto a notizie false o fuorvianti nell’ultima settimana, un dato in crescita rispetto al 2022. Tuttavia, il 61% si sente almeno “abbastanza sicuro” di saperle riconoscere. Le strategie adottate prevedono principalmente la verifica incrociata con altre fonti (53%) e il controllo della fonte di provenienza (42%). Meno diffusi risultano l’uso di strumenti di fact-checking (16%) e il confronto con persone di fiducia (21%).
Relazione con gli influencer e i contenuti istituzionali | Il 35% degli italiani segue influencer o content creator, privilegiando contenuti di recensioni (52%), commenti su temi sociali e politici (43%) e tutorial (42%). Sul fronte istituzionale, circa un terzo dichiara di seguire account ufficiali, in particolare quelli del governo nazionale (30%), mentre il 19% segue enti locali e il 19% istituzioni europee. La motivazione prevalente per seguire tali account risiede nella capacità di aggiornare sui fatti correnti (82%) e facilitare la comprensione delle dinamiche politiche (80%).
Percezioni sull’Unione Europea | L’adesione all’UE è considerata importante dall’82% degli italiani, con il 43% che si dichiara favorevole all’Unione nel suo complesso e al suo funzionamento attuale, e il 42% che si mostra favorevole ma critico rispetto al modo in cui opera oggi. Solo il 10% si definisce contrario all’idea di Unione. L’interesse per la politica europea è diffuso, con il 50% degli intervistati che segue le vicende comunitarie almeno “di tanto in tanto”.
Fiducia nelle fonti di informazione | In Italia, la fiducia maggiore è riposta in amici e familiari (52%) e negli scienziati (52%), mentre istituzioni pubbliche, giornalisti e media raccolgono consensi inferiori, oscillando tra il 15% e il 20%. I politici e gli influencer ottengono livelli di fiducia contenuti, rispettivamente al 5% e 3%. Il quadro evidenzia un’attenzione critica verso le fonti tradizionali e una certa cautela nei confronti delle figure pubbliche e dei creatori di contenuti.
(effe / Red. Corsara)
