Idee e letture. Produrre l’opinione: i sondaggisti tra scienza e mercato

Da Hugo Touzet un'originale indagine sociologica sul lavoro dei sondaggisti d'opinione tra scienza e mercato

effe — Hugo Touzet, nel suo volume “Produire l’opinion : Une enquête sur le travail des sondeurs” (EHESS, 2025), fornisce un’analisi approfondita e originale del mondo dei sondaggi d’opinione e dei sondaggisti, mettendo in luce le tensioni tra il sapere scientifico e le logiche del mercato che ne condizionano la produzione e l’uso. Il testo si struttura come un’indagine sociologica che, attraverso un lavoro sul campo durato cinque anni, penetra i meccanismi di produzione dei sondaggi, la professionalità dei sondaggisti d’opinione e le sfide etiche e metodologiche connesse a questa attività.

L’introduzione contestualizza l’importanza cruciale dei sondaggi nel panorama politico contemporaneo, evidenziando come leader politici di primo piano li utilizzino sia per legittimare le proprie campagne sia per mobilitare gli elettorati, nonostante le critiche accademiche che ne denunciano la natura artefatta e la presunta inesistenza dell’“opinione pubblica” come entità stabile. Touzet mostra come questa ambivalenza rifletta un conflitto più ampio tra mondo accademico e settore privato, nel quale i sondaggi si collocano come strumenti scientifici applicati in un contesto mercantile. L’autore sottolinea la specificità del settore dei sondaggi, che nasce da un incrocio tra statistica, psicologia sociale e pubblicità, e che in Francia ha radici sociologiche con la fondazione dell’Ifop da parte di Jean Stoetzel.

Touzet si concentra poi sulla figura dei sondaggisti d’opinione, professionisti che, pur essendo una minoranza all’interno degli istituti di sondaggio, incarnano la visibilità pubblica della professione e ne custodiscono una cultura lavorativa fondata su una doppia legittimazione: scientifica e democratica. Questi operatori, in larga parte giovani laureati in scienze sociali o politiche, si trovano a gestire quotidianamente una tensione profonda tra l’applicazione rigorosa di metodi scientifici e le esigenze imposte da un mercato competitivo e orientato al profitto. Il lavoro di Touzet si distingue per l’approccio etnografico, che include interviste approfondite, osservazioni partecipanti e persino la somministrazione di un questionario rivolto agli addetti ai lavori, consentendo così di cogliere le pratiche concrete, le difficoltà e le strategie di negoziazione presenti nell’attività di produzione dei sondaggi.

Un’ulteriore dimensione rilevante dell’analisi riguarda la natura “ibrida” della professione, che tenta di coniugare l’identità di “intellettuali” impegnati nella produzione di sapere con quella di operatori di mercato, spesso sottoposti a pressioni strutturali quali il controllo del tempo e l’automatizzazione di alcune fasi del lavoro. Questa dualità espone i sondeuses d’opinion a rischi di deprofessionalizzazione e pone interrogativi sul futuro della loro giurisdizione professionale, tra la figura idealizzata dell’“esperto dell’opinione pubblica” e quella meno nobile del “venditore di percentuali”.

La conclusione del libro si apre a riflessioni più ampie sugli effetti sociali e politici dei sondaggi, sottolineando che, benché essi siano spesso oggetto di critiche radicali, non possono essere disgiunti da un contesto mediatico che ne amplifica la visibilità e ne determina l’uso. Touzet evidenzia come i media tradizionali, a causa di limiti economici e organizzativi, utilizzino i sondaggi come strumenti privilegiati per alimentare il discorso politico, favorendo una politica “politicista” e spettacolare. Tale dinamica contribuisce a consolidare la centralità dei sondaggi nel dibattito pubblico, ma ne limita la qualità e la funzione democratica. Touzet si riferisce al contesto francese ma le sue analisi sono trasferibili senza troppe forzature e variabili anche all’Italia.

Infine, Touzet offre alcune piste di riflessione per un uso più critico e regolato dei sondaggi: la promozione di una cultura statistica critica nella formazione scolastica e giornalistica, un rafforzamento degli organismi di controllo come la Commission des sondages e una maggiore apertura dei dati ai ricercatori accademici. Tuttavia, l’autore riconosce che le sfide sono soprattutto economiche e sistemiche, richiedendo un ripensamento collettivo del rapporto tra scienza sociale applicata, mercato e democrazia.

In breve, “Produire l’opinion” si configura come un contributo innovativo che, attraverso un’analisi sociologica dettagliata e una metodologia mista, mette a nudo le contraddizioni interne alla produzione dei sondaggi d’opinione, interrogandosi sul loro ruolo e sul valore che assumono in una società governata dall’informazione e dall’opinione pubblica mediatica. Il testo di Touzet invita a un ripensamento critico che supera le semplici condanne o difese ideologiche, proponendo una comprensione articolata e contestualizzata della complessità di questo settore cruciale per le democrazie contemporanee. Il volume è liberamente disponibile in OpenEdition.

*Il Taccuino blu di effe (Fabrizio Pinna) | 2025

IL LIBRO. Touzet, Hugo. Produire l’opinion : Une enquête sur le travail des sondeurs. Paris: Éditions de l’École des hautes études en sciences sociales, 2025. https://doi.org/10.4000/14nxt.

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