Le pop interviste immaginarie di Zefira

Pareto, la regola 80/20, élite e social: pochi influenzano molto, tra numeri, potere e un caffè a Villa Borghese.

Le pop interviste immaginarie di Zefira

Zefira: Buonasera, Professor Pareto! È un vero piacere averla qui con noi in questa serata un po’ speciale. Prima domanda: com’è vivere sapendo di essere il padre della regola dell’80/20? Si sente un po’ come un influencer della Belle Époque?

Vilfredo Pareto: Buonasera a lei, Zefira. Devo dire che essere ricordato per un principio che ancora oggi viene citato e applicato in contesti così diversi è piuttosto divertente. Non so se “influencer” sia il termine giusto, ma sicuramente è curioso come un’osservazione nata dallo studio della distribuzione della ricchezza in Italia abbia trovato applicazione nelle vendite, nella gestione del tempo e persino nello sport!

Zefira: Sì, è incredibile! Lei inizialmente era ingegnere, poi passò all’economia e alla sociologia. Come è successo questo salto così audace?

Vilfredo Pareto: Eh, da ingegnere ho imparato ad analizzare i sistemi con rigore, ma mi affascinava capire i meccanismi dietro i fenomeni sociali. Quando mi sono trovato a studiare la distribuzione della ricchezza, ho applicato metodi matematici per descrivere qualcosa che fino ad allora era visto come un fatto casuale o inspiegabile. È stato un po’ come costruire un ponte tra numeri e società.

Zefira: Parlando della distribuzione della ricchezza, lei ha notato che circa il 20% della popolazione detiene l’80% della ricchezza. Un po’ ingiusto, no?

Vilfredo Pareto: Onestamente, non ho espresso giudizi morali su questa distribuzione. Ho osservato che è, per approssimazione, un fenomeno ricorrente e stabile nel tempo e nello spazio, e che si manifesta anche in altre società oltre alla nostra. È una costante empirica, non un imperativo. Se vogliamo analizzarla, dobbiamo comprendere le dinamiche che la generano, non solo lamentarci.

Zefira: Lei è anche famoso per la sua teoria delle élite. Può spiegarcela con parole semplici? E magari con qualche esempio divertente?

Vilfredo Pareto: Certo! La mia teoria sostiene che in ogni società esistono sempre delle élite, gruppi di individui che detengono il potere e l’influenza. Queste élite non sono fisse, ma si rinnovano continuamente: alcuni salgono, altri scendono. È un po’ come una partita di calcio in cui la squadra cambia giocatori, ma la partita continua. Pensiamo ai politici o ai manager: ogni tanto qualcuno nuovo prende il posto di un veterano, ma il gioco del potere non si ferma mai.

Zefira: Ah, quindi la politica è una specie di reality show dove vince chi ha più “carisma” o “astuzia”?

Vilfredo Pareto: In un certo senso sì, anche se preferisco parlare di abilità, per così dire, non logiche che influenzano le decisioni umane. Non sempre la razionalità domina; spesso sono le emozioni, le tradizioni, le credenze, le passioni che spingono le scelte. La politica è un teatro dove questi fattori si intrecciano.

Zefira: Lei nel suo Trattato di sociologia generale ha scritto molto anche sulle “azioni non logiche”. Può fare qualche esempio? Magari qualcosa che accade ancora oggi?

Vilfredo Pareto: Le azioni non logiche sono quelle che non si basano su calcoli razionali ma su fattori emotivi o sociali. Un esempio potrebbe essere il voto per un candidato non per le sue proposte, ma perché è simpatico o perché appartiene a un gruppo sociale di riferimento. Oppure, in tempi recenti, l’adesione a mode o tendenze solo perché “va di moda”, senza un motivo razionale.

Zefira: Professore, se lei fosse vivo oggi, come giudicherebbe l’uso dei social media? Un altro campo dove il 20% produce l’80% dei contenuti?

Vilfredo Pareto: Ah, immagino che osservando i social media vedrei un’ulteriore conferma delle mie teorie e principi. Pochi utenti generano la maggior parte dei contenuti, pochi influencer dettano le tendenze, e la maggioranza osserva o partecipa passivamente. La società si evolve, ma le dinamiche di potere e distribuzione restano sorprendentemente simili.

Zefira: Ultima domanda, e un po’ leggera: se potesse tornare avanti e indietro nel tempo, parteciperebbe a un talent show o preferirebbe un tranquillo caffè a Villa Borghese?

Vilfredo Pareto: Mi piace la sua idea del talent show, ma temo che la mia natura riflessiva mi porterebbe più a scegliere il caffè tranquillo. Anche se forse potrei studiare la platea e i concorrenti, cercando di capire quali élite si formano dietro le quinte. Insomma, non smetterei mai di osservare la società, anche con un sorriso.

Zefira: Grazie mille, Professor Pareto, per questa chiacchierata così illuminante e divertente. Speriamo di rivederla presto… magari in versione influencer!

Vilfredo Pareto: Grazie a lei, Zefira. È stato un piacere condividere queste riflessioni. Alla prossima!

Annuncio affiliato