Zefira: Buongiorno, signor Parini! Che onore poterla intervistare, anche se in questa nostra epoca futuristica un po’ virtuale. Come si trova nel XXI secolo?
Giuseppe Parini: Buongiorno a lei, cara Zefira. Devo ammettere che il mio spirito illuminista si sente un po’ spaesato in questo turbine di tecnologie. Tuttavia, vedo con piacere che la ragione e la critica restano strumenti preziosi, anche se spesso devono farsi largo tra mille rumori.
Zefira: Parlando di rumori, lei è celebre per la sua satira sociale, soprattutto ne “Il Giorno”. Se fosse qui oggi, quale aspetto della società moderna prenderebbe di mira?
Giuseppe Parini: Ah, senza dubbio l’odierna vanità, amplificata dai social network! Nel mio tempo prendevo in giro la nobiltà oziosa, oggi vedrei una moltitudine di “signori” digitali che passano il giorno a esibirsi senza sostanza. La pigrizia intellettuale non è mai passata di moda, purtroppo.
Zefira: Sempre pungente! Lei ha sempre difeso l’educazione e la virtù come strumenti di miglioramento sociale. Come giudicherebbe il sistema educativo attuale?
Giuseppe Parini: Credo che l’educazione debba restare un faro di ragione e moralità, non solo un insieme di nozioni da accumulare. Mi rincuora vedere che si parla ancora di formazione critica, anche se temo che la superficialità a volte prenda il sopravvento. La vera cultura è un’arma contro l’ignoranza e la corruzione.
Zefira: Parlando di corruzione, ne “Il Giorno” lei descrive con tagliente ironia la nobiltà milanese. Quali classi sociali pensa che oggi meritino una satira simile?
Giuseppe Parini: La satira deve colpire chi detiene potere e ne abusa, indipendentemente dal tempo. Oggi direi che politici, magnati e influencer che sfruttano la propria posizione per interessi personali sarebbero miei “eroi” da prendere in giro. La correttezza è sempre un dovere, ma spesso è la virtù più trascurata.
Zefira: A proposito di virtù, lei era vicino alle idee illuministe. Come percepirebbe il dibattito contemporaneo tra scienza e fede?
Giuseppe Parini: Nel mio tempo l’Illuminismo ha promosso la ragione come guida, senza però negare il valore della spiritualità. Ritengo che scienza e fede possano dialogare, purché la fede non oscuri il pensiero critico e la scienza non si trasformi in dogma. È un equilibrio delicato, ma necessario.
Zefira: Cambiando argomento, lei era noto per la sua eleganza stilistica e la precisione linguistica. Come giudicherebbe la lingua italiana dei social media?
Giuseppe Parini: Ahimè, vedo con preoccupazione la diffusione di abbreviazioni, neologismi e modalità espressive spesso superficiali. La lingua è un patrimonio prezioso e va coltivata con cura. Tuttavia, ogni epoca ha i suoi “dialetti”, e forse il futuro ci riserverà nuove forme di bellezza.
Zefira: Per concludere, se potesse scrivere oggi una poesia, quale tema sceglierebbe?
Giuseppe Parini: Forse l’attualità, con uno sguardo critico ma anche speranzoso. Potrei intitolarla “Il Giorno Nuovo”, un invito a risvegliare le coscienze e a coltivare la virtù in un mondo complesso e spesso confuso. La poesia deve essere sempre un faro, non solo un ornamento.
Zefira: Grazie, signor Parini, per questa chiacchierata illuminante e divertente. È stato un piacere immaginare il suo spirito nel nostro tempo.
Giuseppe Parini: Il piacere è stato mio, cara Zefira. Che la ragione e la virtù accompagnino sempre il vostro cammino!
