Zefira: Buongiorno Pietro Verri! Prima di tutto, grazie per aver accettato questa chiacchierata pop e un po’ fuori dagli schemi. Partiamo subito: da filosofo, economista e uomo di lettere del XVIII secolo, ti sei mai chiesto come sarebbe la vita con uno smartphone in mano?
Pietro Verri: Buongiorno a te, Zefira! Ah, uno smartphone… Immagino sarebbe un oggetto molto utile per diffondere idee e dibattiti, ma temo che rischierebbe di distrarre troppo dalla riflessione profonda. Nel mio “Meditazioni sulla felicità”, sottolineo quanto sia importante il tempo per pensare e la virtù della moderazione. Forse un uso saggio della tecnologia potrebbe conciliare tutto ciò.
Zefira: Interessante! Parlando di “Meditazioni sulla felicità”, qual è il tuo segreto per la felicità? E vale ancora oggi?
Pietro Verri: Il mio segreto, se così posso chiamarlo, è la ricerca del giusto equilibrio tra piacere e dovere, tra ragione e sentimento. Credo che la felicità non sia uno stato permanente, ma un’arte da coltivare, un “sapere vivere” che coinvolge anche la giustizia sociale e la virtù personale. Oggi come allora, credo che la felicità richieda consapevolezza e impegno.
Zefira: Passiamo alla tua attività economica. Sei stato uno dei padri dell’economia politica in Italia, e hai scritto anche sul valore del lavoro e il commercio. Come vedi l’economia moderna, con la globalizzazione e l’intelligenza artificiale?
Pietro Verri: Sono affascinato dall’idea che l’economia sia una scienza sociale che deve sempre mettere al centro il benessere delle persone. Nelle mie “Mediazioni sulla economia politica”, sostenevo l’importanza del lavoro produttivo e della libertà commerciale per la prosperità. La globalizzazione e l’IA sono strumenti potenti: se guidati da una buona politica e da principi morali, possono migliorare la vita collettiva; altrimenti rischiano di accentuare le disuguaglianze.
Zefira: A proposito di politica, sei stato attivo nel governo della Lombardia e nella riforma amministrativa. Se ti proponessero oggi di fare il sindaco di una grande città, accetteresti?
Pietro Verri: Ah, la politica praticata con saggezza e dedizione è sempre stata una mia passione! Certamente, guidare una città moderna sarebbe una sfida stimolante. Mi piacerebbe applicare i principi dell’Illuminismo, promuovendo l’educazione, la giustizia e il benessere pubblico. Ma, come dicevo, tutto richiede equilibrio e prudenza.
Zefira: Sei anche noto per aver fondato “Il Caffè”, una rivista illuminista che ha fatto discutere molto. Se dovessi lanciare oggi un blog o un canale YouTube, quale sarebbe il tema principale?
Pietro Verri: Senza dubbio, la diffusione della conoscenza e della ragione critica. Forse un canale dedicato al dialogo tra filosofia, economia e società, con un occhio alla storia e uno al futuro. Mi piacerebbe vedere un luogo dove le idee si confrontano liberamente, senza pregiudizi, proprio come facevamo con “Il Caffè”.
Zefira: Ultima domanda, per divertirci un po’: se potessi cenare con un personaggio famoso di oggi, chi sceglieresti e perché?
Pietro Verri: Che domanda intrigante! Forse sceglierei Elon Musk, per capire come vede il progresso tecnologico e il futuro dell’umanità. Sarebbe interessante discutere con lui di scienza, economia e filosofia del progresso, magari davanti a un buon bicchiere di vino lombardo.
Zefira: Grazie mille, Pietro! È stato un piacere viaggiare nel tempo e nella mente con te. Speriamo di rivederti presto, magari con qualche nuova “meditazione” per il nostro secolo.
Pietro Verri: Grazie a te, Zefira. È stato un vero piacere. E ricorda: la felicità e il sapere sono sempre alla portata di chi li cerca con cuore e mente aperti.
